Caso Open Arms, solidarietà a Salvini anche dal Veneto. Il consigliere Centenaro: “Magistratura politicizzata contro un ministro che difendeva i nostri confini”
Solidarietà a Matteo Salvini per la vicenda Open Arms anche dal Veneto. A esprimere vicinanza all’allora ministro dell’interno sono infatti il presidente Luca Zaia, che ha ricordato come “tutti i migranti in condizioni fisiche precarie furono sbarcati tempestivamente”, e il consigliere Giulio Centenaro, che invece torna sul cavallo di battaglia della “magistratura politicizzata a sinistra”

VENEZIA. Arriva anche dal Veneto solidarietà a Matteo Salvini sulla vicenda Open Arms. A esprimere vicinanza al ministro sono il presidente Luca Zaia, con parole più caute, e il consigliere regionale di Lega - Liga Veneta Giulio Centenaro, che attacca invece la “magistratura politicizzata”, auspicando un ritorno del segretario della Lega agli Interni. “Fa piacere sapere che questo esecutivo non arretrerà nella lotta all’immigrazione illegale. Lotta che ha sempre portato avanti con grande preparazione e decisione lo stesso Matteo Salvini che vedrei nuovamente bene a capo del Ministero dell’interno”, ha affermato.
E proprio l’attuale ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha espresso recentemente la sua vicinanza a Salvini, rivendicando un’azione fatta per contrastare l’immigrazione illegale (qui il video). “L’ennesima riprova che la magistratura in Italia sia in gran parte politicizzata a sinistra - aggiunge oggi Centenaro - riguarda la surreale impugnazione in Cassazione contro la sentenza di assoluzione nei confronti di Matteo Salvini, uscito assolto, dopo tre anni di processi, nella vicenda Open Arms. Come possono i cittadini avere fiducia nella magistratura se si impugna una sentenza contro un ministro che voleva difendere i confini del nostro Paese da sbarchi illegali e indiscriminati?”.
Sul caso si sono espressi in questi giorni anche altri esponenti di spicco del governo, compatti in difesa di Salvini. “Ho apprezzato le parole del ministro della giustizia, il trevigiano Carlo Nordio – prosegue ancora Centenaro - che ribadisce che non ci devono essere impugnazioni contro le sentenze di assoluzione. E anche quelle della senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, avvocato difensore di Matteo Salvini, che ha sottolineato come la sentenza del tribunale di Palermo sia stata completa e puntuale in fatto e ineccepibile in diritto; la tesi accusatoria bocciata anche nel merito. Mi ha fatto sommo piacere leggere le dichiarazioni di numerosi esponenti del centrodestra che, dopo essere venuti a conoscenza del ricorso, hanno espresso solidarietà nei suoi confronti e della tentazione di qualcuno nel voler utilizzare la scure giudiziaria per colpire l’attuale governo”.
Solo qualche giorno prima era intervenuto anche lo stesso presidente Luca Zaia, con parole più caute. “L’unica certezza su Open Arms - afferma - è che si tratta di una vicenda chiara a tutti, tanto è vero che vi è stata una assoluzione. Va ricordato che tutti i migranti in condizioni fisiche precarie furono sbarcati tempestivamente, mentre agli altri fu offerta la possibilità di lasciare la nave firmando un modulo che, tuttavia, non venne mai fatto sottoscrivere dalla Ong. Inoltre, la competenza per la designazione del Place of Safety (Pos) spettava alla Spagna o a Malta, non all’Italia, come chiarito dalla difesa. Nonostante ciò, la Open Arms ignorò le indicazioni ricevute da questi Stati, scegliendo deliberatamente di dirigersi verso l’Italia. Inoltre, in contesti successivi e con i governi che seguirono la vicenda Open Arms, i tempi di attesa per lo sbarco sono addirittura raddoppiati, a dimostrazione di quanto fosse complessa la gestione di queste operazioni”.













