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| 17 gen 2023 | 12:52

Alloggi turistici “fantasma”, Marini: “Qual è la strategia della Giunta e quante sono le sanzioni? Chi non rispetta le regole fa aumentare i prezzi delle case”

Alex Marini del M5s chiede conto alla Giunta Fugatti della strategia scelta per contrastare il fenomeno degli alloggi turistici “fantasma”: “Per chi non si adegua è prevista una sanzione da 500 a 3.000 euro per ogni attività pubblicizzata, promossa o commercializzata. In caso di reiterazione della violazione la sanzione è raddoppiata”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Recentemente è entrata in vigore la legge provinciale che estende l'obbligo di possedere un codice identificativo per gli alloggi turistici (Cipat) a tutte le strutture ricettive. In altre parole gli alloggi per tempo libero e vacanza dovranno apporre la targhetta all’esterno dell’immobile, l’obbligo riguarda anche gli agriturismi.

 

Non solo, perché con la nuova legge chi svolge attività d’intermediazione immobiliare e i soggetti che gestiscono portali telematici e che pubblicizzano, promuovono o commercializzano le strutture ricettive e gli alloggi per uso turistico dovranno pubblicare il codice identificativo turistico provinciale sugli strumenti utilizzati.

 

In questo modo la Provincia vuole porre un freno al fenomeno dei cosiddetti alloggi turistici “fantasma”. Come anticipato da un’inchiesta de Il Dolomiti, solo nell’Alto Garda, sarebbero circa 300 gli appartamenti turistici “fantasma” che vengono affittati senza però essere registrati negli appositi registri. Questo almeno quanto emerge dal software statunitense che l’Apt Garda Dolomiti ha utilizzato per mappare l’andamento annuale del mercato immobiliare.

 

“Per chi non si adegua – ricorda il consigliere provinciale Alex Marini del Movimento 5 Stelle – è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro per ogni attività pubblicizzata, promossa o commercializzata. In caso di reiterazione della violazione la sanzione è raddoppiata”. Infatti la mancata iscrizioni di questi alloggi al Cipat potrebbero essere l’indizio di una forte evasione fiscale, compreso il mancato pagamento della tassa di soggiorno. Quest’ultima, almeno in parte, ritorna nelle casse comunali pertanto dovrebbe esserci tutto l’interesse per scoprire se qualcuno non sta rispettando le regole.

 

“Anche il presidente dell’Asat Battaiola – afferma Marini – è intervenuto sull’argomento dichiarando che sono ancora pochi coloro che utilizzano il codice Cipat e che la maggior parte di coloro che affittano gli appartamenti sulle piattaforme online lo fanno senza avere formalmente un’attività economica e questo provoca una stortura del mercato e un aumento dei prezzi per i residenti e per coloro che si devono trasferire nelle località turistiche per motivi lavorativi”.

 

Per questo Marini chiede conto alla Giunta Fugatti della strategia scelta per contrastare questo fenomeno e in un'interrogazione chiede di conoscere il numero delle sanzioni applicate e l’incasso complessivo dal 2020 a oggi nei confronti di chi non ha rispettato le leggi provinciali: “Sarebbe utile conoscere anche la stima di quote di reddito imponibile e del relativo gettito fiscale emerse a seguito dell’introduzione del Cipat” conclude il consigliere del M5s.

 

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