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Belluno
13 agosto | 17:39

Ferrovia in Cadore, la Regione corre ai ripari: "Nessuna intenzione di chiuderla". La replica di Del Bianco: "E' Rfi a confermare interruzioni anche nei prossimi anni"

La possibile chiusura del trasporto ferroviario per il Cadore continua a far discutere. La Regione Veneto corre infatti ai ripari con una nota dell’assessora regionale Elisa De Berti, secondo la quale “non c’è alcuna intenzione di interrompere un collegamento così strategico per il Cadore e il Bellunese”. Alessandro Del Bianco, segretario del Pd Belluno, afferma invece che i documenti di Rfi per i prossimi due anni fanno supporre l’esatto contrario

CALALZO DI CADORE. La possibile chiusura del trasporto ferroviario per il Cadore continua a far discutere. La Regione Veneto corre infatti ai ripari con una nota dell’assessora regionale ai trasporti e infrastrutture Elisa De Berti, secondo la quale “non c’è alcuna intenzione, né da parte di Rfi (Rete ferroviaria italiana) né da parte della Regione del Veneto, di interrompere un collegamento così strategico per il Cadore e il Bellunese”. I documenti di Rfi per i prossimi due anni farebbero però supporre il contrario.

 

De Berti si dice infatti stupita delle notizie sulla presunta volontà di chiudere la linea ferroviaria Ponte nelle Alpi–Calalzo. Un errore collettivo? “I numeri parlano chiaro - afferma l’assessora - negli ultimi dieci anni, dal 2015 al 2025, su input della Regione, Rfi ha investito complessivamente 65 milioni di euro sulla linea, di cui 6 milioni all’anno per la gestione ordinaria e ben 11 milioni nel 2025 grazie ai fondi legati alle Olimpiadi. Questa è la prova concreta che il nostro obiettivo è potenziare e non certo chiudere questa tratta”.

 

E aggiunge, non senza un po’ di polemica: “Va bene che in estate i temi di discussione siano pochi e che ci si trovi in piena campagna elettorale, ma sarebbe meglio orientare il dibattito su questioni reali. Gli investimenti messi in campo sono stati consistenti e mirano a migliorare l’efficienza e l’affidabilità della linea, a beneficio sia dei residenti sia dei turisti. La tratta non è un ‘ramo secco’, ma un’infrastruttura vitale per la mobilità della montagna veneta, che continuerà a svolgere un ruolo fondamentale anche dopo le Olimpiadi e le Paralimpiadi”.

 

Di diverso avviso è Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del Pd Belluno, che dopo il comunicato di lunedì nel quale il partito denunciava la mancanza di una visione di lungo periodo per il territorio (qui l’articolo), torna oggi sull’argomento. “La linea ferroviaria Ponte nelle Alpi–Calalzo sarà chiusa per sei mesi anche nel 2026 e nel 2027. Non è una nostra supposizione - scrive sul suo profilo Facebook - ma è scritto nei documenti ufficiali di Rfi. Alla luce di questo dato incontestabile, colpisce leggere sulla stampa che l’unico parlamentare bellunese, anziché spiegare chiaramente la situazione, si limiti ad accusare qualcuno (ovviamente il Pd) di spargere fango con il ventilatore’. Il tutto accompagnato dal ricordo di alcuni interventi sulle stazioni, che però non incidono sul futuro della linea”.

 

I dubbi sorgono proprio per le continue interruzioni della tratta, che impediscono una fruizione regolare del servizio da parte di residenti e lavoratori, i più penalizzati da tutto il nodo viabilità: Del Bianco denuncia infatti chiusure che, di fatto, si ripetono ogni anno in coincidenza con la bassa stagione turistica. “Rfi stessa - prosegue il consigliere - conferma che la linea continuerà a funzionare in modo irregolare anche nei prossimi due anni: chiusa da metà settembre a metà dicembre e poi ancora da metà marzo a inizio giugno. Tempi che, guarda caso, coincidono proprio con i periodi in cui serve a chi vive, lavora e studia nel territorio. A oggi, che ci risulti, nessuno ha ancora informato i cittadini del Cadore: né il senatore, né la vicepresidente della Provincia con delega alla mobilità. Eppure è tutto scritto nero su bianco”.

 

“La nostra preoccupazione, alla luce dei fatti, ci sembra più che legittima: cosa succederà nel 2028, dopo anni in cui la linea ha funzionato a singhiozzo e solo nei mesi turistici? Saremo costretti ad accettare che la ferrovia del Cadore diventi un semplice servizio turistico? Non possiamo permetterci ingenuità in una partita del genere. E di certo non bastano le rassicurazioni di chi si limita a mostrarci qualche fotina in stazione senza dire nulla di concreto. Del resto, immagini simili le avevamo viste anche all’inaugurazione del Cadore Express, tra fanfare, Santanchè e Lino Banfi. Abbiamo visto tutti com’è finita. Servono prese di posizione nette, impegni concreti” conclude Del Bianco.

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