Trento diventa 'Capitale del Volontariato' ma la ''Casa della Solidarietà'' rischia di scomparire. Le associazioni: ''Dalla Pat nessuno si è più fatto sentire''
Tra pochi mesi inizieranno i lavori nella zona di San Martino per la circonvallazione e l'Aci avrà bisogno dello stabile. L'assessora comunale Chiara Maule: "Siamo a conoscenza chiaramente delle preoccupazioni delle associazioni ma al momento dalla Pat non ci è arrivata alcuna richiesta di interlocuzione"

TRENTO. “Non ci hanno più detto nulla. Non sappiamo che fine faremo. In Provincia abbiamo avuto un incontro nell'ultima settimana di gennaio e poi però nessuno si è più fatto sentire”. I giorni passano e per le associazioni della “Casa della Solidarietà” di via Lunelli ancora non si è trovata una soluzione. Dovranno lasciare lo stabile tra pochi mesi e nonostante i tempi stretti al momento non sembra esserci all'orizzonte una nuova sede.
Trento il prossimo anno sarà Capitale europea del volontariato e non è certo un bel biglietto da visita quello dello sfratto di 5 realtà. Stiamo parlando del Centro Servizi Volontariato, l'Alfid (Associazione Laica Famiglie in Difficoltà), la Croce Rossa, Atas (Associazione Trentina Accoglienza Stranieri) e Cinformi.
L'Arcidiocesi di Trento, proprietario dell'edificio che aveva deciso di affidare alla Provincia affinché fosse utilizzato per fini sociali, avrebbe portato avanti una trattativa per la vendita della struttura all'Automobile Club d'Italia che deve lasciare a sua volta liberi gli spazi di via Brennero per i lavori del bypass ferroviario.
Tra pochi mesi inizieranno i lavori nella zona di San Martino e l'Aci avrà bisogno dello stabile. L'auspicio è quello di non distruggere la rete di collaborazioni che si era creata proprio fra le realtà che attualmente occupano gli spazi di via Lunelli. Qui le associazioni attorno al 2016 hanno trovato la loro casa a seguito del progetto lanciato dall'allora assessora provinciale Donata Borgonovo Re, era quello di costruire una vera e propria “Casa della solidarietà”. Non si è mai arrivarti a ufficializzarne la nascita ma nel corso degli anni proprio in via Lunelli si è creato un polo importante di solidarietà trentina.
“Noi siamo preoccupati – ci spiega Giorgio Casagranda, presidente del Centro Servizi Volontariato del Trentino – perché ci troviamo davanti mesi davvero difficili da affrontare pieni di lavoro visto che Trento nel 2024 sarà Capitale Europea del Volontariato. Un trasloco non è certamente semplice per realtà come le nostre e non possiamo farlo da un giorno all'altro portando avanti le tante importanti attività quotidiane che abbiamo”.
Prima di pensare al trasloco bisogna, però, avere una sede dove andare e ad oggi questa non c'è. Sembra quasi completamente naufragata l'idea di utilizzare gli spazi delle scuole ex Bellesini. “Le abbiamo visitate – afferma Casagranda – ma vanno bene solo per alcune attività. Come associazioni avremmo anche bisogno di un parcheggio e qui non è presente”.
Dalla Provincia dopo l'incontro avvenuto il 24 gennaio non sono arrivate altre comunicazioni. Anche il Comune di Trento è a conoscenza della situazione come ci conferma l'assessora Chiara Maule. “Siamo a conoscenza chiaramente delle preoccupazioni che hanno le associazioni – spiega – ma al momento mi sento di dire che non vi è alcuna interlocuzione in merito a questo con la Provincia. Non ci è stato ancora chiesto nulla”. Intanto il tempo passa e le associazioni sono sempre più preoccupate.













