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Bolzano
03 giugno | 15:58

Bandiere arcobaleno, Kompatscher difende la giunta (e quindi anche chi non le vuole): "Ci sono opinioni diverse ma nessuno discute il principio della non-discriminazione"

Kompatscher replica, ma non affonda, limitandosi a un "ci sono opinioni diverse su cosa sia utile per raggiungere questo fine, ad esempio se sia utile o meno esporre la bandiera"

BOLZANO. Davanti alla bandiera arcobaleno, esposta per il mese del Pride anche nella sala stampa di Palazzo Widmann, il governatore altoatesino Arno Kompatscher replica alle parole del suo vice Marco Galateo. Perché il numero uno di Fratelli d’Italia in provincia lo ha dichiarato: in quella sala stampa, finché verrà esposta quella bandiera, lui non ci entrerà.

 

Coerentemente con le posizioni del partito di Giorgia Meloni, Galateo annuncia che andrà a fare “le conferenze stampa da un’altra parte”, fino a quando uno dei simboli della comunità Lgbt sventolerà sotto l’aria condizionata della sala provinciale. "Kompatscher vuole esporre la bandiera arcobaleno e vuole impegnare la provincia nel mese del pride? Che lo faccia - dice Galateo - ma che mi venga permesso di dissentire. Credo che classificare le persone per il proprio genere e orientamento sessuale sia essa stessa una discriminazione".

 

Insomma, niente di nuovo. E’ Marco Galateo, è di Fratelli d’Italia e, oggettivamente, non ci si aspettava nulla di diverso. Arno Kompatscher interviene nel dibattito tentando di gettare acqua sul fuoco e difendendo i suoi compagni di giunta. "Nessuno in giunta provinciale mette in discussione il principio della non-discriminazione - dice il presidente - ma ci sono opinioni diverse su cosa sia utile per raggiungere questo fine, ad esempio se sia utile o meno esporre la bandiera".

"La partecipazione al mese del pride - precisa Kompatscher - corrisponde ad un passaggio del nostro accordo di coalizione secondo cui noi lavoriamo attivamente contro qualsiasi forma di discriminazione, anche per quanto riguarda i temi dell'identità sessuale e dell'orientamento sessuale".

"Per questa ragione, come è avvenuto anche lo scorso anno, partecipiamo a questo evento - ha proseguito il presidente altoatesino -. Viviamo per fortuna in un mondo dove c'è la libertà di pensiero, però, ripeto, nessun componente della giunta, e questo è stato sottolineato anche da tutti i colleghi, mette in discussione il tema della non-discriminazione".

 

Parole che, analizzate, non fanno una grinza, in effetti. Come si potrebbe mai dire il contrario. Nel discorso di Kompatscher c’è tutto: c’è la difesa dei membri della giunta (Galateo e Bianchi ci sono dentro e finiscono nel mucchio, ma va bene così), c’è la difesa del suo operato, c’è il sottolineare che nessuno ce l’ha con nessuno per questa cosa. Si è tutti amici. Amici molto tolleranti e aperti. Sono solo “opinioni diverse”. So’ ragazzi, alcuni che non riescono proprio a entrare in una stanza un po' più colorata di altre. 

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