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Trento
18 agosto | 15:42

"Non ha senso", il Patt contro la targa per Napoleone a Gardolo: "Si ricordi piuttosto la nostra vera storia e la resistenza: il territorio ha combattuto Bonaparte"

La proposta di ricordare il passaggio di Napoleone a Gardolo viene bocciata dal Patt: "Non ha alcun senso, soprattutto se non si contestualizza la cornice storica del tempo. Si valorizzi di più una figura importante per il nostro territorio: Andreas Hofer: la targa apposta continua a essere oggetto di vandalismi"

TRENTO. Una targa per ricordare il passaggio di Napoleone? "Non ha alcun senso, se non si contestualizza la cornice storica del tempo". Così Simone Marchiori, assessore provinciale e segretario politico del Patt, e Andrea Demarchi, consigliere comunale già candidato sindaco per le Stelle Alpine con La Civica e Lista Fugatti. Gli autonomisti bocciano la proposta. "Sarebbe riduttivo e fuorviante fermarsi a un solo episodio".

 

C'è una proposta di posizionare a Gardolo una targa. "E' riduttivo se non addirittura fuorviante fermarsi al solo episodio del generale Bonaparte che, salito sul campanile, osservò le posizioni per lui nemiche e che tra l'altro avrebbe mantenuto il controllo sul territorio tirolese per poco tempo", continuano Marchiori e Demarchi. "Quella scena acquista un senso autentico solo se letta nella più ampia vicenda di un territorio che non accolse Napoleone, ma che lo vide come un occupante da respingere, in un’epoca segnata da conflitti che coinvolsero direttamente la popolazione locale fieramente legata alla propria storia e alla propria identità. Valori fondanti del secolare sistema di autogoverno ma anche dell’attuale autonomia istituzionale trentina".

 

Per il Patt questa proposta non ha senso perché la vicenda risale al "settembre 1796: il Trentino era parte integrante della Contea del Tirolo, fedele all’Impero asburgico e schierato contro l’avanzata napoleonica. Non va dimenticato che, dopo la battaglia di Rovereto (4 settembre 1796), le truppe francesi entrarono a Trento ma in quelle stesse ore il popolo tirolese, e dunque anche i trentini, si organizzava nella resistenza armata attraverso le compagnie degli Schützen, le milizie popolari che insorsero per difendere la propria terra dall’invasore".

 

Eventualmente per le Stelle Alpine bisogna rovesciare la visione. "La valorizzazione oggi di quel quel fatto può passare unicamente dalla restituzione della verità storica: non un omaggio a Napoleone, ma una memoria viva della resistenza trentina all’interno della storia tirolese, quando uomini semplici presero le armi per difendere la propria terra, le proprie comunità e le proprie radici. Se vogliamo davvero ricordare, facciamolo nel giusto modo. Non solo per amore della storia ma anche per evitare di fare più danni di quelli che l’insabbiamento della nostra storia ha prodotto dopo la prima guerra mondiale".

 

Ecco perché, come autonomisti, "in Consiglio comunale ci siamo fatti portatori di una mozione che vuole valorizzare la figura più importante di quegli anni per il nostro territorio: Andreas Hofer. Dato che la targa apposta nell'omonimo giardino a Piedicastello continua a essere oggetto di vandalismi, abbiamo proposto all'amministrazione di realizzare interventi in loco, anche di carattere artistico, che richiamino ai valori di memoria storica, coesione sociale e identità culturale, di Trento come città mitteleuropea in grado di rendere visibile e evidente non solo l'intitolazione del parco ma anche la figura di un uomo che, assieme a tantissimi trentini e tirolesi, ha messo in gioco la sua vita per difendere la sua heimat. Questa è la nostra storia, questa è la nostra identità, queste sono le persone che devono essere ricordate sulle targhe dei nostri paesi", concludono Marchiori e Demarchi.

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