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| 30 mar 2023 | 18:39

La Solidarietà trentina rischia di rimanere senza casa? Dalla Pat ancora nessuna soluzione. Zeni: ''Cosa si intende fare? A rischio l'importante lavoro delle associazioni''

Il consigliere provinciale Luca Zeni ha deciso di presentare una nuova interrogazione in Consiglio per sollecitare la Giunta ad affrontare quanto prima il problema e garantire al più presto una sede adeguata alla Casa della solidarietà: "Nel giro di tre o quattro mesi almeno i primi cinque piani dovrebbero essere utilizzati dal nuovo proprietario"

La Solidarietà trentina rischia di rimanere senza casa?

TRENTO. “Quali siano le intenzioni della Giunta in relazione alla Casa della solidarietà”. Se ne parla da ormai alcuni mesi e fino ad oggi le soluzioni non sono state trovate. Il tema finisce ora nuovamente in Consiglio Provinciale con un'interrogazione del consigliere Luca Zeni attraverso la quale chiede lumi su quali siano gli interventi che la Giunta Fugatti vuole mettere in campo visto che i temi stringono e un'alternativa alla struttura di via Lunelli non c'è. 

 

L’edificio che ospita la “Casa della solidarietà” dovrebbe diventare a breve la sede dell’Automobile Club d’Italia. L’immobile, fino a poco tempo fa di proprietà della Curia di Trento che ora lo ha venduto all’Aci, all’inizio del 2015 era stato dato in comodato d’uso per dieci anni alla Provincia che lo aveva quindi fatto diventare la sede di Cinformi, Atas, Centro servizi per il volontariato, Croce Rossa e Alfid ed altre associazioni.

 

Il Cinformi, Centro informativo per l’immigrazione, occupa attualmente quasi sei piani e fa attività di front office, back office, accoglienza, sportelli, corsi. Gli altri tre piani sono occupati dalle altre associazioni che lavorano spesso in stretto contatto tra loro e con Cinformi, con proficui scambi di esperienze e condividendo le attività.

 

Ora pare che, in seguito alla necessità di spostare l’attuale sede dell’ACI di via Brennero per fare spazio al progetto del bypass ferroviaria, nel giro di tre o quattro mesi almeno i primi cinque piani dovrebbero essere utilizzati dal nuovo proprietario, trasferendo tutte le altre attività nei quattro piani superiori.

 

“Compattare nello spazio di quattro piani dell'edificio – spiega il consigliere provinciale del Pd Luca Zeni - quello che prima ne occupava nove non è facile e può far sorgere difficoltà operative alle stesse associazioni. Alcune associazione, come l’Alfid, Associazione laica famiglie in difficoltà, affrontano situazioni delicate, dove anche la privacy è un elemento importante”.

 

Al settimo piano ha sede il Comitato provinciale della Croce Rossa, mentre al nono trova posto "Non Profit Network - Csv Trentino", ovvero il Centro servizi volontariato della Provincia di Trento, una realtà che offre supporto tecnico, formativo e informativo a 130 associazioni di volontariato. Al quarto e al quinto piano, lavorano psicologi e assistenti sociali di enti che hanno sede altrove: nella Casa hanno uffici anche il Centro Astalli, la Cooperativa Arcobaleno e la Cooperativa Kaleidoscopio. Nella “Casa della Solidarietà” lavorano circa 90 persone, a cui vanno aggiunti volontari e altro personale di supporto, sempre inserito in progetti di sostegno alle fragilità.

 

“È evidente – spiega Zeni - che la soluzione di compattare tutte le attività svolte nella Casa della solidarietà in uno spazio inferiore alla metà di quello attualmente usufruito non può essere che una soluzione provvisoria, sia perché comunque il contratto di comodato d’uso scade nel 2025, sia, soprattutto, per l’importante mole di lavoro svolta dalle associazioni che, negli spazi ridotti, rischia di venire in parte compromessa”.

 

Fondamentale rimanere anche il ruolo di Cinformi visto anche il periodo storico che stiamo vivendo. “L'importante flusso di migranti – spiega il consigliere - che si stanno riversando anche sull’Italia e con l’inevitabile ridistribuzione sul territorio nazionale - compreso il Trentino, come recentemente confermato dalla giunta provinciale - richiede un Centro informativo per l’immigrazione pienamente operante ed efficiente, cosa che pare obbiettivamente difficile se viene costretto in uno spazio inadeguato o comunque molto più ristretto a quello utilizzato finora”.

 

Difficile anche pensare di smembrare l'esperienza di “convivenza” e di “collaborazione” che si è sviluppata in questi anni fra le associazioni. Da qui la richiesta alla Giunta Provinciale del Consigliere Luca Zeni di quale sia la soluzione che si pensa di mettere in campo. Nel documento si chiede anche di sapere “Come si intenda supplire alla carenza di spazi che sicuramente dovrà soffrire Cinformi a causa dell’occupazione di 5 piani dello stabile dove ha la sede da parte delle nuova proprietà, considerando anche l'attuale forte afflusso di stranieri nel nostro Paese che si ripercuoterà inevitabilmente anche sull’attività del Centro informativo per l’immigrazione, e con quali tempistiche”.

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