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Trento
07 marzo | 18:31

Demarchi vuol fare il sindaco ma a Urzì e Dal Rì dice: ''Sono solo un ragazzo''. E poi: ''In questa fase della vita le ingenuità non mancano, per gli errori mi scuso in anticipo''

Il candidato sindaco per il Patt, La Civica e la lista Spinelli prova a rispondere ai due esponenti di Fratelli d'Italia e del Pd con un comunicato che ha un titolo che è tutto un programma: ''Urzì, Dal Rì, sono solo un ragazzo: perché avete già così paura?''. Ecco il testo integrale di quello che, a tutti gli effetti, sembra un vero boomerang

TRENTO. Jovanotti cantava ''sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno'' e la replica del candidato sindaco di Patt, La Civica e la lista Spinelli, Andrea Demarchi, a Urzì e Dal Rì fa risuonare in testa quel tormentone di qualche decennio fa. Per dirla alla trentina (con spirito autonomista): "Pezo el tacon del bus" e se un tempo la politica era una cosa seria oggi viene sempre più spesso da chiedersi: sogniamo o siamo desti?

 

Dall'indirizzo e-mail demarchisindacoditrento@gmail.com (evidentemente con tanto ottimismo) Andrea Demarchi, il candidato sindaco di "Prima Trento!", la coalizione di centro destra, che si propone come alternativa moderata al centro sinistra guidato da Franco Ianeselli, ma anche all'altra coalizione di centro destra composta da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, cerca di andare all'attacco. Cerca è il verbo giusto, perché il comunicato ufficiale dell'aspirante primo cittadino di "Prima Trento!" è esattamente il contrario di quanto bisognerebbe fare in simili circostanze. 

 

E infatti, appena entrato nel "vortice elettorale", il ''ragazzo'' (se qualcuno voleva prenderlo sul serio sappia che è lui a definirsi così) decide di controbattere alle critiche (perché, suvvia, gli "attacchi" politici sono ben altra cosa) con una nota stampa che, francamente, già dal titolo, dimostra quanto una cattiva comunicazione possa assumere le sembianze di un boomerang clamoroso. Il titolo del comunicato ufficiale di Demarchi è il seguente, scelto da lui: "Urzì, Dal Rì, sono solo un ragazzo: perché avete già così paura?". Potremmo fermarci qui, ci sarebbe poco da aggiungere.

 

Ma la lunga nota merita di essere letta integralmente (anche per completezza di informazione).

 

"Quando mercoledì "Prima Trento!" - scrive Demarchi - ha lanciato la mia candidatura a sindaco ero molto emozionato, ma soprattutto felice. Ho ancora nella mente e nel cuore le bellissime parole con le quali i leader di Patt, Noi Trento e Civica, gli assessori Marchiori, Spinelli e Gottardi, che sentitamente ringrazio per questa enorme apertura di credito, hanno inteso spronarmi e incoraggiarmi. Soprattutto ero felice per il nostro esordio di squadra compatta tutto all'insegna di toni costruttivi e concilianti. Da parte nostra c'è stato anche chi, con eleganza non frequente in politica, ha preventivamente detto che in caso di ballottaggio tra Ianeselli e Goio avremmo appoggiato Goio, perché comunque facciamo parte di un'alleanza politica moderata che in Provincia governa armoniosamente guidata dal Presidente Fugatti".

 

Ora tralasciando il fatto che qualche virgola in più sarebbe stata gradita, viene da chiedersi come faccia Demarchi a parlare di "armonia" in piazza Dante, visto che tra Fratelli d'Italia e Lega i rapporti sono tutt'altro che distesi, visto quanto accaduto ad inizio legislatura con la formazione della Giunta, quanto sta accadendo in queste settimane riguardo all'ipotesi terzo mandato per il Governatore Fugatti e quanto accadrà quando, dopo le comunali, bisognerà tirare le somme. Non a livello cittadino, ma con un ragionamento tra i vertici provinciali.

 

Ma non è finita qui, anzi.

