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Consiglieri di maggioranza votano con l'opposizione: Avanzo e Kaswalder. E Baratter (per sbaglio)

Ma anche la consigliera Donata Borgonovo Re si astiene (l'unica del Consiglio) su una risoluzione che riguarda il punto nascite di Cavalese

Di Donatello Baldo - 19 gennaio 2017 - 17:00

TRENTO. Seconda giornata di lavori per la sessione di gennaio del Consiglio provinciale. Si sono trattate mozioni e risoluzioni soprattutto sul tema della sanità. Ma quella di ieri è stata anche un'altra giornata di distinguo e di frizioni interne alla maggioranza. Ormai è un'abitudine.

 

Si è deciso di inserire subito all’ordine del giorno una comunicazione chiesta dalle minoranze all’assessore Zeni sul rischio di chiusura del punto nascite dell’ospedale di Cavalese. Zeni si è reso disponibile e la discussione sul tema ha quindi occupato gran parte della mattinata, concludendosi con il voto favorevole a una Risoluzione condivisa da tutti tranne che dalla consigliere Donata Borgonovo Re.

 

Zeni ha evidenziato innanzitutto le ragioni per cui probabilmente i pediatri non si sono resi disponibili per l’ospedale di Cavalese neanche per una rotazione con altri ospedali. “Il problema – ha spiegato – non è legato a motivi economici ma ad una percezione presente in tutto il mondo medico, secondo cui i punti nascita troppo piccoli non offrono ai professionisti la sicurezza necessaria per esercitare in tranquillità”.

 

Quanto alle altre regioni che “starebbero mostrando i muscoli più di noi”, come qualcuno ha sottolineato, l’assessore ha ricordato che la Lombardia ha presentato sette domande di deroga cinque delle quali sono state bocciate. Mentre nel Veneto è stata presentata una domanda di deroga perché l’ordinamento statale assegna alle regioni competenze limitate e “se non si seguono le norme qualcuno poi deve rispondere nel caso di incidenti”.

 

“Siamo comunque favorevoli – ha preannunciato Zeni – alla richiesta di rilanciare i contatti con le altre regioni a sostegno della richiesta di deroga da noi presentata per un modello organizzativo più flessibile. Purché – ha precisato l’assessore – si riconosca lo sforzo che già abbiamo messo in campo per difendere il punto nascita di Cavalese”.

 

La discussione su questo punto è terminata con la distribuzione e il voto di una Risoluzione sottoscritta da numerosi consiglieri di maggioranza e minoranza. Il testo è stato infatti approvato con 27 voti a favore e uno di astensione: quello dell'ex assessora alla Salute, consigliera di maggioranza e del Pd, Donata Borgonovo Re

 

La risoluzione impegna la Provincia a proseguire nelle azioni volte a reperire i pediatri necessari al funzionamento in sicurezza del punto nascita di Cavalese, e in secondo luogo a portare avanti il tentativo di condividere con altre regioni interessate una proposta di deroga da sottoporre al Comitato percorso nascita nazionale, per avere standard particolari, che attraverso il sistema della reperibilità per i pediatri, garantiscano la sicurezza e la flessibilità.

 

Il Consiglio ha invece respinto la proposta di mozione di Maurizio Fugatti della Lega Nord che impegnava la Giunta a valutare la possibile riapertura della sede della Guardia Medica del Tesino, per assicurare assistenza agli abitanti della zona vista la distanza da Borgo Valsugana.

 

Secondo Fugatti “i numeri che l’assessore ha fornito per giustificare la chiusura del servizio, pare non coincidano con quelli degli operatori sanitari del Tesino”. Parere contrario alla mozione della Giunta. “Si tratta – ha ricordato Luca Zeni – di dati ufficiali basati sui report delle guardie mediche e del pronto soccorso. Se fossero un falso ne risponderemmo penalmente. L’accusa andrebbe quindi provata, altrimenti l’argomento è inaccettabile”.

 

Zeni ha inoltre smentito la moltiplicazione dei ricorsi alla Guardia medica, “perché gli accessi a Borgo Valsugana sono aumentati come previsto dopo la chiusura del servizio nel Tesino, ma dei 780 utenti registrati solo 34 provenivano da lì”.

 

“Oggi abbiamo una rete di urgenza-emergenza con il servizio 118 attivabile ad esempio in caso di infarto. Per questo non si chiama la Guardia medica che è il sostituto del medico di famiglia. E quando si ha un infarto non si chiama il medico di famiglia. Su questo punto – ha insistito Zeni – è necessario che i consiglieri non diano ai cittadini informazioni scorrette”.

 

Ovviamente le minoranze hanno sostenuto la mozione ma anche Chiara Avanzo consigliera del Patt e della maggioranza, ha voluto appoggiare la tesi dell'opposizione. Per la consigliera non si possono chiudere le orecchie quando gli amministratori locali segnalano il problema: “Perché si tratta di assicurare un’assistenza sanitaria ad ogni cittadino. Tanto più che nel Tesino vi sono ben due case di riposo e quindi molti anziani. Si tratta allora di capire – prosegue Avanzo – se la specifica chiusura del servizio di Guardia medica nel Tesino sia stata opportuna o meno, forse in questo caso la scelta non è adeguata perché il territorio merita qualcosa di più”.

 

Alla fine anche la consigliera voterà a favore, disobbedendo al suo assessore e segnando la distanza da tutta la coalizione che respinge la mozione.

 

Ovviamente anche Walter Kaswalder, del Patt ma in predicato di essere cacciato, ha votato con l'opposizione. Ma con la Lega, contro il parere della Giunta vota anche Lorenza Baratter. C'è da notare che il consigliere ha cambiato posto, non siede più tra i banchi dei colleghi del partito, si siede nell'ordine più alto, da solo. Forse per stare un po' più comodo, forse per non urtare i gomiti degli altri.

Ma sulla votazione si giustifica, spiega il perché ha detto Sì quando voleva dire No: “Ho espresso per errore in un momento di confusione un voto favorevole, non c'era alcuna intenzione da parte mia di sostenere la mozione Fugatti, come del resto dimostrano tutte le mie precedenti votazioni su questi temi, anche in questi due giorni di Consiglio. Purtroppo – spiega il consigliere – su migliaia e migliaia di votazioni può accadere. Fortunatamente la mozione è stata respinta”.

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