Massimo Bessone torna in politica con Vannacci: l'ex assessore della Lega nominato referente di Futuro Nazionale in Alto Adige
"La mia storia è nota - spiega Bessone parlando del suo addio alla Lega - Nonostante il consenso ricevuto e il ruolo svolto, il mio percorso si è interrotto per scelte che non ho condiviso. Venivano privilegiati opportunismi e personalismi, e ora tutto sta crollando"

BOLZANO. Massimo Bessone torna ufficialmente nelle mondo politico provinciale e lo fa legando il suo nome a quello del generale Roberto Vannacci.
L’ex assessore provinciale della Lega e attuale consigliere comunale a Vipiteno ha annunciato la sua nomina a referente del comitato per l’Alto Adige di Futuro Nazionale, il movimento politico che fa capo all’europarlamentare.
Dopo un periodo di riflessione seguito all'uscita dal Carroccio, Bessone, come spiega, ha deciso di sposare un nuovo progetto che definisce serio e credibile, sottolineando la volontà di rimettersi al servizio di una terra che conosce profondamente e per la quale, negli anni, ha ricoperto ruoli di primo piano nel governo locale.
"Negli ultimi anni ho ricevuto diverse proposte politiche - spiega Bessone - ma ho scelto di non accettarle. Ho sempre ritenuto che il mio ritorno dovesse avvenire solo per un progetto serio, credibile e del quale esserne certo fino in fondo. Oggi quel progetto esiste. In questa ultime settimane ho avuto il piacere di confrontarmi con il Generale Roberto Vannacci ed i suoi coordinatori del partito, Ziello e Giacometti, decidendo di collaborare per un fine comune, contribuire alla costruzione e al radicamento di Futuro Nazionale in Alto Adige".
Nel motivare la sua scelta, Bessone ripercorre le tappe della sua carriera politica, ricordando gli inizi nelle valli dove rappresentare il centrodestra sembrava una sfida impossibile, fino al raggiungimento dello storico traguardo della Lega nella giunta provinciale sotto la sua guida come commissario.
"La mia storia è nota - ricorda Bessone - Nonostante il consenso ricevuto e il ruolo svolto, il mio percorso si è interrotto per scelte che non ho condiviso. Non porto rancore verso Matteo Salvini né verso la Lega: il problema non è mai stato il progetto nazionale, ma una gestione locale sacrificata per altri fini, un partito che ha progressivamente smarrito il contatto con il territorio e soprattutto con i suoi militanti.
Chi ha sempre lavorato e creduto davvero in quei valori è stato spesso messo da parte, mentre venivano privilegiati opportunismi e logiche di breve periodo. Il tempo sta dimostrando la fragilità di quelle scelte: chi oggi ha in mano la Lega in Alto Adige è arrivato per convenienza, non per ideali, e ora che il partito è in crisi non tarderà a migrare verso altri lidi. È solo questione di tempo", aggiunge Bessone.
Resta il rammarico per la fine di un sogno politico costruito con passione e sacrificio. Ma il mio modo di fare politica è sempre stato orientato al futuro: costruire, non distruggere. Alla Lega ho dato il mio amore, il mio entusiasmo, i miei anni migliori, ma come tutti in Alto Adige sanno, non potevo più andare avanti", conclude Bessone.
“Riparto da zero, come ho sempre fatto, mettendomi al servizio della gente con determinazione, passione e la volontà di tornare a combattere per la gente, le categorie più deboli, i miei ideali”, conclude il nuovo referente del comitato di Futuro Nazionale, pronto a strutturare la squadra del generale anche in Alto Adige.












