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Trento
23 febbraio | 05:01

I cantieri del bypass “occupano” il polo per la disabilità sensoriale, Abilnova (che conta 180 dipendenti): “A rischio tutte le nostre attività e l'assistenza a chi ha bisogno”

Rfi vorrebbe occupare “temporaneamente” alcuni spazi di pertinenza del polo di riferimento per i servizi per la disabilità sensoriale, dove trova sede anche l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. Il presidente di Abilnova Andreatta: “Il cantiere e l’occupazione mettono a rischio tutte le attività perché occupano degli spazi che per noi sono vitali”

I cantieri del bypass “occupano” il polo per la disabilità sensoriale
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Nei giorni scorsi Italferr, braccio operativo di Ferrovie dello Stato italiane, ha inviato alcune lettere ai cittadini che abitano nelle aree adiacenti a quelle dove verranno allestiti i cantieri per la circonvallazione ferroviaria di Trento. Infatti, oltre agli edifici che verranno abbattuti per fare posto al bypass, Rfi chiede di occupare le pertinenze di vari immobili. Fra questi c’è anche l’edificio che ospita il polo di riferimento per i servizi per la disabilità sensoriale, sia visiva sia uditiva, gestito dalla cooperativa Abilnova (cioè l’ex Istituto per la ricerca la formazione e la riabilitazione). Peraltro nella stessa struttura di via della Malvasia 15 si trova pure la sede dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

 

“È vero, anche noi abbiamo ricevuto una di queste lettere – conferma il presidente di Abilnova Lorenzo Andreatta – il problema è che ciò che ci viene chiesto è incompatibile con la nostra attività”. In sostanza Rfi vorrebbe occupare “temporaneamente” l’accesso ai parcheggi della struttura e parte del piazzale antistante l’edificio.

 

“Nella comunicazione arrivata da Rfi non c’è chiarezza, non vengono specificate nemmeno le tempistiche dell’occupazione. L’impressione – prosegue Andreatta – è che non conoscano il territorio dove stanno operando e nemmeno le strutture esistenti. Il piazzale dove si vorrebbe allestire il cantiere è in realtà un solaio e al di sotto ci sono due piani di parcheggi”. Non solo, perché nelle vicinanze del futuro cantiere scorre il rio Malvasia. “Uno dei piani del parcheggio sotterraneo è inutilizzabile per via delle infiltrazioni d’acqua”.

 

Ma a preoccupare è soprattutto il prosieguo delle attività del Centro socio-riabilitativo. “Il cantiere e l’occupazione mettono a rischio tutte le attività perché occupano degli spazi che per noi sono vitali” osserva il presidente di Abilnova. Questa realtà, oltre a rappresentare un fiore all’occhiello del capoluogo, conta circa 180 dipendenti che fanno riferimento alla sede centrale di via della Malvasia mentre sono una quarantina quelli che lavorano direttamente all’interno della struttura.

 

L’attività sanitaria è quella principale ma seguiamo anche il settore scolastico, quello del trasporto delle persone con disabilità, senza dimenticare la parte che riguarda la riabilitazione visiva” ricorda Andreatta. “Gli autisti devono venire nella sede centrale per concordare gli spostamenti e le varie tappe della giornata, è impensabile avere un cantiere fuori dalla porta”.

 

Senza mezzi termini i cantiere di Rfi mettono in pericolo questa realtà. Il presidente di Abilnova però è pronto a dare battaglia: “Stiamo raccogliendo tutti gli elementi, sicuramente chiederemo un incontro tecnico con Rfi per arrivare a una soluzione condivisa, perché per noi gli spazi che si vorrebbero occupare sono sono vitali”.

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