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| 06 mar 2023 | 05:01

Aggressione dell'orso in Val di Rabbi, Fugatti sente il ministro e intervengono gli animalisti: ''Si sa già come va a finire, non uccidetelo''

Il 39enne Alessandro Cicolini è stato aggredito da un plantigrado in val di Rabbi. Il presidente Fugatti ha chiamato il ministro per "segnalare la gravità dell'ennesimo episodio". Le associazioni animaliste: "Non vorremmo venisse presa l'occasione sempre per incentivare l'idea di sparare agli orsi"

TRENTO. Gli accertamenti e le analisi della forestale consentiranno di stabilire il Dna dell'orso e risalire all'identità del plantigrado che nelle scorse ore ha aggredito Alessandro Cicolini, ricoverato all'ospedale di Cles. Fortunatamente non è in pericolo di vita ma ha riportato diverse ferite alla testa e al braccio.

 

Il caso è avvenuto domenica 5 marzo nella zona di malga Mandriole sulla montagna di Pracorno a 2 mila metri (Qui articolo); il 39enne stava percorrendo un sentiero segnalato nel bosco con il suo cane quando ha notato un orso a una ventina di metri di distanza. "Si è girato per scappare ma il plantigrado è arrivato da sotto", le parole a Il Dolomiti di Lorenzo Cicolini, sindaco di Rabbi e fratello di Alessandro. "E' stato velocissimo e tutto improvviso. La zona in quel tratto è ripida del bosco e così è anche ruzzolato qualche metro per finire contro una pianta" (Qui articolo). 

 

Il 39enne è stato colpito alla testa e al braccio, riportando graffi e ferite ma, una volta che il plantigrado si è allontanato, è riuscito a scendere più a valle per chiamare il sindaco e fratello per lanciare così l'allarme. Raggiunto dalla cognata, Alessandro è stato poi accompagnato all'ospedale di Cles per le cure e gli approfondimenti del caso. La vicenda è poi affidata al corpo forestale.

 

Nel frattempo Maurizio Fugatti ha interessato il ministro all’ambiente Pichetto Fratin. "Ho segnalato la gravità di questo ennesimo episodio - le parole del presidente della Provincia - con l'impegno è di tenerlo costantemente aggiornato e l’invito è quello di affrontare assieme un problema che non può più essere tenuto in sospeso" (Qui articolo).

 

Immediata la reazione delle associazioni animaliste. "Si apprende che Fugatti non ha perso tempo per chiedere al ministro Pichetto Fratin di intervenire", commenta l'Oipa di Trento. "E, purtroppo, conosciamo bene le intenzioni del presidente, che non aspetta altro che un pretesto per agire con abbattimenti o imprigionamenti. Ma ci chiediamo, quanto viene fatto per prevenire questi incontri? Bidoni anti-orso ancora da posizionare nei centri di montagna, per esempio. Bene sarebbe attendere di conoscere tutta la storia completa, prima di agire con sentenze da parte di chi governa e dovrebbe cercare soluzioni sostenibili. Perché a 2.000 metri con il cane, magari libero e non al guinzaglio? Perché bisogna subito decretare che l'orso ha aggredito senza aspettare di conoscere la dinamica completa dell'episodio?". 

 

Il timore delle associazioni è che venga avviata una caccia al plantigrado. "Non vorremmo - aggiunge l'Oipa - venisse presa l'occasione sempre per incentivare l'idea di sparare agli orsi; necessario sarebbe avviare processi seri di gestione della fauna selvatica e non attendere sempre questi episodi per tornare a parlarne. Dispiace, ovviamente, per la persona che è rimasta coinvolta, ma ci chiediamo perché queste cose debbano succedere quando, probabilmente, sarebbe più utile prevenire, come affermiamo da tempo. Ma pare che sia quasi voluto attendere incidenti per poter procedere con abbattimenti".

 

Preoccupata la Leal nel commentare la nota da piazza Dante sull'informativa di Fugatti al ministero, "foriero - dice il presidente Gian Marco Prampolini - delle consuete azioni di forza che contraddistinguono le decisioni di questa Giunta da sempre poco incline a tollerare la presenza di orsi, lupi e fauna selvatica sul territorio. Sorveglieremo con attenzione la vicenda iniziando dall'individuazione dell'orso e dalle azioni che la Provincia sceglierà di percorrere, mettendo in campo ogni strategia lecita per la tutela di questo orso e di tutti i plantigradi del territorio".

 

A luglio 2021 è era morta in val Concei (Ledro) F43 nel corso delle operazioni di sostituzione del radiocollare "a seguito della posizione assunta nella trappola tubo nel momento in cui l'anestetico ha fatto effetto" mentre l'ultima aggressione è quella di Andalo e risale all'agosto 2020, quando un carabiniere è stato attaccato da M47, catturato e trasferito in Ungheria con partentesi al Casteller.

 

A giugno di quell'anno sul Monte Peller c'era stato il caso di padre e figlio aggrediti da Jj4. La Provincia aveva disposto l'abbattimento, ancor prima di stabilire l'identità dell'orso. Da lì una battaglia legale avviate dalle associazioni animaliste con la decisione dei giudici di lasciare libero il plantigrado.

 

Vicenda che sintetizza una gestione dei grandi carnivori in salsa leghista che appare farraginosa; il simbolo in questo senso è M49 con le sue due fughe dal Casteller e con la successiva confusa riorganizzazione voluta da piazza Dante e la scelta di affidare il compito alla Protezione civile con il definitivo scorporamento delle competenze tra il Servizio foreste e le prerogative faunistiche.

 

A fronte di alcune aggressioni e di qualche danno all'agricoltura nell'ordine tra orsi e lupi di 200 mila euro all'anno, la Provincia si è divincolata tra Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, tanti annunci e tante parole, ma poco nei fatti sembra cambiato rispetto alla Giunta precedente e la rivoluzione in materia grandi carnivori non pare aver preso corpo. Non sembrano esserci grossi risultati.

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