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Bolzano
22 aprile | 16:52

Riforma dello Statuto dell'Autonomia, l’opposizione lascia l’aula. "Non vogliono farci votare per per motivi politici". Knoll: ''Forma di dittatura. Altro che democrazia''

La seduta straordinaria per discutere i contenuti della proposta di modifica dello Statuto, interrotta  più volte per confronti tra capigruppo e all’interno dell’opposizione, è terminata senza dibattito: l’opposizione chiedeva di votare, cosa non possibile secondo il parere legale

BOLZANO. Braccio di ferro, nel Consiglio provinciale di Bolzano, tra maggioranza e opposizione, sulla proposta di modifica dello Statuto d'autonomia elaborata negli ultimi mesi tra Roma, Trento e Bolzano. Le minoranze, che avevano chiesto una seduta straordinaria proprio per discutere i contenuti del disegno di legge costituzionale di riforma statutaria, hanno abbandonato l'aula. 

 

La seduta è iniziata questa mattina con un minuto di silenzio in ricordo di Papa Francesco. Subito dopo i momenti dedicati al ricordo del Santo Padre, è seguita una lunga interruzione della seduta per riunioni dei capigruppo, della maggioranza, delle opposizioni e dell’Ufficio di presidenza. I gruppi di opposizione chiedevano, infatti, di votare sulla proposta, ma il presidente dell'assemblea, Arnold Schuler, ha chiarito che la procedura di modifica dell'autonomia è prevista nello Statuto stesso e che, sulla base di un parere chiesto all'Ufficio legale, era previsto un dibattito complessivo sulla proposta, non sui singoli articoli. “Il Consiglio è stato convocato in seduta straordinaria per dare a tutti i consiglieri e al presidente della Provincia la possibilità di esprimersi in merito, ma non si voterà”, ha sottolineato Schuler.

 

Andreas Leiter Reber della Freie Fraktion, primo firmatario della richiesta di seduta straordinaria e dell’emendamento della stessa, ha chiarito che i capigruppo e i consiglieri dell’opposizione ritenevano un colpo basso che nemmeno l'emendamento per prevedere una discussione sulla tematica in generale potendo anche votare venisse accettato. "Nella riforma dell'Autonomia è giusto coinvolgere tutti, anche per spiegare alla popolazione gli effetti positivi e quelli negativi dei vari punti, e questo non ha nulla a che fare con il parere ufficiale. In questo modo la seduta straordinaria non ha alcun senso", ha sottolineato Reber. 

 

Immediato l'intervento di Sven Knoll della Süd-Tiroler Freiheit che ha parlato di una evidente "forma di dittatura, che nulla ha a che fare con la democrazia", annunciando un'imminente abbandono dell'aula. 

 

"Del Consiglio straordinario si parla da mesi, e si era sempre detto: “Lo faremo quando ci sarà il testo”; ora che c’è il testo non si può votare, è incredibile. Anche il Gruppo verde, se non si può votare, uscirà dall’aula", ha poi aggiunto la verde Brigitte Foppa. 

Paul Köllensperger, del Team K ha parlato di “giornata triste”. "Si vuole evitare una votazione per motivi politici - ha detto Köllensperger -  Il presidente del Consiglio è sotto pressione da parte della maggioranza, e bisogna dubitare anche del ruolo dell’ufficio legale, inoltre mancano due assessori, ma di fatto oggi si vieta al Consiglio provinciale di esprimere la propria opinione”. "Dire che si potrebbero influenzare i lavori della commissione speciale non sta in piedi, se non si può votare questa seduta non ha alcun senso, quindi anche il Team K lascerà l’aula", ha concluso Köllensperger. 

 

Si sono susseguiti poi gli interventi di Renate Holzeisen (Vita) , di Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) , della lista Jwa, di Sandro Repetto (Pd) che hanno progressivamente abbandonato l'aula mentre era ancora in corso l'intervento del consigliere SVP Harald Stauder. "A nessuno viene tolto il diritto di esprimersi e discutere, e questo a oltranza fino al termine dei lavori, ma la procedura non prevede alcuna votazione, e questa base giuridica è indiscutibile - ha sottolineato Stauder. La seduta è stata nuovamente interrotta, ma al rientro in aula, mancando le richieste di intervento, il presidente Arnold Schuler ha dichiarato conclusa la seduta. 

 

Quali saranno ora i prossimi step? Il percorso, nonostante l'incidente di percorso, non si ferma: la proposta di riforma statutaria sarà sottoposta domani, alla commissione speciale alla quale parteciperanno tutti i capigruppo, con la possibilità di intervenire sulla proposta. Il testo che uscirà dalla Commissione sarà poi trattato il 6 maggio dal plenum.

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