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Trento
12 aprile | 06:00

Tosi a Trento attacca Ianeselli sulla sicurezza: "La situazione è ormai fuori controllo". Gasparri: "Il decreto aiuterà i sindaci". Goio: "Dal 5 maggio si cambia"

"Da quando ho assunto questo ruolo - prosegue l'europarlamentare - guardo tutti i giorni, con attenzione, la rassegna stampa locale, mi confronto e ho un quadro chiaro della situazione. Il degrado non c'è solamente nella zona della stazione, che dovrebbe essere il "biglietto da visita" della città, ma anche in altri quartieri del centro. Cosa può fare il sindaco? Andare dal prefetto, dirgli come la pensa, fare pressioni, invocare interventi. Dovrebbe essere normale, vero? Qui non lo è. A Trento c'è un problema sicurezza? Sì, l'emergenza esiste, inutile negarlo"

di D.L.

TRENTO. "La situazione a Trento? Fuori controllo. Il punto è come l'amministrazione locale affronta o non affronta un aspetto fondamentale come quello della sicurezza. Quando venni eletto sindaco di Verona cambiò l'atteggiamento della popolazione nei confronti di malviventi e dei fenomeni di degrado. Qui mi sembra che Ianeselli parli di tutt'altro, come se il problema non esistesse, come fanno tutte le amministrazioni di centro sinistra. E' il loro modo di pensare. Per cambiare bisogna guardare al centro destra, dove le idee sono chiare, precise, nette e determinate".

 

Non usa mezzi termini Flavio Tosi, neo coordinatore di Forza Italia in Trentino Alto Adige, per andare all'attacco del sindaco uscente Franco Ianeselli. Il tema è quello della sicurezza e, alla presenza di Maurizio Gasparri, capogruppo in Senato del partito fondato da Silvio Berlusconi (ricordato più volte e "salutato" anche da un applauso dei presenti), l'ex sindaco di Verona ed ex deputato è andato giù "durissimo".

 

"Da quando ho assunto questo ruolo - prosegue l'europarlamentare - guardo tutti i giorni, con attenzione, la rassegna stampa locale, mi confronto e ho un quadro chiaro della situazione. Il degrado non c'è solamente nella zona della stazione, che dovrebbe essere il "biglietto da visita" della città, ma anche in altri quartieri del centro. Cosa può fare il sindaco? Andare dal prefetto, dirgli come la pensa, fare pressioni, invocare interventi. Dovrebbe essere normale, vero? Qui non lo è. A Trento c'è un problema sicurezza? Sì, l'emergenza esiste, inutile negarlo".

 

Gasparri, contestato durante il momento con la stampa che ha preceduto la conferenza stampa (Qui articolo), ha illustrato i contenuti del decreto sicurezza, firmato proprio ieri - venerdì 11 aprile - dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ora passerà al voto del Parlamento.

 

"Tra i tantissimi contenuti di questo decreto, che il centro destra ha voluto fortemente, abbiamo introdotto la tutela legale sino a 10mila euro per gli appartenenti alle forze di polizia - enuncia il capogruppo tricolore al Senato -, che sino ad oggi erano costretti a pagarsi anche l'avvocato quando chiamati a comparire davanti alla legge. E poi abbiamo rafforzato il Daspo urbano, introdotto norme più severe per chi blocca la circolazione stradale e, aspetto questo fondamentale, aggravanti per chi tocca un appartenente alle forze dell'ordine e chi non ottempera alle richieste degli agenti. Deve passare un principio di autorevolezza: le forze dell'ordine non si toccano, altrimenti si paga. Le pene previste vanno da un minimo di 5 ad un massimo di 16 anni di reclusione. Se poi l'Europa ci permetterà d'investire in tema di sicurezza lo faremo. E non si tratta di investire per andare a fare la guerra, ma per presidiare il territorio nazionale. Come può essere considerato sbagliato investire sulla difesa e sulla sicurezza".

 

La riforma aiuterà le forze dell'ordine e anche i sindaci.

"I cittadini si aspettano risposte dai primi cittadini - aggiunge Gasparri - ma i sindaci non sono in grado di migliorare la sicurezza da soli e non è pensabile "scaricare" tutto sulla Polizia Locale. Certo, i sindaci devono dare l'impulso, voler difendere i cittadini e, in questo senso, le amministrazioni di centro destra hanno questa volontà, sperando poi che non arrivi un magistrato che si "commuova". Auspico che in Trentino, una terra bellissima, il centro destra non governi solo la Provincia, ma anche la città. Ce lo meritiamo".

 

Poi è stato il momento di Ilaria Goio, la candidata alla poltrona di primo cittadino Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. La principale avversaria del sindaco uscente Franco Ianeselli non l'ha decisamente "toccata piano". Tutt'altro: ha parlato di "cambiamento". Sin dal 5 maggio: ipotizzando, dunque, di vincere già al primo turno.

 

"Ci sarà un cambiamento - tuona la candidata sindaca - e la città che ci meritiamo è quella che costruiremo a partire dal 5 maggio. Perché meritiamo una città diversa: l'amministrazione uscente non si è mai occupata di sicurezza, mentre per noi è un tema di fondamentale importanza. La situazione è difficile, lo sappiamo, c'è bisogno di una nuova visione e noi siamo pronti a farci carico del gran lavoro che bisognerà sviluppare. Servirà sedersi attorno a tanti tavoli e prendere decisioni coraggiose? Lo faremo. La sicurezza è tutto e basta, è ora di finirla di dire che la colpa è di qualcun altro. Noi siamo dalla parte dei cittadini e delle forze dell'ordine e non di chi delinque: per loro non ci sarà più posto a Trento. Una città più sicura è una città che vive e lavora meglio. Il cambiamento ci sarà, arriverà presto".

 

All'evento ha partecipato anche Massimiliano Corradini, segretario regionale del Siap (il sindacato degli agenti di polizia), che ha spiegato le difficoltà che la Polizia affronta ogni giorno a Trento.

 

"Spesso siamo inascoltati o ascoltati poco - queste le sue parole - e i colleghi mi raccontano che vengono avvicinati dai cittadini che esprimono tutto il proprio malumore. Che vi sia una carenza di personale è chiaro: il presidio del territorio è garantito dalle 7 alle 19, nelle ore rimanenti alcune zone del territorio diventato "terra di nessuno". La situazione di maggior degrado è quella che si registra attorno alla stazione e nelle vie limitrofe. A Trento, inoltre, mancano gli alloggi per il personale, per chi arriva da lontano e, magari, ha una famiglia al seguito. Un'ulteriore emergenza con la quale dobbiamo fare i conti. Io non posso che ringraziare per l'invito, perché per noi è un'occasione per ribadire quella che è la situazione".

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