"Il nuovo stadio? Sempre in via Sanseverino, con un parcheggio interrato. E a San Vincenzo uno studentato, abitazioni e campi sportivi". La proposta di Roberto Stanchina
"Lo stadio in città va benissimo e deve essere considerato non solamente come impianto sportivo in sé, ma anche un utilissimo strumento per generare indotto, con ricadute positive su commercianti ed esercenti del centro. E poi, visto che il "Briamasco" andrà ricostruito perché, a quel punto, non realizzare un parcheggio multipiano interrato sotto lo stadio stesso? Permetterebbe di risolvere il problema dei posti auto per i tifosi in occasione delle partite e, durante la settimana, rappresenterebbe una soluzione alla carenza di posti in prossimità della città"

TRENTO. Il nuovo palazzetto dello sport in Destra Adige? S'ha da fare. Il nuovo stadio cittadino? Va demolito l'attuale e "Briamasco" deve risorgere nello stesso spazio dove è situato oggi, in via Sanseverino, realizzando un parcheggio multipiano interrato sotto l'impianto. Capienza ? 5mila posti, aumentabili nel caso di grandi eventi. Di più non serve.
E a San Vincenzo? Un nuovo studentato, strutture dedicate al co housing, nuove abitazioni e un'area sportiva con due - tre campi sportivi e altro spazio dedicato al verde. La proposta, contro corrente sia rispetto alle intenzioni della Giunta Provinciale (che ha stanziato 40 milioni per il nuovo impianto proprio a Trento) che al pensiero del sindaco di Trento Franco Ianeselli, che lo vorrebbe fuori dal centro cittadino, arriva dall'ex vice sindaco del capoluogo Roberto Stanchina, oggi consigliere provinciale in quota Campobase.
"Sarebbe assurdo - esordisce Stanchina - demolire il "Briamasco" e costruire il nuovo stadio nell'area San Vincenzo. Si tratterebbe di una doppia occasione sprecata. Quando si parla di opere simili bisogna ragionare a lungo termine, pensando a cosa sarà la città tra 25 - 30 anni e non guardando l'immediato. Il modello Alto Adige, inteso come club calcistico, a Bolzano, mi sembra assolutamente vincente e funzionale e, allora, perché non replicarlo anche a Trento? Lo stadio in città va benissimo e deve essere considerato non solamente come impianto sportivo in sé, ma anche un utilissimo strumento per generare indotto, con ricadute positive su commercianti ed esercenti del centro. E poi, visto che il "Briamasco" andrà ricostruito perché, a quel punto, non realizzare un parcheggio multipiano interrato sotto lo stadio stesso? Permetterebbe di risolvere il problema dei posti auto per i tifosi che hanno difficoltà nel parcheggiare la macchina in occasione delle partite e, durante la settimana, rappresenterebbe una soluzione alla carenza di posti in prossimità della città. Non si andrebbe ad "ingolfare" il centro, che da Sanseverino sarebbe raggiungibile in 5 - 10 minuti a piedi. Secondo me è una grande opportunità da cogliere".
Nessun dubbio, invece, per quanto riguarda la realizzazione del nuovo palazzetto dello sport in Destra Adige, nell'area ex Italcementi, dove sorgerà anche la stazione "2" (la partenza sarà dalla nuova stazione delle corriere, che sta sorgendo nell'area ex Sit) della nuova funivia che porterà sul Bondone.
"Il palazzetto è perfetto in quell'area - prosegue l'esponente di Campobase in piazza Dante - e, grazie alla nuova passerella di collegamento che verrà realizzata, permetterà di raggiungere in tempi brevissimi via Sanseverino e, da lì, il centro cittadino. Ed è proprio in quest'ottica che lo stadio va ricostruito lì dove sorge già adesso, per creare una la "cittadella" sportiva, con gli impianti concentrati in un'area situata a due passi dal "salotto buono" e da tutte le attività economiche. Si potrebbe realizzare uno stadio da 5mila posti, un "gioiellino", con la possibilità di ampliare la capienza sino a 8 - 10mila posti per i grandi eventi ricorrendo a strutture mobili, come già accaduto in passato".
E sull'area San Vincenzo, a quel punto, come intervenire?
"C'è una carenza pazzesca di alloggi - conclude Stanchina -, sia per i cittadini che per gli studenti, riguardo la quale il dibattito è praticamente quotidiano. E, allora, perché non pensare a trasformare l'area in una zona residenziale? Penso ad uno studentato, a strutture dedicate al co housing, ma anche a complessi residenziali. Sorgerà il nuovo ospedale e dove andranno a vivere medici, infermieri ed operatori? E poi si vuole potenziare la facoltà di medicina? Bene, allora "l'offerta" deve prevedere anche la possibilità di trovare posti letto. E non è finita: ci sarebbe anche lo spazio per realizzare un centro federale con un paio di campi da calcio, spazi dedicati anche ad altre attività sportive e un parco. L'errore da non commettere è quello di creare un altro quartiere come "Le Albere", ma abbiamo una grandissima opportunità per migliorare ulteriormente la città. Provincia e Comune devono ragionarci assolutamente".












