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Trento
06 giugno | 19:28

"Referendum, votare è scegliere in prima persona che Italia vogliamo", l'appello al voto di Grosselli (Cgil): "Si affrontano temi che riguardano da vicino la vita di tutti"

Nelle ultime ore di campagna elettorale attivisti e delegati della Cgil nelle "periferie" di tutto il Trentino. Il segretario Grosselli: “Questa esperienza è stata l’opportunità per tornare a discutere di lavoro e di diritti, della vita delle persone”

di Redazione

TRENTO. Da Sagron Mis, comune più remoto e tra i più piccoli del Trentino, ai 2 mila metri di passo San Pellegrino, da Borghetto a Pellizzano, da Luserna a Pinzolo. Si conclude sul territorio, lontano dai grandi centri, la campagna elettorale della Cgil del Trentino a sostegno dei cinque sì ai referendum su lavoro e cittadinanza.

 

Nelle poche ore che ormai separano dal silenzio elettorale attivisti e delegati hanno percorso gli ultimi chilometri per parlare di diritti, lavoro e cittadinanza, per informare il più possibile sui quesiti e provare a convincere gli indecisi e i rinunciatari, per distribuire gli ultimi volantini.

 

“Siamo convinti di avere fatto la scelta giusta impegnandoci per riportare al centro della discussione pubblica le questioni che riguardano il lavoro, la precarietà, i licenziamenti illegittimi, la sicurezza e il diritto alla cittadinanza., ha dichiarato il segretario generale della Cgil del Trentino Andrea Grosselli.

 

"Sono temi che riguardano da vicino la vita delle persone, la loro quotidianità. Per questa ragione in questo ultimo scorcio di campagna elettorale rivolgiamo l’ultimo appello a tutte le trentine e i trentini di recarsi domenica e lunedì alle urne. Votare al referendum dà a tutti noi la possibilità di scegliere in prima persona. In queste settimane molti hanno detto che le emergenze del mondo del lavoro sarebbero altre. Non abbiamo mai negato la questione salariale, l’urgenza di tornare ad investire per fare ripartire la produttività e dunque la crescita".

 

"Non si risolve l’emergenza retributiva, però, puntando sulla precarietà delle lavoratrici e dei lavoratori o sulla loro ricattabilità. Non si crea ricchezza e competitività non garantendo sicurezza sul lavoro o tenendo fuori dai diritti di cittadinanza 2,5 milioni di persone straniere che vivono stabilmente in Italia, pagano le tasse, lavorano nelle nostre aziende e contribuiscono a mandare avanti il Paese. Il nostro auspicio - ha concluso Grosselli - è che le persone votino perché con questi referendum hanno la possibilità di scegliere in prima persona che Italia vogliono per loro, i loro figli e nipoti”. 

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