A Laives è una spy story, il sindaco vuole un'indagine sull'ex dirigente che ribatte: ''Costretto a tacere ma chi sta raccontando falsità ne risponderà in sede giudiziaria''
Parla il dirigente Paolo Brunini: "Che indaghino, ma che lo facciano con onestà e a 360 gradi". L’ex assessora Furlani si dice “schifata e inorridita”. E sostiene che "sicuramente non è il dottor Brunini a dover temere la verità"

LAIVES. Un’indagine sul dirigente Paolo Brunini. E’ questa la richiesta del sindaco di Laives Giovanni Seppi, come si evince dal verbale di Giunta comunale dello corso 25 febbraio. Un documento pubblicato dal portale d’informazione Salto.bz e che riporta chiaramente le richieste del primo cittadino di Laives.
“Un’indagine sull’intera attività svolta dal dott. Brunini nel corso dei nove anni di dirigenza”.
Mentre quindi le opposizioni chiedevano a gran voce una commissione d’inchiesta per fare chiarezza su tutta la vicenda, Seppi voleva fare luce sull’operato di Brunini. Su tutto l’operato. Seppi vorrebbe indagare su fatture e pagamenti, ma anche su cose molto più importanti come la pagina Facebook dell’evento “Pazza Estate” e sull’utilizzo indebito dell’indirizzo email comunale.
Brunini si arrabbia, ma con classe. E parla di un chiaro "divieto di dialogare con i media". L’ex assessora Furlani si dice “schifata e inorridita”. E sostiene che "sicuramente non è il dottor Brunini a dover temere la verità".
Ma facciamo una sintesi: il dirigente di Laives Paolo Brunini si dimette perché impossibilitato (a suo dire) a svolgere il suo lavoro con serenità e autonomia, 30 dipendenti si schierano dalla sua parte confermando quanto il clima sia effettivamente teso e quanto il dialogo con la giunta Seppi sia impossibile. Ma Seppi, convinto che dietro le dimissioni di Brunini vi siano questioni personali, visto il suo legame con l’ex assessora Claudia Furlani e l’ex sindaco Christian Bianchi, chiede un’indagine.
In tutto questo, le opposizioni ancora attendono risposte intorno alla commissione di inchiesta. La risposta sarebbe dovuta arriva nel corso della seduta del 25 marzo del consiglio comunale, ma - sorpresa sorpresa - quella seduta è stata rimandata.
Insomma. La tensione a Laives si taglia col coltello e la vicenda si complica sempre di più.
Raggiunto telefonicamente, il dott. Paolo Brunini è molto chiaro: “Purtroppo non posso entrare nel dettaglio degli aspetti lavorativi parlando con la stampa - dice - posso però dire che se vogliono esaminare il mio lavoro di 9 anni non ho niente da obiettare, purché sia una verifica obiettiva ed a 360 gradi, di modo che emerga tutto quello che è stato sistemato e ristrutturato in un ufficio che avevo ereditato in evidente difficoltà. Aggiungo che il divieto di parlare con i mass media non può spingersi fino al punto di dover accettare le falsità che sono state dette pubblicamente in diverse situazioni pubbliche a mio danno, a partire dalle motivazioni della mia rinuncia alla dirigenza. Su questo andrò fino in fondo e chi ha dichiarato cose false sarà smentito in sede giudiziale”.
Dal canto suo interviene anche l’ex assessora Furlani, chiamata ovviamente ripetutamente in causa, ma che fino ad ora ha preferito tacere.
“Sono incredula e inorridita nel leggere i propositi di” indagini segrete” sui nove anni di lavoro al Comune di Laives di Paolo Brunini - commenta oggi Furlani - ho seguito fin qua la vicenda tenendomi un passo indietro, semplicemente per non avvalorare le odiose e infondate strumentalizzazioni politiche della vicenda messe in campo dal sindaco Seppi. Però quando è troppo è troppo: in tanti anni di vita politica non ho mai visto niente di simile e posso affermare che la sola idea di condurre indagini segrete nei confronti di un dirigente “sgradito” mi indigna e mi inorridisce, oltre a farmi sorgere il dubbio che tutto questo sia legale”. “Ho avuto la fortuna - prosegue Furlani - di essere uno degli assessori di riferimento del dottor Brunini (sì perché di assessori ne ha sempre avuti almeno tre o quattro contemporaneamente e credo che tutti potranno testimoniare quanto sto per dire) e posso sostenere, senza timore di smentite, che al dottor Brunini sono stati affidati nel corso degli anni i compiti più difficili e spinosi da gestire. Oltre a questo ricordo che, su mandato politico, sotto la sua gestione amministrativa hanno visto la luce numerosi nuovi regolamenti e progetti innovativi”.
“Forse il sindaco Seppi ha una visione più personalistica e autoritaria della gestione politica della cosa pubblica - conclude Furlani - ben venga quindi ogni attività di verifica, ma che sia fatto in modo serio ed indipendente e a 360°. Sicuramente non è il dottor Brunini a dover temere la verità. Indagini “segrete”, senza contraddittorio e senza coinvolgimento del responsabile amministrativo dei funzionari e dipendenti non possono però essere prese in considerazione in una amministrazione trasparente e democratica. Pertanto il sindaco Seppi abbia il coraggio di accogliere la nostra richiesta di istituire una commissione di indagine che faccia piena luce sui fatti di questa incresciosa vicenda. A questo punto sinceramente sembra essere fin troppo evidente che i dipendenti comunali continuano a fare il loro lavoro mentre il sindaco Seppi dimostra sempre più di non essere in grado di interagire. D’altronde dopo che per 9 anni da vicesindaco non si è lamentato di tutto il lavoro fatto non si poteva pretendere altro”.












