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Trento
15 novembre | 21:23

"Una recita in costume? I cittadini hanno avuto veramente paura anche a rientrare a casa. Erano senza autorizzazione: come si poteva capire?"

Dopo l'attacco del primo cittadino Franco Ianeselli, il consigliere circoscrizionale Clemente Covi risponde: "Faccio presente al Signor Sindaco che la mia reazione non è stata quella di Clemente Covi consigliere della Circoscrizione San Giuseppe Santa Chiara, ma di cittadino della città di Trento. Non sono io da additare, che mi sono immediatamente preoccupato per la sicurezza dei miei concittadini, quanto piuttosto chi questi comportamenti li ha messi in atto, senza averne il diritto"

TRENTO. Ieri sera ha pubblicato due post in "tempo reale", mentre assisteva a quanto stava accadendo all'incrocio tra Corso III Novembre e via Perini, con foto e video dell'assembramento (definiamolo così), mentre un musicista trapper stava registrando - in mezzo alla strada e senza autorizzazione - un videoclip in compagnia di almeno una trentina di persone.

 

E Clemente Covi, consigliere circoscrizionale di San Giuseppe - Santa Chiara ha chiamato in causa il primo cittadino: "Questo è quello che succede a Trento tra corso 3 novembre e via Perini.. Maranza ed extracomunitari ubriachi e strafatti che occupano le strade e la città!!! qui ci vuole L'ESERCITO!! Sindaco sveglia!!!!" ha scritto sui propri canali ufficiali.

 

Insomma, sembrava ben altro (un tafferuglio, un "regolamento di conti", una "presa" della strada con tanto di "corteo" tra le auto), in realtà era un qualcosa di non permesso (che mai sarebbe stato permesso dalle autorità) e, allora, il sindaco di Trento Franco Ianeselli, ha risposto al consigliere leghista. Il suo pensiero, in "spiccioli"? Eviti di gridare "al lupo, al lupo" senza essersi informato e, visto che ha sbagliato, rettifichi (Qui articolo).

 

Ecco, allora, che proprio lo stesso Covi, ha risposto direttamente al primo cittadino, sottolineando come la sua presa di posizione non fosse in qualità di esponente politico ma di cittadino.

 

"Essendo stato chiamato in causa dalle parole del sindaco Franco Ianeselli - scrive Covi - riportate nella nota che Egli ha inviato agli organi di stampa, a proposito degli eventi occorsi ieri verso le ore 21 in corso Tre Novembre/angolo via Perini, ritengo di dover rispondere direttamente rilevando quanto segue: faccio presente al Signor Sindaco che la mia reazione non è stata quella di Clemente Covi consigliere della Circoscrizione San Giuseppe Santa Chiara, ma di Clemente Covi cittadino della città di Trento. Trovo quindi fuori luogo volerle, implicitamente, assegnare una connotazione o strumentalizzazione politica".

 

Dalla forma alla "sostanza", Covi entra nel "merito", spiegando che quell'assembramento poteva trarre in inganno (e, in effetti, in molti hanno pensato ad un episodio di violenza) e le persone hanno realmente avuto paura. Insomma, molti hanno capito che non si trattava di un episodio di violenza (anche se resta la pericolosità del gesto) solamente oggi, sabato 15 novembre, dagli organi d'informazione.

"Reazione – specifico - scaturita dall’aver assistito, al pari di altri cittadini che transitavano nella zona, ad una scena che è stata percepita come violenta - prosegue -, al punto che qualcuno lì residente ha temuto ad avvicinarsi alla propria abitazione. Non ho quindi gridato alla "guerriglia urbana" volendo generalizzare con altre situazioni che pure, il Signor Sindaco lo sa, si sono verificate negli ultimi mesi nella nostra città. Prendo atto che si tratta invece di una "recita in costume", di un set video con protagonista un musicista trapper, che, però, non era autorizzato. Dal momento che non lo era, quindi non vi erano transenne a delimitare la scena né avvisi di sorta ad informare di quel che stava accadendo, chiedo quali strumenti io sottoscritto, e gli altri cittadini presenti, potessimo avere per distinguere la realtà dalla finzione, quando però lo spavento e le preoccupazioni di chi c’era ed aveva paura ad attraversare quella simpatica “messa in scena” erano reali?"

 

Infine una "stilettata al primo cittadino.

"Concludendo non sono io, Signor Sindaco, da additare in quanto non mi sono peritato di effettuare prima una verifica (e come avrei potuto?) ed invece immediatamente preoccupato per la sicurezza dei miei concittadini, quanto piuttosto chi questi comportamenti li ha messi in atto, senza averne il diritto. Questo credo dovrebbe giungere da parte di chi ha a cuore in primo luogo la sicurezza, e la tranquillità ad essa correlata, della comunità cittadina".

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