Contenuto sponsorizzato
Trento
02 luglio | 16:10

Niente "Bella Ciao" durante la commemorazione dei martiri della Resistenza, dopo l'accusa dell'Anpi replica il Comune: "Intoppo tecnico, chiediamo scusa"

La sezione Anpi Alto Garda ha accusato il Comune di Nago Torbole di aver “impedito” di suonare Bella Ciao in occasione della commemorazione per i martiri della Resistenza il 28 giugno, la replica dell'Amministrazione: “Un malinteso organizzativo ha impedito l'esecuzione del brano simbolico. La sua assenza non è stata né voluta né ordinata da alcuno”

NAGO-TORBOLE. Niente riferimenti ai partigiani o al ruolo del regime fascista nelle stragi avvenute durante l'occupazione straniera e niente 'Bella Ciao' durante la commemorazione dei martiri della Resistenza del 28 giugno 1944: sono queste le accuse che l'Anpi dell'Alto Garda muove all'amministrazione di Nago Torbole dopo l'evento del 28 giugno scorso, nel corso del quale secondo l'associazione il Comune avrebbe di fatto “impedito” di suonare il noto brano antifascista, arrivando così a “denigrare” la memoria dei martiri.

 

A riportare l'accaduto è la stessa sezione dell'Associazione nazionale partigiani, i cui dirigenti ed iscritti hanno deciso di allontanarsi prima della fine di una celebrazione descritta come “assai discutibile”. A replicare dopo le accuse è ora l'amministrazione del comune dell'Alto Garda, con una nota nella quale la vicesindaca Sara Balduzzi parla di un “intoppo tecnico” che avrebbe impedito l'esecuzione del brano. Un errore insomma, assicura Balduzzi, e non un'assenza voluta o ordinata da alcuno”.

 

Desidero esprimere – sono le sue parole – a nome mio personale e dell'amministrazione comunale, un sincero rammarico per quanto accaduto durante la commemorazione dei Martiri del 28 giugno, tenutasi sabato scorso a Nago. La giornata, carica di significato e preparata con attenzione in ogni suo dettaglio, è stata purtroppo segnata da un malinteso organizzativo che ha impedito l'esecuzione del canto 'Bella Ciao' nel momento previsto. Mi preme innanzitutto chiedere scusa all’Anpi, ai suoi iscritti e a tutti coloro che, con sensibilità e spirito civico, si aspettavano di ascoltare quel brano simbolico. La sua assenza non è stata né voluta né ordinata da alcuno. Era invece regolarmente inserita nella scaletta dell’evento, pensata proprio come momento conclusivo del nostro intervento, da condividere con i presenti attraverso il service musicale”.

 

L'evento, continua: “Articolato e con più soggetti coinvolti (dalla Fanfara dei Bersaglieri, chiamata anche per motivi logistici dagli Alpini di Nago, al protocollo istituzionale) ha purtroppo subito un intoppo tecnico e comunicativo che ha vanificato quella parte del programma. Lo abbiamo scoperto in diretta e ne siamo rimasti dispiaciuti tanto quanto voi. Né io né il sindaco abbiamo ricevuto segnalazioni in quel momento, ma nessuno ha mai dato l’indicazione di escludere 'Bella Ciao', anzi: il suo inserimento era stato garantito anche il giorno prima al presidente Anpi, proprio da me”.

 

Credo – si legge nella nota condivisa dalla vice-sindaca – che proprio per rispetto dei Martiri e dello spirito che ci ha guidati nell'organizzare la cerimonia, improntato a memoria, dignità e apertura, sarebbe stato auspicabile non abbandonare l'evento, ma magari chiedere, proporre, condividere, sul momento o subito dopo, una modalità per recuperare ciò che mancava. Avremmo trovato insieme una soluzione, come si fa tra persone che vogliono onorare il passato con sincerità e non con rigidità. Dispiace, e molto, leggere parole che parlano di 'denigrazione', 'volontà di impedire', 'commenti ostili'. Nulla di tutto ciò rappresenta la nostra comunità né lo spirito con cui abbiamo accolto l'Anpi e le sue istanze. Lo dimostra l'invito istituzionale, la presenza prevista in scaletta, il rispetto mostrato in ogni fase dell'organizzazione”.

 

Se l'esito non ha rispecchiato le attese, conclude Balduzzi: “Me ne assumo la responsabilità e rinnovo le mie scuse. Ma respingo fortemente l'idea che vi sia stata una volontà politica o istituzionale di escludere o svilire il significato della Resistenza. Al contrario, quella giornata, pur con i suoi limiti, voleva essere un ponte tra memoria storica e cittadinanza attiva, e tale resterà per chi ha partecipato con spirito sincero. In nome della memoria, della pace e del rispetto, auspico che questo episodio non diventi occasione di divisione, ma piuttosto di riflessione comune per migliorare. La storia merita rispetto, e anche chi prova ogni giorno a celebrarla con impegno e umiltà”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 30 aprile | 15:02
Chiusura del Brennero il 30 maggio, il grido d’allarme dell’autotrasporto. Andrea Pellegrini (Fai Conftrasporto del Trentino): "Imprese e [...]
Cronaca
| 30 aprile | 13:19
L'allarme è scattato poco dopo le 10 e sul posto si sono portati i vigili del fuoco e i soccorsi sanitari. Sul posto anche le forze dell'ordine [...]
Cronaca
| 30 aprile | 11:34
Storie diverse, unite da uno stesso bisogno: non separarsi, nel momento delle cure, da chi ci ama davvero. È da questa consapevolezza che nasce [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato