"La guerra non piace a nessuno, ma senza la guerra, con le armi nucleari in possesso dell'Iran, cosa sarebbe successo?", Fedriga sulla crisi in Medioriente
Il governatore del Friuli Venezia Giulia si è poi espresso anche sul prossimo referendum sulla giustizia, auspicando la fine delle strumentalizzazioni politiche

TRIESTE. "Penso che il coinvolgimento di tutto il parlamento su situazioni così gravi come le crisi internazionali sia positivo". A dirlo Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia. "L'importante è che, da una parte e dall'altra, non si strumentalizzi per gli interessi di partito ma si facciano finalmente, per una volta, gli interessi del Paese".
Il presidente del Friuli Venezia Giulia è intervenuto a margine della conferenza della Lega sulla riforma della giustizia tenutasi a Trieste nel pomeriggio del 13 marzo, la recente apertura del governo nei confronti dell'opposizione a trazione Schlein, che garantisce un maggior dialogo sui temi delle accise mobili e crisi mediorientale, viene valutata positivamente e da inserire in un quadro di applicazione da parte della maggioranza dei principi democratici.
Poi Fedriga è entrato nel merito della questione iraniana, sui rischi che le imprese del Friuli Venezia Giulia corrono in un'eventuale chiusura prolungata dello stretto di Hormuz e del protrarsi della guerra in Iran, questione sulla quale il governatore ha espresso una posizione netta.
"Il problema è globale, mi auguro ovviamente che il conflitto possa finire il prima possibile, in una situazione anche di forte cambiamento della situazione in Iran dove un paese governato da chi finanzia il terrorismo è attualmente molto pericoloso, io continuo a fare una riflessione molto chiara: la guerra non piace a nessuno, ma se non ci fosse stata la guerra, con le armi nucleari in possesso dell'Iran, cosa sarebbe successo? Per quello dico sempre di riflettere con grande attenzione”.
Infine, l'ultimo passaggio sul quale il presidente della regione è stato incalzato ha riguardato inevitabilmente il prossimo referendum sulla giustizia.
"Il referendum? Non faccio pronostici ma è un passaggio importante. Mi auguro si finisca di politicizzare il referendum, in primis per il rispetto della costituzione, d'altronde il referendum non è un voto politico. In secundis penso sia importante garantire la terzietà dei giudici e spero inoltre che tutti capiscano che questa vuole essere una riforma che agisce in favore della magistratura, per consentire ai magistrati di lavorare in libertà”, conclude Fedriga.












