''Il governo dell'acqua passi definitivamente alla Provincia di Belluno'', il Pd chiede più autonomia anche di spesa
La giunta regionale ha deciso di monetizzare l'equivalente di quel che le grandi concessioni idroelettriche devono fornire gratuitamente alla Regione. Si parla di circa 10-11 milioni di euro che per il Bellunese (sul cui territorio sono concentrati circa i 2/3 degli impianti del Veneto) si traducono in 6-7 milioni di euro che saranno investiti sulle rette delle Rsa e per i cittadini bisognosi. Lotto: ''Bene ma risulta meno condivisibile che la gestione di tali risorse sia tutta in capo alla Regione''

BELLUNO. ''Il governo dell’acqua passi definitivamente alla Provincia di Belluno''. Lo chiede la segretaria provinciale del Partito democratico di Belluno, Monica Lotto. L’attuazione in Italia, con quasi 26 anni di ritardo (fu approvata il 19 dicembre 1996), della direttiva europea sulla liberalizzazione del mercato elettrico porterà nelle casse della Regione Veneto circa 10 milioni di euro l’anno aggiuntivi. Risorse che da quanto emerso andranno ai Servizi sociosanitari residenziali e ai cittadini bisognosi con Isee inferiore a 20mila euro. Insomma con i proventi dei titolari delle grandi derivazioni idroelettriche (che per il Veneto sono concentrate per i due terzi nel Bellunese) la regione intende dare sostegno, in questo momento di massima difficoltà legata alla crisi energetica.
La decisione della giunta Zaia va ad applicare la legge che introduce l’obbligo per i concessionari delle grandi concessioni idroelettriche di fornire gratuitamente ogni anno alla Regione 220 kilowattora per ogni kW di potenza nominale installata. Un quantitativo che la regione può anche scegliere di monetizzare come ha deciso di fare, appunto, la regione Veneto.
''Oggi, con delibera concertata con la collega Manuela Lanzarin, abbiamo presentato i benefici della Legge sulla energia – ha spiegato l’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin – così come approvato in settimana dalla Giunta regionale presieduta dal Presidente Zaia, dopo aver sentito le Province. I criteri attuativi della Legge prevedono che il territorio di Belluno, che è la provincia in Veneto in cui ci sono più grandi derivazioni (24 per una potenza nominale complessiva di kW 382.422,41) e che gode del regime di autonomia differenziata sancito dallo Statuto della Regione, sia assegnata l'intera quota relativa all'energia ivi prodotta. Prevede, inoltre, che le altre province in cui insistono impianti idroelettrici si trattengano il 60 per cento della quota, mentre il restante 40 percento sia suddiviso tra tutte le province (ad esclusione di Belluno che già si trattiene l'intera sua quota) in proporzione agli abitanti".
''Gran parte di quel gettito - spiega Lotto del Pd - è generato dai concessionari in Provincia di Belluno, spetta dunque al territorio bellunese. Non si tratta di una ‘gentile concessione’ o, peggio, di una elargizione della Regione. Ora, se è certamente positivo che finalmente si dia seguito alle disposizioni europee, risulta meno condivisibile che la gestione di tali risorse sia tutta in capo alla Regione''.
Attraverso la giunta viene assicurato che arriveranno al Bellunese 6 o 7 milioni di euro, ma solo dopo che la Regione stessa avrà deciso priorità e destinazione dei fondi. Il sospetto del Pd di Belluno è che la Regione copra con tali risorse spese riferite a servizi che già stanno nelle sue competenze e che, altrimenti, dovrebbe assicurare con il proprio bilancio.
''Considerato che la legge 25 del 2014 resta tutt’ora inattuata, riteniamo urgente dare alla Provincia le competenze, le risorse umane e le funzioni per gestire in proprio queste risorse - afferma la segretaria -. I fondi sono il risultato dello sfruttamento dell’acqua bellunese, siano i bellunesi attraverso i propri rappresentanti a decidere cosa farne, dove impiegarli, quale la scaletta di priorità. La Regione si limiti a incassare i sovracanoni e a girarli alla Provincia di Belluno. Nessuno meglio della Provincia e dei suoi amministratori saprà impiegarli per lo sviluppo dell’intero territorio''.












