Pergine entra nella rete Re.a.dy contro le discriminazioni, Urzì: "Prendiamo le distanze dal consigliere Andreaus. Teorie sulla sessualità fluida, incompatibili con FdI"
Il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia è contrario alla presa di posizione del consigliere comunale Andreaus che ha votato a favore per l'entrata di Pergine nella rete Re.a.dy. Urzì: "Apprezzabile presa di distanza dell’assessore alla cultura Betti. Andreaus non assume incarichi all’interno del partito"

PERGINE VALSUGANA. "Non siamo d'accordo con l’approvazione da parte del Comune di Pergine sull’adesione alla rete Ready. Incomprensibile la posizione assunta dal consigliere comunale Pierluigi Andreaus da cui prendiamo le distanze". Così il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, rappresentato dal commissario Alessandro Urzì, commenta la presa di posizione di Andreaus di FdI, che ha votato a favore dell'entrata del comune nella Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali per contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.
Una delibera approvata pochi giorni fa con 13 voti a favore, ma con ben sette consiglieri che hanno deciso di non partecipare al voto, anche all'interno della maggioranza (Qui l'articolo). Tra questi anche l'assessore alla cultura Morgan Betti. "Il Consiglio ha manifestato una spaccatura trasversale", ha commentato la capogruppo Pd in Consiglio comunale e prima firmataria della mozione Marina Taffara.
Dopo i complimenti da parte del Movimento per la vita, per Betti arrivano anche quelli di FdI: "La rete Re.a.dy è a ragione considerata il principale canale - sostiene Urzì - per la veicolazione di finanziamenti pubblici a iniziative di propaganda unilaterale a favore delle teorie sulla sessualità fluida (gender) da cui anche le scuole hanno dimostrato non essere sinora escluse. Di chiara impronta di sinistra, voluta dal Pd in Consiglio comunale, ha conosciuto ad ogni modo anche la apprezzabile presa di distanza dell’assessore alla cultura, in netto disaccordo con la maggioranza".
Per questo il commissario provinciale sottolinea che sia "incomprensibile la posizione di Andreaus. A questo riguardo si precisa che lo stesso consigliere ha aderito a una lista civica e non rappresenta in questa consiliatura in Consiglio comunale Fratelli d’Italia e che la posizione quindi non è in alcun modo condivisa e anzi viene nettamente respinta. Il consigliere Andreaus non assume incarichi all’interno del partito".
FdI rimane dell’avviso che, "le discriminazioni vadano combattute su tutti fronti senza trasmettere l’idea dell’esclusività delle politiche gender" e invitano a "liberare questo dibattito da incrostazioni ideologiche della sinistra che hanno privilegiato in modo parziale e politico esclusivamente teorie che hanno puntato sul relativismo della identità di genere con un frainteso senso della giustizia che ha alimentato una frattura nella società soprattutto quando a essere toccati sono i bambini".
Il partito ribadisce perciò la sua contrarietà, parlando di "indottrinamento": "No all'indottrinamento, sì alla crescita di una società del rispetto per tutti che non parta però dall’assunto della superiorità ideologica di alcune categorie sulle altre".
La presa di distanza e "la decisione di rimettersi senza distinguo a sostegno delle posizioni del Pd - conclude Urzì - è incompatibile con la linea politica di Fratelli d’Italia che continueremo come Circolo territoriale a sostenere sul territorio".













