I danni dei cinghiali non sono più eccezionali e la Commissione vota per togliere gli indennizzi. Dallapiccola: "Un passo indietro dell'Autonomia"
La Terza Commissione all'unanimità ha votato le modifiche al regolamento per adattarlo alle nuove direttive europee e per aggiornare i sistemi di calcolo degli indennizzi. L'ex assessore Michele Dallapiccola (Casa Autonomia): "I contadini e gli agricoltori si trovano in difficoltà e si dà una semplice esecuzione alle direttive europee invece di trovare una soluzione per sostenere il comparto"

TRENTO. I danni causati dai cinghiali? Non sono più considerati eccezionali e quindi escono dal calcolo degli indennizzi provinciali. Restano quelli agli steccati. Questa la decisione assunta dalla Terza Commissione.
Due le delibere votate in questa seduta a ridosso delle elezioni provinciali, il via libera all'aumento della spesa ammissibile sull'innevamento artificiale con le risorse che passano da 2 a 2,5 milioni (Qui articolo) e le modifiche al regolamento per adattarlo alle nuove direttive europee e per aggiornare i sistemi di calcolo degli indennizzi.
Solo pochi giorni fa raccontavamo la storia di Alessandro Micheloni, un allevatore e agricoltore sull'Altopiano della Vigolana sempre più convinto di voler "mollare perché dopo 10 anni mi sono stancato di andare avanti così. Da troppo tempo a questa parte i cinghiali distruggono i miei raccolti e, dopo essermi appellato agli enti preposti senza successo non so più cosa fare". Troppi i danni causati dai cinghiali. Tante le difficoltà da affrontare, poche le risposte dalla parte pubblica (Qui articolo).
E una risposta è arrivata in Terza Commissione a voto unanime (Ivano Job, Denis Paoli, Lorenzo Ossanna, Roberto Paccher, Katia Rossato e Alessio Manica, assente Lucia Coppola): i danni ai prati provocati dai cinghiali non sono più considerati eccezionali e i contributi per i danneggiamenti agli steccati, sempre causati da cinghiali, sono stati portati a 17 euro.
Restano indennizzabili i danni causati da orsi e lupi ma "con con i de minimis. E' un passo indietro sul fronte dell'autonomia. I contadini e gli agricoltori si trovano in difficoltà e si dà una semplice esecuzione alle norme europee invece di trovare una soluzione per sostenere il comparto", commenta l'ex assessore Michele Dallapiccola di Casa Autonomia.













