Ddl per abbattere gli orsi, Dallapiccola: "Solo fuffa, indicazioni Ispra strumentalizzate". Demagri presenta un'interrogazione sui plantigradi morti: "Quali le cause?"
Il segretario politico di Casa Autonomia contro la Giunta Fugatti: "Ancorché si arrivasse a questa autorizzazione finale nulla cambierebbe nelle sue modalità di attuazione. Per queste, comanda il Pacobace, almeno fino a indicazioni contrarie". La consigliera Paola Demagri presenta un'interrogazione sui plantigradi trovati morti in Trentino

TRENTO. “La nuova Giunta provinciale parte già con un annuncio che sa un po' di cabala. Nell’anno 24, 24 orsi da togliere di mezzo. Ma ben vedere le indicazioni di Ispra alle quali si fa riferimento sono piuttosto chiare e dicono tutt'altro. E la Lega al governo del Trentino, strumentalizza in chiave interpretativa queste indicazioni”. Il segretario politico di Casa Autonomia ed ex assessore provinciale Michele Dallapiccola interviene sulla notizia del ddl voluto da Maurizio Fugatti, presentato in giunta negli scorsi giorni dall'assessore Roberto Failoni e riguardante l'abbattimento degli orsi in Trentino. La proposta di legge prevede l'abbattimento di 24 orsi in tre anni e nel provvedimento vengono citate delle indicazioni contenute in una analisi Ispra fatta negli scorsi mesi.
“La lega al governo del Trentino – spiega Dallapiccola - strumentalizza in chiave interpretativa queste indicazioni”. Ma che cosa dice Ispra allora di preciso? “Semplificando – continua Dallapiccola - dichiara che un prelievo fino ad otto orsi all'anno, per un massimo di tre anni, non metterebbe a rischio la popolazione ursina trentina. Concetto ben lontano dallo sterminio della specie o dalla sua riduzione drastica come il governatore vorrebbe invece spacciare di poter/voler fare”.
Ma in tutto questo c'è un aspetto che forse non è stato molto considerato. “Perché ancorché si arrivasse a questa autorizzazione finale – continua - nulla cambierebbe nelle sue modalità di attuazione. Per queste, comanda il Pacobace, almeno fino a indicazioni contrarie. Ogni animale va dunque seguito, schedato, controllato e solo a seguito di una codifica comportamentale alterata e di relazioni pericolose con la specie umana potrebbe essere rimosso. L’unico aiuto supplementare da invocare per ora ed eventualmente, non è che il punto di partenza: la legge 9 del 2018. Alla quale, giusto per la cronaca, ricordiamo che non è ancora stato dato seguito attraverso un adeguato regolamento di attuazione”.
Insomma, quello annunciato da Fugatti potrebbe non portare alcun genere di cambiamento. “Una prova? Prima di parlare dei prossimi 24, sarebbe già buono mettere in sicurezza le valli trentine da MJ5, l'orso responsabile dell’aggressione in val di Rabbi. Ci avete fatto caso come sia completamente scomparso dalle comunicazioni della giunta. Sul cui cruscotto si son spente le spie di indicazione sul come riprendere il filo mai davvero sbrogliato di formazione, informazione e rapporti con la popolazione” continua ancora Michele Dallapiccola.
Attività che avrebbero un duplice scopo. Da un lato informerebbero le persone sui reali pericoli e sulle false informazioni che girano al riguardo. D’altro canto contribuirebbero in termini decisivi a dimostrare al Governo nazionale e giustizia che prima di passare alle armi, si sta comunque facendo di tutto per gestire al meglio la convivenza uomo animale.
“Piaccia o meno è un passaggio imprescindibile – spiega ancora Dallapiccola - per togliere alibi a chi ostacola a suon di ricorsi una gestione dei grandi carnivori sempre più lasciata a se stessa. Che invece, visiti i numeri e le problematiche di interazione con l’uomo non potrà mai più prescindere dal controllo cruento (abbattimento) innanzitutto di quelli particolarmente pericolosi e dannosi”.
La lega invece si muove alla rovescia annunciando abbattimenti che non avverranno mai, almeno con queste modalità. “Senza aver prima fatto i compiti, questo governo pasticcione desta l'impressione di voler alzare un gran polverone mediatico per dire cosa sognerebbe di fare (nel suo delirio political-onirico). Il risultato però scatena ira e ricorsi di chi interpreta posizioni altrettanto estreme ma diametralmente opposte. Un risultato per ora c’è tutto. Questa Provincia può tranquillamente continuare ad annunciare di tutto, tanto le colpe del nulla di fatto potrà continuare a darle agli animalisti, ai ricorsi, a Roma e alla giustizia nemica. Intanto gli orsi si stanno preparando ad uscire dal letargo” conclude Dallapiccola.
Intanto, è sempre Casa Autonomia a muoversi anche in Consiglio Provinciale attraverso una interrogazione che è stata presentata dalla consigliera Paola Demagri che mira a capire quali siano state le cause di decesso degli orsi trovati senza vita nel 2023.
La Provincia di Trento nei giorni scorsi, dopo i dati diffusi dalla trasmissione televisiva “Mi manda Raitre” in cui si parlava di avvelenamento, aveva precisato tramite il Dipartimento foreste ed il Servizio Fauna che non c’è ancora alcuna evidenza per suffragare questa tesi dell’avvelenamento quale causa della morte di alcuni dei plantigradi deceduti nel corso dell’anno appena concluso.
Le strutture provinciali, veniva sempre spiegato dalla Pat, sono in attesa del responso delle analisi che l’Istituto zooprofilattico delle tre Venezie sta effettuando. Delle analisi, secondo competenza, riporta nell'interrogazione Demagri, si è occupata la Provincia. In termini di supporto scientifico sappiamo che il Servizio foreste e fauna si avvale di consulenze esterne più che autorevoli ed efficaci quali ad esempio IZSVe e Fem.
“Il primo dei ritrovamenti – scrive Paola Demagri - risale ormai a quasi un anno fa. Gli altri, a seguire. Appare questo, come un tempo congruo per avere qualche abbozzo di ipotesi di risposta sulle cause e le circostanze che hanno portato questi soggetti alla loro morte”.
Alla curiosità scientifica si affianca quella politica. “Riteniamo infatti che una gestione trasparente e corretta permetta ai cittadini di ritrovare nella classe politica una ormai perduta fiducia”.
Nell'interrogazione la consigliera Paola Demagri chiede quante sono le carcasse di orso rinvenute nel corso del 2023, quali esami sono stati richiesti e quali fino oggi sono stati eseguiti. Si chiede inoltre quali siano gli esiti autoptici, anatomopatologici e di laboratorio fin qui forniti e da cosa è dovuta l'attesa.












