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Trento
21 aprile | 06:00

Ultras Trento, la questione ora è politica. Pedrotti: "La società prenda le distanze da episodi che allontanano la gente". Gerosa: "Mettono in imbarazzo il Trentino e la città"

Dal club nessuna presa di posizione ufficiale: sui canali della società abbondano i post relativi a contenuti sportivi, attività del settore giovanile e gli immancabili auguri di Pasqua (tra l'altro venerdì il presidente gialloblù Mauro Giacca ha omaggiato il Novara con un uovo di cioccolato: forse le priorità sono altre), nessuno però di condanna per quanto avvenuto pochi minuti prima del match contro il Novara. Così come il Trento non si era minimamente espresso dopo i fatti di Salò. Incapacità comunicativa oppure scelta ben precisa?

TRENTO. La lista è lunga e adesso la questione è diventata anche politica.

 

Perché, dopo le multe (Qui articolo e Qui articolo), una delle due per cori razzisti, l'episodio riguardante l'aggressione della poliziotta trans all'interno di un bar del centro città (Qui articolo) e gli scontri avvenuti a Salò qualche settimana fa (Qui articolo), la "scorribanda" che ha visto nuovamente protagonisti alcuni ultras del Trento, appartenenti al gruppo organizzato Nuova Guardia, avvenuta venerdì 18 aprile a Novara, pochi minuti prima dell'inizio della partita contro i piemontesi (Qui articolo), ha fatto tracimare il metaforico vaso.

 

Non con una "goccia", ma sul recipiente della pazienza si è abbattuto un vero e proprio acquazzone.

Le due tifoserie si erano evidentemente date appuntamento per una sorta di "regolamento di conti" a breve distanza dai cancelli dello stadio: ne è seguita una colluttazione violenta tra le parti a colpi di manici di bandiera e bastoni, che è durata qualche minuto e, fortunatamente, si è conclusa senza conseguenze fisiche per i protagonisti. La zona, essendo praticamente antistante al "Silvio Piola", era però controllata dalle forze dell'ordine e sotto l'occhio delle telecamere.

 

Al termine della rissa i protagonisti sono stati infatti tutti identificati e, come è probabilmente, seguiranno numerosi Daspo, provvedimento che già in passato ha colpito numerosi ultras gialloblù che occupavano (c'è chi il provvedimento l'ha già "scontato") od occupano la curva Mair all'interno dello stadio "Briamasco". E, dopo essersi cavallerescamente stretti la mano con gli avversari, hanno fatto rientro a casa, senza nemmeno accedere allo stadio per assistere alla partita, che ha visto il Trento uscire sconfitto per 3 a 0.

 

Dal club nessuna presa di posizione ufficiale: sui canali della società abbondano i post relativi a contenuti sportivi, attività del settore giovanile e gli immancabili auguri di Pasqua (tra l'altro il presidente gialloblù Mauro Giacca ha omaggiato il Novara con un uovo di cioccolato: forse le priorità sono altre), nessuno però di condanna per quanto avvenuto pochi minuti prima del match contro il Novara. Così come il Trento non si era minimamente espresso dopo i fatti di Salò. 

 

La reazione, durissima, arriva invece dall'assessore comunale al Welfare Alberto Pedrotti, per il quale è venuto il momento di dire "basta". E, nel contempo, chiede apertamente al Trento e al suo presidente di assumere una posizione di netta condanna. Senza "se" e senza "ma".

 

"Quanto accaduto a Novara - commenta l'assessore -, che vede coinvolti ancora una volta un gruppo di ultras del Trento, lascia più di qualche interrogativo aperto: è possibile che una società, come quella del Trento Calcio, seria e ben gestita da Mauro Giacca, non riesca a prendere mai una posizione netta di condanna nei confronti di una parte del tifo, che allontana cittadini e famiglie dallo stadio? Gli episodi, ormai, non si contano davvero più. Ritengo che la società, che può e sicuramente vuole essere modello per la realtà trentina, debba dissociarsi apertamente da chi mescola il proprio nome e quello della città a dinamiche spesso violente e insensate".

 

Ma non è finita, perché Pedrotti tira in ballo anche il discorso riguardante il nuovo stadio che dovrebbe sorgere a Trento Sud, nell'Area San Vincenzo.

 

"A proposito di stadio - conclude -: il presidente Fugatti e la Giunta hanno stanziato 45 milioni, non certamente 'due euro', per costruirne uno nuovo: da cittadini, è giusto pretendere che la nuova struttura sia utilizzata da chi tifa in maniera sana e rispettosa, così come accade per le altre discipline dove Trento eccelle ai massimi livelli. Auspico, sperando non vanamente, che i fatti di Novara possano essere gli ultimi di una scia di episodi davvero poco edificanti e negativi per il buon nome della città di Trento".

 

L'eco di quanto accaduto a Novara, e nelle settimane precedenti, interessa ovviamente anche piazza Dante che, tramite Trentino Marketing, l'agenzia di marketing turistico territoriale della Provincia di Trento, sovvenziona in maniera considerevole l'attività del club. E la stessa amministrazione provinciale (al pari di quella comunale), in passato, si è sempre prodigata (basti pensare ai lavori per la messa a norma e la ristrutturazione dello stadio) per soddisfare le richieste della società di via Sanseverino.

 

Francesca Gerosa ha una "doppia" competenza a riguardo, essendo sia vice presidente della Giunta (che ha approvato lo stanziamento dei 45 milioni di euro per il nuovo stadio) che assessora allo sport.

 

"Non entro nel merito di quanto accaduto a Novara perché non ho gli elementi - queste le parole della vice presidente e assessora provinciale allo sport - e credo che chi di dovere se ne stia occupando. In linea generale esprimo la mia condanna per ogni atteggiamento violento e ritengo che le persone che non hanno atteggiamenti consoni debbano essere severamente sanzionate. Sono molto dispiaciuta quando vedo che l’immagine sana del nostro territorio e dello sport viene minata a causa di sparuti gruppetti, e mi indigno, anche nel rispetto dell'impegno che ci mettono le associazioni e le società sportive, compreso il Trento Calcio. Non voglio che esca il messaggio della violenza associata al calcio, dobbiamo per questo ricordare che si tratta di pochissime persone, che però danneggiano tutti e mettono in imbarazzo il Trentino e la nostra città di Trento, rispetto alle tante persone, famiglie e ragazzi che vanno allo stadio a vedere le partite con sorriso, passione e spirito sportivo".

 

Capitolo stadio, con la Provincia che ha dato il "via libera" qualche mese fa alla realizzazione del nuovo impianto. Questi episodi potrebbero portare a un ripensamento?

 

"Lo Stadio? La decisione sulla costruzione di una nuova struttura moderna non può certo avere niente a che fare con i comportamenti di poche persone - conclude la vice presidente provinciale - che rovinano lo sport e non possiamo lasciarci condizionare e dare loro un potere così importante di incidere sulle nostre scelte: sarebbe un segnale e un messaggio sbagliato. Più volte la società attraverso il suo presidente Mauro Giacca, con il quale mi sono confrontata anche oggi (ieri, domenica 20 aprile, ndr), è intervenuta per chiedere rispetto e per prendere le distanze da certi episodi. Inoltre negli anni il Trento Calcio ha dimostrato di portare avanti un progetto serio e responsabile. Lavora tanto anche sul settore giovanile, su quello femminile e con i territori e permette di avere sbocchi importanti nel mondo sportivo del calcio".

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