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| 10 feb 2023 | 12:31

Evento "contro il gender" di Pro vita, si 'ritira' anche il vicepresidente Vettorato per evitare "strumentalizzazioni". Le femministe: "Pericoloso abuso di potere"

Dall'evento "Si potrà ancora dire mamma e papà?" si era già ritirato come relatore il presidente del Consiglio comunale di Bolzano, Konder. La lettera aperta delle femministe di Donneinmarcia -Frauenmarsch, indirizzata a Vettorato, sottoscritta da 29 organizzazioni e quasi 500 persone: "Nessun esperto di genitorialità o di politiche di genere, ma solo rappresentanti di ideologie conservatrici e integraliste"

di Francesca Cristoforetti

BOLZANO. Prima il "ritiro" di Stephan Konder, presidente del Consiglio comunale di Bolzano della Svp, poi quello di Giuliano Vettorato (Lega), vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano e assessore della Giunta provinciale, dalla lista di relatori dell'evento "Si potrà ancora dire mamma e papà?", organizzato per il 10 febbraio 2023 da Pro vita e Famiglia onlus, associazione antiabortista e dichiaratamente "contro il gender".

 

Le polemiche si erano sollevate dopo la pubblicazione della locandina ufficiale dell'incontro previsto per oggi, per parlare di genitorialità con soli ospiti uomini del panorama politico e istituzionale altoatesino di centrodestra. Tra i nomi infatti, oltre a Konder e Vettorato, anche Antonio Brandi, presidente di Pro Vita, Matteo Gazzini, europarlamentare del Gruppo Identità e Democrazia; Roberto Selle, capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Bolzano; Marco Galateo, Consigliere Provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano e Consigliere Regionale del Trentino-Alto Adige di FdI; Andreas Leiter-Reber, capogruppo di Die Freiheitlichen nel Consiglio Provinciale e Regionale del Trentino-Alto Adige.

 

Il primo a ritirare la propria presenza era stato Konder, dopo essere stato richiamato da alcuni consiglieri e assessori del Comune di Bolzano. Poi è arrivato anche il messaggio di dissenso delle femministe di Donneinmarcia -Frauenmarsch, in una lettera aperta indirizzata a Vettorato, sottoscritta da 29 organizzazioni/associazioni e quasi 500 persone: "Caro vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, a quale gioco di stereotipi sta giocando, partecipando alla vergognosa campagna no-choice di Pro vita & famiglia con la sua adesione alla manifestazione dal titolo 'Si potrà ancora dire mamma e papà? A Bolzano contro il gender'?. Sul palco otto partecipanti esclusivamente maschi guidati nel dibattito da un conduttore (sempre maschio), parte in causa in quanto rappresentante del noto movimento omotransfobico e antiabortista".

 

Tra i partecipanti, viene scritto nella lettera, "nemmeno uno (su 9) esperto di genitorialità o di politiche di genere, ma solo rappresentanti di ideologie conservatrici e integraliste che vogliono tutelare un modello di società e di famiglia patriarcale, un modello che segrega le donne e ne limita il raggio d’azione oltre a escludere e discriminare l'intera comunità Lgbtqi+. Siamo allibiti dal fatto che un rappresentante delle istituzioni, il vicepresidente della provincia, non solo accetti di partecipare a un evento di questo tipo e di alimentare così la campagna di pregiudizi omotransfobici altamente pericolosi, ma che, facendo, ciò accetti anche che questa alta carica legislativa venga strumentalizzata. Notiamo la volontà di intervenire per una minoranza reazionaria anziché, come da incarico istituzionale, rappresentare la cittadinanza tutta e riscontriamo quindi un pericoloso abuso di potere".

 

Il vicepresidente Vettorato ha così deciso di non prendere parte all'evento per evitare una "strumentalizzazione" della sua presenza.

 

Le femministe ricordano che martedì prossimo (14 febbraio) alle 17 si terrà a Merano il flashmob "One billion rising" proprio contro questo genere di cultura violenta e discriminatoria, per una "manifestazione che si farà portavoce del nostro disappunto". "La società si evolve, cambia, cerca forme di convivenza più eque e giuste, anche in Alto Adige - concludono le femministe -. Impariamo cosa vuole dire parità e diversità. Il cambiamento sì, può fare paura, ma fanno più paura coloro che non nutrono rispetto per l’altro. Cerchiamo punti di vista trasversali che abbiano a cuore il bene comune di tutti, e, caro Giuliano Vettorato, rispettiamo le regole di democrazia che ci siamo dati".

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