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Doppia preferenza di genere, Matteo Molinari: "Antidemocratica e sessista". E i consiglieri provinciali del Patt mettono "Mi piace"

Un post su Facebook riapre la polemica. Il capogruppo in Consiglio provinciale Ossanna, il consigliere Giuliani e il vicesegretario delle Stelle Alpine condividono le parole di Molinari: "La legge è antidemocratica"

Di Donatello Baldo - 12 febbraio 2017 - 14:05

TRENTO. Matteo Molinari, il ragazzo ricciolino dal sorriso largo, anima delle notti della Trento giovane e organizzatore di happy hour e apericene, l'ha buttata lì su Facebook, come fosse un pensierino della sera prima di dormire: “Credo che la doppia preferenza di genere sia antidemocratica, discriminatoria e sessista. Mi piacerebbe pensare che nel 2017 non si discuti ancora sul sesso o sull'età ma sulle competenze, sulle capacità reali e dimostrate e sul merito”.

 

Ognuno la pensa come vuole, ci mancherebbe altro. Ognuno ha le sue idee. E Molinari tenta anche di argomentarlo il suo punto di vista: “Vorrei poter e dover votare una o più persone indipendentemente dal sesso, ma basandomi solamente sul loro vissuto, sulle loro conoscenze e capacità che possano essere messe a disposizione del bene comune”.

 

Scrive questo dopop aver appreso “che in Consiglio comunale a Trento è stato approvato l'odg che appoggia il ddl provinciale sull'introduzione della doppia preferenza di genere, l'obbligo per i partiti di inserire il 50% di donne e il 50% di uomini in lista e la par condicio fra candidati uomini e candidate donne in tema di interventi elettorali in radio e tv”.

Ora, possiamo anche sorvolare sul fatto che Matteo Molinari sia un iscritto del Patt, il partito di maggioranza che per il patto di legislatura siglato con le altre forze della coalizione avrebbe il dovere di portare a casa questa legge.

 

Ma non possiamo ignorare il peso dei “Mi piace” che alcuni consiglieri provinciali hanno messo sotto al post. Hanno infatti cliccato sull'icona con il pollicione alzato il capogruppo in Consiglio provinciale Lorenzo Ossanna, il suo collega Luca Giuliani e addirittura il numero due del partito delle Stelle alpine, il vicesegretario del Patt Simone Marchiori.

 

Il “Mi piace” compulsivo ce l'hanno in molti, ma in questo caso sembra che esponenti autorevoli del partito di Ugo Rossi abbiano espresso un'opinione molto chiara: questo “like” significa condivisione della posizione di Matteo Molinari, significa soprattutto che non sono d'accordo neanche un po' con l'indicazione espressa a più riprese dal governatore, dalla coalizione, dalla maggioranza che su questo punto si è impegnata.
 

A questo si aggiunge il voto in Consiglio comunale sull'odg per il sostegno alla legge sulla doppia preferenza: a parte Alberto Pattini che dà l'assenso, si astengono gli altri consiglieri del Patt, Dario Maestranzi, Tiziano Uez e Roberto Stanchina.
 

Con queste prese di distanza dalla rotta segnata da Panizza sulla legge che tra poco tornerà in discussione nell'Aula del Consiglio provinciale, con questi distinguo che pesano come macigni, forse fa bene il Pd a rimandare sine die la calendarizzazione del disegno di legge.

 

Perché una cosa è chiara: se non c'è la maggioranza compatta, capace di alzare un muro di fronte all'ostruzionismo delle destre, non si va da nessuna parte. La legge sulla doppia preferenza di genere non passa e la figuraccia ce la fa tutta la coalizione, Rossi per primo. Tradito dai sui stessi compagni di partito.

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