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| 08 ago 2022 | 13:35

Ennesimo supermercato nell’Alto Garda? Andreasi: “Attacchi pretestuosi, il Comune ha le mani legate”

Nell’Alto Garda potrebbero presto aprire il 17esimo e il 18esimo supermercato, gli ambientalisti puntano il dito contro l’amministrazione che però respinge le accuse: “Dispiace vedere come si affronti il tema, banalizzandolo e parlando alla pancia delle persone, solo al fine di attaccare pretestuosamente”

Ennesimo supermercato nell’Alto Garda?
di Tiziano Grottolo

ARCO. Sta facendo discutere la possibilità che in via Santa Caterina, ad Arco, venga realizzato un nuovo supermercato. “Invece di operare scelte nella direzione della sostenibilità, ci si orienta in senso opposto”, le accuse arrivate dal Coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro. “Da voci ricorrenti, oltre alla Lidl in via Santa Caterina, pare che in Busa arriverà anche il 18esimo supermercato. Crediamo sia il momento di dire basta a questo diluvio di centri commerciali. Questa zona vanta il poco invidiabile primato nazionale della più alta concentrazione di centri commerciali in relazione al territorio”.

 

Sempre dal coordinamento ambientalista si punta il dito contro l’amministrazione arcense “colpevole”, secondo gli ambientalisti, di non bloccare le nuove concessioni commerciali, “in particolare cancellando la destinazione commerciale almeno per quei lotti attualmente inedificati”. Accuse che però sono respinte al mittente dall’assessore all’edilizia, attività economiche e ambiente, Gabriele Andreasi, che spiega: “Dispiace vedere come si affronti il tema, banalizzandolo e parlando alla pancia delle persone, solo al fine di attaccare pretestuosamente e per l’ennesima volta l’Amministrazione comunale”.

 

L’assessore sottolinea come a fronte di una richiesta da parte di un privato per ottenere il permesso di costruire un edificio commerciale il Comune non abbia di alcuna discrezionalità nel valutare tale richiesta. “L’Amministrazione attraverso l’ufficio edilizia (non tramite l’assessore o il sindaco) è tenuta solamente a verificare la conformità del progetto presentato rispetto agli standard edilizi. Non può dunque in alcun modo intervenire bloccando il progetto una volta che l’ufficio ha attestato il rispetto della normativa, piaccia o non piaccia al sindaco, all’assessore o a chiunque altro”.

 

Andreasi comunque dice di condividere le affermazioni sui problemi legati alla viabilità, all’inquinamento e aggiunge la tutela delle piccole attività commerciali presenti sul territorio, “ma – avverte – tirare in ballo l’Amministrazione di fronte a una richiesta di permesso di costruire, su un tema che certamente scalda gli animi, è espressione di disonestà intellettuale. Dispiace – l’affondo dell’assessore – come un coordinamento che si professa teoricamente super partes rispetto alla politica locale poi nei fatti dimostri che il fine ultimo spesso non è (solo) diffondere una cultura ambientale, ma voler attaccare a ogni costo l’Amministrazione comunale di Arco”.

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