Pista da bob, Salvini insiste: “Deve essere a Cortina”. I Verdi: “Non si può fare. Il ministro procede come un robot, dicendo sempre le stesse cose”
Le parole di Salvini: “Da lunedì verranno coinvolti tutti gli enti locali e le realtà del territorio. Ci sono i tempi? Assolutamente sì, perché gli ingegneri questo mi dicono e su questo lavorano”. La risposta dei Verdi: “Procede come un robot, dicendo sempre le stesse cose. Di cosa parla Salvini?”

BELLUNO. “Come promesso abbiamo lavorato, ascoltando i territori. Le Olimpiadi di Milano-Cortina devono essere olimpiadi italiane e la pista da bob, rispettando costi e tempi, deve essere a Cortina. Su questo stiamo lavorando direttamente come ministero, senza spendere un euro in più e senza perdere ulteriore tempo”. Queste le parole con le quali il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, rilancia (nuovamente) l'ipotesi di Cortina per la realizzazione della discussa pista da bob in occasione delle Olimpiadi invernali del 2026.
Il dibattito sull'opera prosegue da anni, tra problematiche legate ai notevoli costi (si potrebbe arrivare, aveva detto negli scorsi mesi il presidente del Veneto Luca Zaia, a circa 120 milioni di euro) e all'impatto ambientale dei lavori. In più tutti i bandi presentati per la realizzazione della pista sono andati deserti, mentre dall'estero (Innsbruck in primis, ma il Cio valuta anche St. Moritz, in Svizzera) non sono mancate le offerte per ospitare le gare di bob delle Olimpiadi invernali 2026 (a costi decisamente più contenuti).
Recentemente l'ipotesi Cortina, anche a causa dei tempi ormai sempre più stretti, sembrava esser stata accantonata, ma per Salvini la possibilità di realizzare l'opera in Veneto, a quanto pare, continua ad essere una priorità. “Da lunedì – ha aggiunto oggi il vicepremier a margine dell'evento 'L'Italia dei sì 2023-2032' - verranno coinvolti tutti gli enti locali e le realtà del territorio. L'obiettivo è fare bene e fare in fretta, perché le Olimpiadi del 2026 sono un'occasione incredibile di sviluppo e di immagine per la Lombardia, per il Veneto e per l'Italia nel mondo”.
Rispondendo ad una delle questioni principali, quella relativa alle tempistiche, Salvini si è poi detto ottimista: “Ci sono i tempi? Assolutamente sì, perché gli ingegneri questo mi dicono e su questo lavorano”. Non si è fatta attendere la risposta dei Verdi: “Procede come un robot, dicendo sempre le stesse cose, di cosa parla Salvini? - scrive la capogruppo alla Camera di Alleanza Verdi e Sinistra, Luana Zanella – La pista da bob a Cortina non si può fare e il problema non sono i tempi”.
Già le più importanti imprese del Paese, ribadisce infatti Zanella: “Si sono tirate indietro, disertando le aste pubbliche e private, il progetto non è in linea con l'Agenda olimpica 2020: ma questo il ministro dovrebbe saperlo. Esiste un ordine del giorno della Camera sottoscritto all'unanimità che chiede alternative. Molti sindaci di quell'area ci ringraziano per questo. Dai territori, che il ministro dice di voler sentire, non può venire che una sola voce: salvare Cortina d'Ampezzo da nuove imprese faraoniche, salvare le nostre montagne. Noi chiediamo che sia il Comitato olimpico internazionale a prendere in mano la situazione”.













