Emergenza accoglienza e sicurezza, Demattè attacca Ianeselli: "Bisogna chiudere i rubinetti. Basta con la tolleranza ad ogni costo"
"La situazione alla Residenza Fersina è indecente, ma non sarà che abbiamo a che fare con persone che non si vogliono integrare? Qualcuno si è mai posto tale dubbio? E la sua soluzione quale è: aumentare gli stanziamenti, 668 mila euro in più per l'assistenza notturna, per alimentare false speranza e un sistema che è al collasso, così da richiamare ancora più persone sul territorio" aggiunge il consigliere comunale di Fratelli d'Italia

TRENTO. "Il sindaco la deve smettere di addossare tutte le colpe alla Provincia riguardo ai temi dell'accoglienza e sicurezza. Quello che voglio chiedergli è: in questi anni ha fatto tutto quello che poteva per migliorare la situazione? Ha ascoltato le proposte, alcune anche molto facili da attuare, e ha lavorato nelle "pieghe" delle leggi e dei regolamenti per aiutare la città e i cittadini? La risposta è no: si è sempre girato dall'altra parte, ha optato per la tolleranza ad oltranza. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La situazione alla Residenza Fersina è indecente, ma non sarà che abbiamo a che fare con persone che non si vogliono integrare? Qualcuno si è mai posto tale dubbio? E la sua soluzione quale è? Aumentare gli stanziamenti, 668 mila euro in più per l'assistenza notturna, per alimentare false speranze e un sistema che è al collasso, così da richiamare ancora più persone sul territorio".
Il video shock di una giornata di "ordinaria follia" alla Residenza Fersina (Qui articolo) e le successive dichiarazioni del sindaco Franco Ianeselli e dell'assessore al welfare Alberto Pedrotti, che hanno utilizzato termini durissimi nei confronti del Governatore Fugatti, accusato di aver creato un "ghetto" in città, hanno provocato un vero e proprio terremoto politico.
La situazione è letteralmente fuori controllo nella struttura di via Al Desert. Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Daniele Demattè punta invece il dito contro il primo cittadino di Trento che, secondo l'esponente del partito di Giorgia Meloni, "addossa tutte le responsabilità alla Provincia, ma lui si è sempre girato dall'altra parte di fronte ai problemi e alle proposte".
"La soluzione ideale per il sindaco sarebbe quella di "sparpagliare" le persone sul territorio - prosegue il consigliere comunale - e di "allargare" così il problema. La verità è un'altra: Trento è al collasso e, anziché "chiudere i rubinetti" e porre un tetto, come abbiamo chiesto più volte, Ianeselli cosa propone? Di migliorare i servizi, di "invogliare" la calata sulla città, di diventare la meta "preferita" d'approdo da parte dei richiedenti asilo. Tanti qui si sta bene e si può fare quel che vuole. Io stesso in Commissione Politiche Sociali ho chiesto più volte che fosse fissato un limite. Nessuna risposta. Così non si può andare avanti e, in questi cinque anni, il sindaco e i suoi assessori si sono dimostrati assolutamente inadeguati alla gestione della situazione".
Avete avanzato qualche proposta concreta?
"Assolutamente sì. In primis, lo ripeto, deve essere un "tetto", un limite, è arrivato il momento di dire "basta". Serve un'inversione di tendenza, un "giro di vite", Trento non il "Paese dei Balocchi". Adesso sapete cosa succede? La persona che già si trova a Trento telefona all'amico che è in un'altra città e gli dice: "Dai vieni qui, che si sta certamente meglio rispetto a dove sei". Cosa credete sia accaduto in questi anni? E poi: abbiamo proposto di allargare il Daspo urbano anche ai parchi di Gardolo, Melta e Canova, dove la situazione è difficile, ma niente. Abbiamo chiesto di adottare un sistema di videosorveglianza mirato, gestito da professionisti del settore e niente, abbiamo chiesto di migliorare l'illuminazione in centro città e niente. Nemmeno in Vicolo Colico dove, ricordo, una troupe televisiva è stata aggredita a colpi di bottiglia e abbiamo visto uno spacciatore uscire da un tombino. Illuminazione e video sorveglianza servirebbero per controllare il territorio e fungerebbero anche da deterrente".
La situazione è preoccupante.
"Noi abbiamo una linea ben definita, esposta più volte e, soprattutto, non partiamo dal presupposto che tutte le persone che arrivano abbiano voglia d'integrarsi. C'è anche chi non ha intenzione, che è venuta qui per delinquere e lo fa impunemente. Ci sono persone che hanno ritrovato i propri oggetti rubati proprio alla Residenza Fersina. Il problema non è solamente la struttura, ma chi vive dentro. Quando accaduto recentemente è lo specchio di una situazione che è insostenibile. A Trento, però, negli ultimi cinque anni il sindaco non ha fatto nulla. E la gente ha paura di circolare in determinate zone della città. Ce lo stiamo inventando? Non credo proprio. E' stato fatto tutto quello che si poteva? Assolutamente no".












