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| 16 feb 2022 | 11:05

No al referendum sull’eutanasia, Grisenti esulta ma viene sommerso di critiche. Cappato: “Ora disobbedienza civile e ricorsi”

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sull’eutanasia, Grisenti di Progetto Trentino: “Una sentenza esemplare sono veramente contento”. Sui social scoppia la polemica: “Vedere il proprio padre morire di sofferenze atroci non è bello credimi”

No al referendum sull’eutanasia, Grisenti esulta ma viene sommerso di critiche
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Nelle scorse ore la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sull’eutanasia. La Consulta ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, a seguito dell’abrogazione (benché parziale) della norma sull’omicidio del consenziente non sarebbe stata preservata “la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”. La sentenza con le motivazioni sarà depositata nei prossimi giorni.

 

Nel frattempo, anche in Trentino, arrivano le prime reazioni politiche. Silvano Grisenti di Progetto Trentino, il partito che nella Giunta Fugatti può contare sul vicepresidente e assessore all’ambiente Mario Tonina, si è detto soddisfatto del risultato. “Una sentenza esemplare – ha scritto Grisenti in un post pubblicato su Facebook – sono veramente contento”.

 

Sui social però si è sviluppato un ampio dibattito e Grisenti è stato sommerso di critiche. “Vedere il proprio padre morire di sofferenze atroci non è bello credimi” ha replicato un utente. A dare manforte all’esponente di Progetto Trentino c’è però Francesco Agnoli, che con Grisenti aveva lanciato alle ultime comunali “Si può fare!”, l’associazione nata per sostenere la candidatura di Silvia Zanetti (poi uscita in polemica) alle Comunali di Trento, e che ora ha aderito a “Coraggio Italia”, il progetto politico guidato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, dai senatori Quagliariello e Marin e dal governatore della Liguria Toti. “Per il dolore ci sono le cure palliative – ha affermato Agnoli – l’eutanasia dovunque sia stata legalizzata, cioè on pochissimi Stati al mondo, ha visto crescere i malati abbandonati e le uccisioni forzate”. Va detto che questa interpretazione non è supportata da dati oggettivi.


Di segno completamente opposto la reazione dell’avvocato e referente di +Europa Alexander Schuster, che è stato anche in prima linea per la raccolta firme del referendum dell’eutanasia. “Non dobbiamo pensare che l’inammissibilità sia una sconfitta – spiega Schuster – per chi conosce la giurisprudenza costituzionale era uno scenario molto concreto. Ma non per questo chi era fiducioso e chi era scettico si sono spesi in maniera diversa. La raccolta firme è sempre un’occasione importante per sensibilizzare, per attivare gli animi più attenti ai diritti civili e alle libertà personali. Per noi è stata l’occasione di conoscersi e fondare la cellula trentina della Coscioni. Il solo numero di firme raccolte meritava, come è stato, tutto il nostro impegno. E adesso si va avanti”.

 

Dal canto suo il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, si è detto pronto a dare ancora battaglia: “La Consulta ha deciso: non potremo votare il Referendum. Percorriamo altre strade: disobbedienza civile, ricorsi. Mi dispiace per chi dovrà sopportare ancora una condizione di sofferenza, e per la democrazia italiana. Ma otterremo l’obiettivo”.

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