''Aumenta il costo degli abbonamenti ferroviari, così si colpiscono studenti, lavoratori e pendolari. Il servizio non migliora e si paga di più. Vergognoso''
Il consigliere regionale del Pd Montanariello denuncia i rincari: ''La tratta Venezia-Padova, lunga appena 31 chilometri e percorsa ogni giorno da migliaia di studenti universitari, vedrà l’abbonamento mensile salire a 67,20 euro. Venezia-Treviso passa da 56,60 a 57,60 euro, Venezia-Portogruaro arriva a 80,90 euro al mese. Caso emblematico la Padova-Belluno, oggi oltre le due ore di viaggio nonostante l’elettrificazione della linea e l’introduzione di nuovi convogli. Un paradosso inaccettabile, se si pensa che in passato esistevano collegamenti più rapidi, oggi cancellati''

VENEZIA. ''E' in arrivo l’ennesimo rincaro delle tariffe ferroviarie che scatterà dal 1’ gennaio 2026, con un aumento medio dell’1,6%, colpendo in modo diretto studenti, lavoratori e pendolari, in particolare quelli diretti verso Venezia. La tratta Venezia-Padova, lunga appena 31 chilometri e percorsa ogni giorno da migliaia di studenti universitari, vedrà l’abbonamento mensile salire a 67,20 euro. Venezia-Treviso passa da 56,60 a 57,60 euro, Venezia-Portogruaro arriva a 80,90 euro al mese. Aumenti continui, euro dopo euro, che pesano su chi Venezia la vive e la tiene in piedi ogni giorno”. La denuncia è del consigliere regionale del Partito democratico Jonatan Montanariello che commenta così quello che sarebbe, appunto, ''l'ennesimo rincaro'' delle tariffe ferroviarie. Il tutto mentre, spiega, ''la Giunta regionale parla di agevolazioni per studenti e pendolari''.
''E' francamente vergognoso - aggiunge il consigliere dem -. Si parla di nuovi treni e di investimenti ma i tempi di percorrenza restano invariati e in alcune tratte peggiorano. È il caso emblematico della Padova-Belluno, oggi oltre le due ore di viaggio nonostante l’elettrificazione della linea e l’introduzione di nuovi convogli. Un paradosso inaccettabile, se si pensa che in passato esistevano collegamenti più rapidi, oggi cancellati''.
Secondo Montanariello “la situazione è ancora più grave se rapportata alle promesse politiche: questi aumenti sono nettamente incongruenti con quanto affermato dal Presidente della Regione in campagna elettorale, quando si parlava apertamente di sconti e sostegno agli studenti. Oggi, invece, gli studenti pagano di più per un servizio che non migliora, e Venezia continua a essere un nodo critico per chi si sposta quotidianamente. Respingo, inoltre, ogni tentativo di scaricare le responsabilità: il contratto di servizio appartiene alla Regione del Veneto. La Regione non può limitarsi a fare il passacarte: non può annunciare agevolazioni e poi autorizzare aumenti, giustificandoli con l’adeguamento Istat. Dire una cosa e farne un’altra è una presa in giro per pendolari e studenti”.
“Serve un cambio di rotta immediato - conclude Montanariello - ossia: stop agli aumenti senza miglioramenti reali, riduzione concreta dei tempi di percorrenza e vere agevolazioni per studenti e pendolari, in particolare verso Venezia. Il trasporto pubblico è un servizio essenziale e va governato con responsabilità, non usato come un bancomat”.












