Politiche, la corsa dei no-vax, no-pass, no-Nato di ''Italia sovrana e popolare'' alle elezioni: ''Vogliamo portare in Parlamento un'opposizione critica e indomita''
La lista è formata da "Partito comunista" con segretario Marco Rizzo, "Riconquistare l'Italia" con presidente Stefano D'Andrea, "Ancora Italia" con presidente Francesco Toscano e "Azione civile" con presidente Antonio Ingroia. Anche in Trentino gli esponenti di questa forza politica presenti a Camera, Senato e proporzionale

TRENTO. Al via in Trentino la campagna elettorale di "Italia sovrana e popolare", la lista formata da "Partito comunista" con segretario Marco Rizzo, "Riconquistare l'Italia" con presidente Stefano D'Andrea, "Ancora Italia" con presidente Francesco Toscano e "Azione civile" con presidente Antonio Ingroia (Qui articolo). "Siamo convinti che sia necessario portare in Parlamento un'opposizione critica e indomita capace di sviluppare i temi fino al momento in cui ci saranno nel Paese le condizioni economiche, sociali e culturali ideali per realizzarli".
I candidati sono pronti per la corsa elettorale del 25 settembre. Camera: Gianfranco Merlin (Trento), Michele Bert (Rovereto); Senato: Mattia Maistri (Treto), Giovanna Giugni (Rovereto) e Roberto Cappelletti (Pergine). Listino proporzionale: Maria Cristiano, Federico Monegaglia e Maria Rosa Avellino.
"Il nome - spiegano i candidati - indica un'idea precisa di Paese a cui tendere. Per un’ Italia sovrana perché immaginiamo un Paese che recuperi un'idea progressiva di sovranità popolare e nazionale volta al benessere dei propri cittadini, così come ai rapporti di cooperazione con gli altri Stati del mondo. Un recupero che deve avvenire dopo decenni di sovranità limitata da vincoli esterni come la presenza della Nato e degli Usa sul nostro territorio e la loro ingerenza nella politica italiana e dai vincoli imposti dall'Unione europea, un’istituzione non democratica con valori opposti a quelli prescritti dalla Costituzione, la quale per trent’anni ci ha imposto un tasso di disoccupazione prossimo al 10%. Per un'idea di Paese che sappia stare in un mondo ormai multipolare e ritrovi la propria funzione di cerniera tra est e ovest, tra nord e sud recuperando la capacità di tenere insieme mondi diversi".
E "Popolare" in quanto la forza politica vuole difendere "gli interessi dei lavoratori e del mondo del lavoro che da sempre sono la maggioranza degli italiani e che nonostante una classe dirigente irresponsabile ha sempre tenuto in piedi il nostro Paese facendo sacrifici e lavorando sodo. Noi crediamo nel popolo italiano perché, riprendendo le parole di Pertini, è un popolo generoso che desidera solo lavorare, avere un lavoro stabile, avere una casa e curare la salute dei propri cari".
Un punto del programma è quello del lavoro. "In Italia il valore medio degli stipendi è calato di quasi il 3% in 30 anni, il dato peggiore dell’Unione europea. I nati dopo il 1986 hanno il reddito pro capite più basso della storia repubblicana. Il crollo dell’Italia a livello di salari, risparmio e produttività, a partire dalla nostra appartenenza all’Unione europea non ha eguali nel resto del mondo, fatti salvi alcuni Stati in guerra. La questione salariale e l'ingiustizia distributiva, esito di questi decenni di lotta di classe combattuta a senso unico contro una parte del lavoro inerme e priva di rappresentanza, ha assunto dimensioni catastrofiche".
Questa nuova proposta si prefigge di costruire un nuovo partito che possa rappresentare il mondo del lavoro e che coinvolga lavoratori dipendenti, autonomi, subordinati e piccoli imprenditori.
