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Bolzano
22 agosto | 18:56

"Via San Maurizio percorribile per tutti". La proposta provocatoria (per la maggioranza) di Fattor diventa mozione: dopo via Claudia Augusta perché non riaprire tutto?

"La logica del “in attesa che si finiscano le circonvallazioni dobbiamo sfruttare meglio le strade che ci sono” vale solo nei quartieri popolari?”, si chiede l'ex assessore. Una mozione sul tema è già stata presentata alla segreteria del consiglio

BOLZANO. “E allora riapriamo tutto!”. Il senso delle parole dell’ex assessore Pd Stefano Fattor è più o meno questo. In fondo si parla di strade, traffico, rotatorie, sensi unici, sensi alternati.

Roba sua. Che nessuno osi toccarla.

 

Se poi la spinta alla polemica arriva dalla riapertura di via Claudia Augusta, avvenuta dopo 20 anni di chiusura al traffico proveniente da sud, allora la faccenda diventa veramente interessante.

Cioè...Fattor si potrebbe arrabbiare moltissimo. O potrebbe iniziare a provocare. Nemmeno il tempo di pensare a come potrebbe agire l’ex assessore, attuale capogruppo del Pd in consiglio comunale, che eccola li: è già pronta sul tavolo la mozione, dichiaratamente provocatoria, con la quale Fattor chiede la riapertura di via San Maurizio.

 

Un lembo di terra che si trova a pochi passi dall’ospedale, piccolo, ma decisamente strategico. Un tratto stradale imprigionato tra un maso e la campagna, e per questo incredibilmente caro alla SVP, chiuso al traffico nel corso della consigliatura 2016-2020. Chiuso al traffico per i non residenti, ovviamente, che sono costretti a fare il famoso “giro del menga” e a percorrere strade spesso completamente bloccate dal traffico. Per intendersi: via San Maurizio è una di quelle vie che le persone si dimenticano, fino a quando non si trovano in coda sotto la pioggia, in un giovedì sera qualsiasi, sperando di metterci meno di un’ora a tornare a casa. Davanti si vedono solo macchine a perdita d’occhio. Ma se si gira il collo per cinque secondi, eccola spuntare: piccola, stretta, senza marciapiede, dissestata a tratti. Ma libera. Liberissima. E tu non la puoi percorrere perchè non sei uno dei 9.500 fortunati possessori di bollino giallo, quello che ti permette l’accesso in quanto residente di Gries. Quindi niente. Stai in coda e taci.

 

Ma adesso Fattor, che c'ha voglia di provocare, la vuole riaperta. Per tutti. Perchè non possono esistere cittadini di serie A e serie B. 

 

“Visto che il sindaco Corrarati e l’assessora Ramoser vogliono riaprire molte strade per cercare di liberare Bolzano dal traffico, perchè non riaprono via San Maurizio?”, scriveva  su Facebook l’ex assessore.  Un quarto d’ora dopo la mozione sul tema era già stata presentata alla segreteria del consiglio. “Se davvero non ci sono cittadini di serie A (i contadini di Gries) e quelli di serie B (gli abitanti di Oltrisarco) la giunta comunale deve riaprire a tutti la via. O la logica del “in attesa che si finiscano le circonvallazioni dobbiamo sfruttare meglio le strade che ci sono” vale solo nei quartieri popolari?”.

Queste le parole di Fattor sui social che accompagnano il testo della mozione stessa.

 

“L’iniziativa “muoversi piano ma muoversi” ha portato alla riapertura da sud della via Claudia Augusta, dopo che nel 2003 l’allora Obmann dell’SVP nonché vicesindaco e assessore alla mobilità Pichler Rolle ne dispose la chiusura ai non residenti alla fine di un lungo percorso fatto di assemblee pubbliche, documenti redatti da comitati e confronto in consiglio comunale e nella commissione mobilità - si legge nel documento - Quel percorso prese il nome di OHA e fu promosso dall’assessorato ai tempi della città Bauer Polo (precedentemente assessora alla mobilità), dall’assessore all’urbanistica Bassetti e dallo scrivente, allora assessore all’ambiente e alla mobilità ciclabile. Una chiusura che aveva l’obiettivo di convogliare il traffico della SS12 verso l’allora neonato sistema dell’arginale, alleggerendo tutta Oltrisarco”.

 

“Il sindaco Corrarati e l’assessora Ramoser hanno giustificato la riapertura senza alcun confronto pubblico - si legge ancora nella mozione - fatta salva un’entusiastica, quanto aprioristica spinta da parte delle associazioni degli artigiani senza il supporto di nessuna simulazione con i software di modellazione. L’intenzione, a quanto si evince dagli organi di stampa, sarebbe quella di “utilizzare meglio le strade esistenti in attesa che si completi il sistema delle circonvallazioni”. “Con lo stesso principio ci sono altre strade che si potrebbero riaprire in attesa che si completino le infrastrutture previste da PUMS e PGTU. La via San Maurizio, chiusa ai non residenti su richiesta dell’SVP dalla via Merano presso la zona Cactus alla via San Maurizio presso la rotonda “donatori del sangue”, è una di queste. In attesa che si completino i cantieri presso il polo ospedaliero con la relativa strada perimetrale attorno all’ospedale, la via San Maurizio potrebbe essere infatti riaperta. Questo probabilmente aiuterebbe a evitare presso il semaforo via Böhler-via Merano i quotidiani intasamenti mattutini che creano code lunghe spesso fino a piazza Gries. Dico “potrebbe”, andando a naso, così come a naso si è ritenuto che si potesse chiudere la via Claudia Augusta. Gli abitanti lungo la via San Maurizio (che fu addirittura dotata di uno Speed check, ora ovviamente smontato) sono imparagonabilmente di meno rispetto alla quantità di persone che abitano in via Claudia Augusta. Quindi una riapertura a tutti della via San Maurizio non avrebbe un impatto su un gran numero di residenti". 

 

“Se fosse vero quanto asserito dall’assessora Ramoser, ovvero che la via San Maurizio è stata chiusa “perché è stretta e senza marciapiede, per motivi di sicurezza per ciclisti e pedoni”, allora si sarebbe dovuta trasformare la strada in un senso unico per tutti. Ora invece vi hanno accesso dalla zona Cactus tutti i possessori di circa 9500 bollini gialli che fanno capo ai circa 30.000 abitanti del quartiere Gries. In questo modo la sicurezza non viene comunque garantita, ottenendo come unico risultato la creazione di una categoria di privilegiati”.

 

La mozione verrà discussa in consiglio comunale alla ripresa dei lavori, dopo la pausa estiva. 

 

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