"In Alto Adige contraddizioni che covano e ferite mai suturate", Corrado Augias sul gesto della sindaca che rifiuta il tricolore e dopo il 'caso' Sinner
L'autorevole giornalista su La Repubblica commenta il gesto di Katharina Zeller, che ha rifiutato di indossare la fascia tricolore nella cerimonia di insediamento: "La questione altoatesina è stata un problema che si è manifestato, dopo l’italianizzazione forzata del fascismo, con attentati e bombe, e che per fortuna appare da qualche tempo pacificato. In superficie". ''Nella sua brutalità esplicita una situazione di cui nessuno vuole parlare''

MERANO. Non ci è voluto molto perché il gesto della neosindaca di Merano, Katharina Zeller, che ha rifiutato di indossare la fascia tricolore nella cerimonia di insediamento, facesse scatenare un polverone politico nazionale.
Portando avanti, almeno in parte, il dibattito che nei giorni scorsi aveva coinvolto anche il campione di tennis Jannik Sinner: e anche in questo caso è stata protagonista la penna di Corrado Augias, il noto giornalista e scrittore che su La Repubblica in edicola oggi, martedì 20 maggio, ha scritto un lungo editoriale, come sempre ricco di spunti.
L'atto di Katharina Zeller, scrive Augias, “rende esplicita nella sua brutalità una situazione che molti conoscono ma di cui pochi sono disposti a parlare apertamente”.
Insomma, ci risiamo: si riaccendono i riflettori sulla complessa questione identitaria dell’Alto Adige, un territorio che da un secolo abbondante, e cioè da quando è stato annesso al Regno d'Italia dopo la fine della prima guerra mondiale, vive una convivenza (secondo alcuni mai pienamente risolta) tra le comunità di lingua tedesca e italiana.
Tra questi evidentemente c'è Augias: "Da allora - dice riferendosi al 1918 - la questione altoatesina è stata un problema che si è manifestato, dopo l’italianizzazione forzata del fascismo, con attentati e bombe, e che per fortuna appare da qualche tempo pacificato. In superficie. Questo è certamente un bene, la soluzione trovata si fonda però su elementi disparati e non risolutivi che nascondono ma non cancellano ciò che cova sotto la superfici".
La "pacificazione" si basa su elementi molto pragmatici: gli interessi turistici, le generose sovvenzioni statali e l’abolizione della frontiera con l’Austria grazie all’Unione Europea e agli accordi di Schengen. "Ma la sutura completa tra le due comunità non si è completata in un secolo e passa di vita comune” e, secondo Augias, difficilmente si risolverà nel prossimo futuro.
Qualche giorno fa Augias aveva definito Jannik Sinner, il numero 1 del tennis mondiale e nativo di Sesto Pusteria, un “italiano per caso e riluttante”. Parole da alcuni male interpretate (l'attacco ad Augias era stato fortissimo perché per molti la parola 'riluttante' era stata letta come 'ributtante' ma il termine usato da Augias era linguisticamente perfetto: 'renitente', 'scarsamente disposto a cedere' all'Italia e all'italianità che è atteggiamento ben diffuso in Alto Adige come noto e come dimostrato proprio da Zeller, in qualche modo, con quel gesto istintivo verso il tricolore applaudito e giustificato dalla destra tedesca) alle quali Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma altoatesina, aveva replicato difendendo l’italianità di Sinner ed evidenziando come il fenomenale tennista sia un orgoglio per l’Alto Adige e per l’Italia.
Storicamente "l’accortezza della Svp - riprende Augias -, è stata di cercare un’equilibrata vicinanza ai partiti di centro sinistra a livello sia locale sia parlamentare. Questo equilibrio ora si è rotto nell’amministrazione della Provincia e, con il voto di domenica scorsa, nel capoluogo, Bolzano, che ora vedono maggioranze di centro destra dove elementi Svp sono alleati con i Fratelli d’Italia. I rappresentanti di due nazionalismi opposti stretti in un accordo che porta a livello locale la maggioranza esistente a Roma cancellando però una realtà territoriale profondamente diversa a cominciare dalla storia dei luoghi".
"Non c’è molto da stupirsi o da recriminare, la politica conosce queste contraddizioni. Bisognerebbe però avere la forza e l’onestà intellettuale di ammetterle sia quando riguardano la sindaca Katharina Zeller sia quando sfiorano altre personalità più note, più amabili ma portate inevitabilmente a condividere il destino della loro terra". Il riferimento tennistico è piuttosto evidente.