"Categorie che sono state messe in ginocchio da 30 anni di austerità, privatizzazioni e livelli di tassazione che hanno favorito il grande capitale a scapito dei piccoli risparmiatori, imposteci dall’Unione europea e recepite da una classe dirigente servile e esterofila. Immaginiamo un Paese in cui si pianifichi una vera politica industriale e energetica mantenendo il controllo statale sui settori strategici e incentivando una transizione a fonti di energia rinnovabili concreta e non retorica come quella oggi promossa dalle classi dirigenti occidentali. Il mercato funziona solo se opportunamente regolato. In alcuni ambiti fondamentali come la scuola, l'energia, la sanità e le telecomunicazioni, la logica del profitto deve essere superata dal bene comune. Un Paese in cui la piena occupazione sia l'obiettivo primario, in cui la sanità ritorni ad essere veramente pubblica ed universale perché abbiamo visto come quella privata sparisce quando non c'è profitto da fare. Un sistema sanitario pubblico efficiente e capace di garantire la salute di tutti come previsto dalla nostra Costituzione, senza condizionalità. Il ricorso alla sanità privata deve essere una scelta del cittadino e non una necessità dovuta all’impossibilità di accedere al servizio pubblico gratuito per le tempistiche insostenibili e la mancanza di mezzi e personale".
Una lista vicina, se non coincidente, con le posizioni no vax e no pass. "Denunciamo fortemente la gestione emergenziale pandemica che ha introdotto contraddizioni irrazionali e misure inaccettabili e inutili come il green pass, l'obbligo vaccinale esteso, la sospensione degli insegnanti, dei sanitari e delle forze dell’ordine, le multe ai cinquantenni che hanno scelto di non vaccinarsi. Basta ricatti ai lavoratori e reintegro immediato di tutti i sospesi".
E anti Unione europea e "contro tutte le guerre. Siamo contro l'invio di armi e le sanzioni che porteranno il nostro Paese allo sfascio e che, ricordiamo, sono state votate da tutte le irresponsabili principali forze politiche, di maggioranza e opposizione, da Fratelli d'Italia a chi ha sostenuto Draghi. Siamo per la diplomazia nella risoluzione delle controversie internazionali e per la riaffermazione del diritto internazionale. A ottobre con il prezzo dell’energia e del gas alle stelle i costi per famiglie e imprese saranno insostenibili. Il costo della gestione politica della vicenda russo-ucraina ricadrà quasi integralmente sulle piccole e medie imprese che chiuderanno e sui lavoratori che perderanno il posto. Alla fine tra speculazione e guerra il conto lo pagano sempre i lavoratori. Siamo per la messa in discussione delle strutture internazionali come Ue e Nato che di fatto obbligano il nostro Paese a viaggiare con un 'pilota automatico' che ci impoverisce e risucchia i nostri redditi e risparmi per accentrarli nelle mani di pochi. Siamo per un ambientalismo di sostanza e non di facciata, costruito su investimenti pubblici reali coperti da un sistema di imposte progressivo e attraverso una ritrovata sovranità monetaria, per una transizione che sia pianificata e veramente alla portata di tutti".
La lista, viene spiegato, è appoggiata da più di una quindicina di associazioni che si sono formate in opposizione al governo Draghi, così come a quella che ritengono una fallimentare gestione della crisi pandemica negli ultimi due anni.
"Siamo contro l’agenda Draghi iniziata con le privatizzazioni delle partecipate pubbliche negli anni ‘90 che hanno rappresentato la decapitazione di un sistema industriale complesso e bilanciato, vera spina dorsale di questo Paese, i cui miseri resti sono ancora oggi ciò che ci mantiene a galla. Contro il Dl concorrenza e le sue storture che metteranno in difficoltà gli enti locali gestori di beni comuni come l’acqua, i quali si troveranno impossibilitati a mantenere la gestione in-house e si vedranno via via costretti a privatizzare anche i servizi essenziali, con i conseguenti aumenti di costi e riduzione dell’offerta non remunerativa".
Sono 8 i punti principali del programma del partito sostanzialmente anti-sistema. "Siamo contro tutte le mafie, la corruzione, i segreti di Stato e tutti i centri di potere che legalmente o illegalmente hanno impedito ed impediscono tuttora la scrittura della nostra storia passata e presente e ci costringono in una condizione di Stato a sovranità limitata. Rifiutiamo la scuola aziendalista che crea solo illusioni e forza lavoro poco rivendicativa. Vogliamo una scuola aperta che costruisca cittadini critici, consapevoli e attenti prima che lavoratori. Noi abbiamo questi obiettivi ed un progetto di Paese ben preciso", concludono gli esponenti di "Italia sovrana e popolare".