 

"Il giorno dopo, da parte del centrodestra nazionale, mi sarei dunque aspettato reciproche parole di riconoscimento - prosegue Demarchi nella sua nota -, analoghe parole di rispetto e di eleganza. Ci saremmo aspettati cioè che la candidata indicata da Roma, Ilaria Goio, articolasse al riguardo un proprio autonomo pensiero, che dicesse: Andrea, se al ballottaggio (ipotesi cui io fortemente credo) contro Ianeselli andrai tu, allo stesso modo noi ti appoggeremo. Non è purtroppo andata così, ci siamo ritrovati invece davanti una incredibile dichiarazione dell’onorevole Urzi che ha definito la nostra esperienza civica ‘una listarella irrilevante’. Si è addirittura ironizzato e scavato nel mio passato; oltre all'onorevole Urzì anche il segretario trentino del Pd, Alessandro Dal Rì, ha ritenuto di fare dell'ironia, invece di chiedersi, forse più saggiamente, i motivi per i quali sempre più giovani come me sono rimasti delusi dal suo partito e sono andati via. Ma sul mio passato, già che ci siamo, dopo la fondamentale polemica sugli orecchini, avrei altre scottanti rivelazioni da fare. Confesso che a 19 anni dopo la maturità ho brindato in compagnia; a 16 ho saltato qualche verifica a scuola. Ecco, ai miei raffinati avversari chiedo: è tutto qui? davvero i vostri migliori argomenti sono questi? E soprattutto, a Urzì e a Dal Rì chiedo: sono solo un ragazzo, ho appena cominciato la campagna elettorale: perché avete già così paura?".

 

Incredibile, veramente, ma quando Demarchi ha scelto di candidarsi a sindaco (e fa bene a crederci), pensava che nessuno facesse un semplice controllo sui suoi trascorsi politici? Esilarante (o triste, dipende dai punti di vista) è la parte finale del capoverso quando, rivolgendosi a Urzì e Dal Rì (mai un nome o una qualifica), chiede perché abbiano già così paura, essendo lui solamente un ragazzo che ha appena cominciato la campagna elettorale. E' ''un ragazzo fortunato'' perché Patt, Civica e Lista Spinelli gli ''hanno regalato un sogno'' quello di fare il sindaco. Il concetto di ''paura'' poi c'entra niente e tradisce tutta l'inesperienza di Demarchi. Si chiama politica e, visto il tono delle affermazioni, anche parlare di "attacchi" è decisamente fuori luogo.

 

Riguardo all'aver "ironizzato e scavato sul mio passato", il candidato sindaco di "Prima Trento!" si è ben guardato, durante un discorso durato otto minuti, durante il quale ha raccontato la "storia della sua vita" (con riferimenti al percorso di studi, alle attività sociali e sportive), di omettere il "piccolo" particolare che cinque anni fa stava eccome con Ianeselli e il Partito Democratico e riuscì nell'impresa di non farsi eleggere nemmeno in circoscrizione, con il Pd che raccolse oltre il 36% dei voti e sei, ben sei, eletti. E questi sono tutti dettagli di non poco conto, politici, appunto.

 

"A volte, lo ammetto, alla mia età ancora non è del tutto facile dire con assoluta precisione cosa si vorrebbe diventare da grandi'', conclude, anche qui facendo cader le braccia: si sta proponendo come ''primo cittadino'' del capoluogo del Trentino non sta scegliendo quale sport fare se calcio o pallacanestro. 

 

''Penso in questi ultimissimi anni di aver raggiunto una serie progressiva di certezze e convincimenti frutto delle mie esperienze, anche se in questa fase della vita naturalmente le ingenuità non mancano, così come non mancheranno gli errori per i quali anzi in anticipo mi scuso - passaggio questo che è un capolavoro dobbiamo sottolinearlo -. Una cosa però mi è già chiara su quel che vorrei non diventare in politica: non vorrei mai diventare come l’onorevole Urzi e come i tanti professionisti dello sfascio. Credo in una politica che dal territorio trentino nasca e per il territorio trentino lavori, senza diktat esterni. Credo in una Trento città sicura, città policentrica e dell'innovazione, in cui imprese, università ricerca e turismo vadano a braccetto, in cui la parola solidarietà non sia un guscio vuoto, una città che rispetti e tuteli le persone anziane e offra a noi giovani maggiori opportunità, la Trento del volontariato alla quale mi onoro di contribuire, da tempo, come Vigile del Fuoco volontario. Affronterò questa campagna elettorale con lo stesso spirito con il quale affronto i 400 metri su pista, la distanza più difficile e impegnativa, che richiede resistenza, coraggio, prudenza e cervello. E fino al traguardo farò ogni giorno tutto quel che posso per la nostra comunità e incentivare le persone ritrovare fiducia nella politica".

 

E' soltanto un ragazzo, Demarchi, che si propone per guidare la città e i suoi 130mila abitanti. Si scusa già per gli errori che commetterà. E se chi ben comincia è a metà dell'opera la sensazione è che debba cominciare a scusarsi. ''Sono un ragazzo fortunato perché non c'è niente che ho bisogno''. 

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