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| 26 febbraio | 16:39

Pedemontana, non si placa la polemica. Manildo: "42 milioni per coprire i mancati pedaggi pronti subito, mentre chi ha perso tutto per il maltempo aspetta ancora"

"Mentre la Regione trova decine di milioni per ripianare i buchi delle grandi opere, famiglie e imprese venete colpite dal maltempo dello scorso agosto sono ancora in attesa dei risarcimenti promessi. E' un vulnus amministrativo: per la Pedemontana i fondi sono immediati, per chi ha perso tutto a causa degli allagamenti non ci sono ancora risposte concrete" attacca il capogruppo in consiglio Veneto Giovanni Manildo

VENEZIA. "Il bilancio di previsione 2026 - 2028 presentato dal Presidente Stefani è una manovra che vive di forti contraddizioni. Se da un lato, è positivo che la Giunta abbia finalmente fatto proprie alcune storiche battaglie del Partito Democratico, come la centralità del sociale e il finanziamento del diritto allo studio, dall'altro i numeri e le assenze raccontano una realtà molto più amare per migliaia di famiglie venete. Il vanto di una manovra "tax free" si scontro con il macigno dei 42 milioni di euro di soldi pubblici che i cittadini devono sborsare per coprire i mancati pedaggi della Pedemontana".

 

L'ex candidato presidente, oggi capogruppo del Pd a Palazzo Ferri Fini, Giovanni Manildo torna ad incalzare la Giunta Veneta sulla questione Pedemontana, della quale si è occupato più volte recentemente. Lo fa in occasione della presentazione del bilancio di previsione per il prossimo triennio da parte del neo Governatore Alberto Stefani.

 

Già nelle scorse settimane l'esponente Dem aveva affermato che le clausole del contratto "rendono la Regione come un bancomat per i concessionari". Il riferimento è ai milioni di euro di mancati pedaggi (stimati attualmente in 17mila al giorno contro i 27mila previsti al momento della realizzazione dell'opera) che devono essere "coperti" dal Veneto e che, afferma Manildo "peseranno sulle future generazioni per i prossimi 33 anni". (Qui articolo)

 

"Mentre la Regione trova decine di milioni per ripianare i buchi delle grandi opere, famiglie e imprese venete colpite dal maltempo dello scorso agosto sono ancora in attesa dei risarcimenti promessi. E' un vulnus amministrativo: per la Pedemontana i fondi sono immediati, per chi ha perso tutto a causa degli allagamenti non ci sono ancora risposte concrete" prosegue.

 

E riguardi ai benefici fiscali annunciati?

 

"In questo scenario li definisco surreali - conclude -: l'aumento medio di 3 euro al mese per i pensionati veneti, derivante dalle manovre nazionali, suona come una beffa per i quasi 380mila corregionali che faticano ad arrivare alla fine del mese. E' il segno di una distanza siderale tra la propaganda dei palazzi e le tasche reali dei cittadini. Sarebbe più onesto superare il tabù dell'addizionale Irpef con un adeguamento minimo e progressivo. Questo permetterebbe di avere risorse strutturali per azzerare le liste d'attesa delle Rsa e liquidare immediatamente i danni del maltempo senza dover ricorrere a continui equilibrismi per tappare i buchi della Pedemontana. Chiediamo al Presidente Stefani meno slogan e più pragmatismo: il Veneto non ha bisogno di mance simboliche, ma di una Regione che sappia stare al fianco di chi è in difficoltà".

 

Parole positive sono state spese per i 18 milioni stanziati per la copertura delle borse di studio e il 69 milioni destinati al sociale "tuttavia a fronte degli investimenti annunciati ancora 11mila veneti sono in lista d'attesa per un posto nelle Rsa. E' un paradosso inaccettabile".

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