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Consigliere leghista condannato perché "spacciava" capi della Guardia di Finanza. "Per beneficenza, ma non è giusto accomunarmi a chi spaccia droga"

Torna a galla la notizia della condanna a Festini Brosa per aver messo sulle bancarelle della fiera abiti con il marchio GdF. "Un errore a fin di bene, ma la notizia è vecchia di due anni"

Di Donatello Baldo - 06 febbraio 2017 - 07:09

TRENTO. Un altro leghista nei guai. Ma Gianni Festini Brosa, consigliere comunale del Carroccio, non spacciava droga, assolutamente. “Spacciava vestiti”, nel senso che li vendeva alla bancarella della Fiera di Santa Lucia per una nobile finalità, quella della beneficenza.

 

Ma sulla bancarella aveva disposto in bella mostra dei capi particolari, quelli avuti in dono dalla Guardia di Finanza, camicie con tanto di emblema GdF. Il ricavato sarebbe andato andato ai tibetani, attraverso l'associazione di cui fa parte, la Samten Choling Onlus.

 

Ma le Fiamme Gialle avrebbero voluto che camicie, scarponi e calzini andassero direttamente in Tibet, che non fossero smerciati per ricavarne denaro da girare poi al popolo oppresso. Anche perché non si può fare così, lo vieta la legge per impedire che qualcuno possa utilizzare parti della divisa d'ordinanza per spacciarsi da finanzieri e magari gabbare qualche ignaro cittadino.

 

A darne notizia il quotidiano Trentino che titola “Vendeva capi della Guardia di Finanza alla fiera: condannato consigliere comunale leghista”. Gianni Festini Brosa, il “condannato”, risponde serenamente al telefono: “Ma è una cosa successa due anni fa – commenta il consigliere – e il tempismo con cui è uscita fa pensare che qualcuno voglia accomunare questo fatto all'arresto di Maurizio Agostini”.

 

Festini Brosa si riferisce allo “scandalo” del leghista pizzicato con tre etti di cocaina, in macchina con un albanese. “Adesso si cerca di forzare le cose per mettere alla berlina la Lega, per infierire associando questo incidente con un fatto di tutt'altro peso e rilevanza”.

 

Ma è questo fatto è successo. E' stato condannato a fare 30 ore di volontariato.

Io il volontariato lo faccio comunque, l'ho sempre svolto senza che qualcuno me lo dovesse imporre.

 

Ci racconti come è andata consigliere?

E' successo che la Finanza ha donato dei capi di abbigliamento smessi, che avrei voluto vendere alla Fiera di Santa Lucia per utilizzare il ricavato in favore della popolazione tibetana. Avevo anche messo un cartello con scritto “Grazie alla Guardia di Finanzia”.

 

Ma non si può vendere capi con le insegne di un corpo di polizia.

Ma non lo sapevo, bastava mi avvertissero. Invece hanno sequestrato tutto denunciando il fatto.

 

Che era a fin di bene, non si sarebbe certo intascato lei i proventi.

Ovviamente, nessuno mai ha messo in dubbio questo. Il problema era quello di vendere capi con l'emblema della GdF.

 

E' dispiaciuto?

E' una forzatura, io sono sereno ma rimane una forzatura andare a riesumare una cosa vecchia di due anni guarda caso in questi giorni. Si cerca di accusare un intero partito cercando anche tra le cose del passato che non hanno nessuna relazione tra loro. Le persone in questo momento storico tendono ad essere reattive invece che ragionare.

 

Agiscono di pancia, questo intende?

Dopo i fatti di Agostini riprendere questa notizia non è il massimo, questo intendo. Così si vuole solo danneggiare tutto il partito. Come quando si sbatte una persona in prima pagina e magari è innocente.

 

Un leghista garantista.

Dico solo che questa cosa l'ho provata sulla mia pelle. E quello che penso l'ho scritto sulla mia pagina Facebook.

 

E cosa ha scritto?

Quando si cammina, si deve guardare dove, se si corre ancor di più, si può schiacciare qualcuno o qualcosa e allora il proprio equilibrio determina, se e come cadi.

 

Una frase quasi “zen”. Lei è buddista, vero?

Sì, ancor prima di essere leghista. E mi sono avvicinato alla Lega proprio per il discorso sull'autonomia che vorrei fosse garantito anche al popolo tibetano.

 

Buddista e leghista.

Ho fatto anche lo sciopero della fame in occasione delle Olimpiadi di Pechino, perché si avviasse un confronto sul riconoscimento dell'autonomia al Tibet.

 

Lo sa che il Tibet è una realtà da cui scappano un sacco di profughi poi accolti dall'India?

Lo so, e so anche dove vuole arrivare.

 

Alla contraddizione. Lei respingerebbe i profughi che sbarcano in Italia mentre sostiene le ragioni dei profughi che dal Tibet raggiungono l'India. Anche i siriani scappano per cercare rifugio in Europa.

Ma sono pochissimi i siriani, sono molti di più i migranti economici. Vengono qui e pretendono di avere cose che non avevano nemmeno nel loro Paese.

 

Bisogna differenziare, quindi.

Lo dice anche l'Europa che bisogna porre dei limiti. Quelli che vengono qui fanno danni, delinquono. 

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