Ndrangheta in Trentino, triste show di Savoi in Aula (VIDEO): ''Morra? Torni al suo paese in Calabria. La mafia comanda al Sud, al Nord l'hanno portata calabresi e siciliani''
Dopo le parole del presidente della commissione Antimafia che ieri in Trentino ha detto che se Fugatti ''non aveva avuto il sentore di quel che stava succedendo ci si deve domandare se il suo è difetto di intelligenza o altro'' oggi il consigliere della Lega si è esibito in una difesa al limite del discriminatorio e del razzismo, tra luoghi comuni e falsi storici. E il livello della discussione è crollato per l'ennesima volta

TRENTO. ''Se ne torni al suo paese onorevole Morra, se ne torni in Calabria. La mafia comanda al Sud e la mafia che c'è al Nord l'hanno portata a Milano come a Trento o Torino i calabresi e i siciliani. Il Trentino che era sano come territorio come tutto il nord''. Questo il vicecapogruppo della Lega in consiglio provinciale Alessandro Savoi oggi in Aula in replica alle affermazioni fatte ieri dal presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, nei confronti del presidente Fugatti.
Affermazioni molto forti, di aperta critica verso l'amministrazione provinciale e il sistema trentino per non avere vigilato a dovere e preso una posizione netta sulla criminalità dopo i fatti avvenuti in Val di Cembra, a Lona Lases e portati alla luce dall'inchiesta Perfido. Morra entrando nello specifico ha pronunciato parole dure nei confronti di Fugatti che nel corso di un'audizione sulla vicenda, avrebbe affermato, spiega Morra “di non aver avuto il minimo sentore di quanto stava succedendo”. “Ci si deve domandare – ha continuato Morra - se il suo è difetto di intelligenza o altro".
''Parole gravi'', aveva già commentato ieri il consigliere provinciale leghista, oggi vicepresidente del consiglio regionale, Roberto Paccher, aggiungendo: ''Qui non siamo in Calabria dove le radici e la diffusione dei fenomeni delinquenziali sono ben diversi”. La china presa da Paccher è parsa subito pericolosissima, al limite del razzismo e della discriminazione territoriale visto che identificare dei territori con i fenomeni criminali non è propriamente da grande statista illuminato. Molto peggio, però, ha fatto il suo collega di partito Savoi (fino a qualche tempo fa presidente della Lega Trentino ruolo che ha dovuto lasciare per aver scritto “Le tro*e restano tro*e” riferito alle ex colleghe di partito passate a Fratelli d'Italia) che ha scelto gli scranni del Consiglio provinciale per lanciare le sue accuse piene zeppe di luoghi comuni e concetti pienamente discriminatori.
Dire che la mafia al Nord esiste solo perché ce l'hanno portata quelli del Sud è un'aberrazione e un falso storico (banalizziamo per capirci? La Mafia del Brenta era un'organizzazione con ''solide'' radici ''locali''). E comunque i trentini non meritano un livello di discussione tanto basso nella ''casa'' delle loro istituzioni. Savoi poi ha provato a screditare Morra facendo leva anche sulle dichiarazioni che aveva fatto sull'ex presidente della Calabria, Jole Santelli morta dopo una grave malattia oncologica. ''Era noto a tutti che la Presidente della Calabria Jole Santelli fosse una grave malata oncologica - aveva detto Morra -. Umanamente ho sempre rispettato la defunta Jole Santelli, politicamente c’era un abisso. Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte”. Parole che avevano spinto il centrodestra a chiederne le dimissioni e per le quali lui si era scusato.
''Non si può permettere per dire che qua non vanno le cose - ha detto Savoi -. Giustamente si indaga ma non si fa giustizialismo. Chi ha portato la mafia all'interno delle cave sono tutti calabresi da dove viene l'onorevole Morra. E' colui che non voleva che la Jole Santelli malata di oncologia (sic!) non andasse a fare la governatrice della Calabria, è ancora indagato''. E ancora: ''Gravissimo l'attacco fatto da un parlamentare indagato per aver offeso l'ex governatrice della Calabria malata di oncologia (sic!) e purtroppo deceduta e che viene a pontificare in Trentino. Dove sappiamo si fanno giustamente le verifiche ma noi, su in Val di Cembra siamo gente per bene onorevole Morra torni pure a Reggio Calabria''.
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