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"Espulso dal partito", ma la base autonomista sta con Walter Kaswalder: "Se lo cacciano ce ne andiamo tutti"

"Iscritti disorientati" dopo la decisione del Collegio di disciplina che ha scelto di espellere il consigliere. Annunciato l'appello ai probiviri, intanto molti segretari di sezione accusano i vertici: "Sentenza già scritta"

Walter Kaswalder, foto di Alessio Coser
Di Donatello Baldo - 21 gennaio 2017 - 19:11

TRENTO. “Espulso”. Così ha sentenziato il Collegio di disciplina del Partito Autonomista Trentino Tirolese. Nei confronti dell'”imputatoKaswalder si è deciso per la linea dura, applicando la sanzione più alta, quella dell'allontanamento dal partito, della radiazione.

 

Non certo un fulmine a ciel sereno: era nell'aria che il “tribunale interno” decidesse in tal senso. Ci sarà l'appello davanti ai probiviri, ma l'accusa di “non essere in linea con il gruppo e con il partito” difficilmente cadrà, e difficilmente la sanzione sarà più mite. Sembra ormai che sia già scritto, che l'avallo politico espresso dal segretario Panizza e dal governatore Rossi, oltre che dal capogruppo Ossana, pesi come un macigno sulla sorte del consigliere autonomista.

 

La difesa, che Kaswalder ha affidato all'avvocato-consigliere Rodolfo Borga (scelta “anomala” che ha fatto imbarazzare i vertici del partito), non è riuscita a smontare le accuse. Forse le ha addirittura acuite per la scelta di voler lavare i panni sporchi alla pubblica fontana, invece di rimettersi agli organismi interni senza alzare il polverone.

 

Ma il polverone sembra sia intenzionata a sollevarlo anche la base del partito, quella base che Kaswalder ha sempre detto essergli vicina. I circoli territoriali, “quelli che il partito lo vivono a contatto con la gente”, le valli, i semplici iscritti che si sono passati la tessera di padre in figlio, “quelli che il partito l'hanno fatto”.

 

Non solo vecchi autonomisti dei tempi di Pruner e compagnia, legati al partito di opposizione e di resistenza. Anche i giovani sembrano arrabbiati. Cristiano Moiola, ha trent'anni, è consigliere comunale a Mori per il Patt e sostiene apertamente le ragioni di Kaswalder.

 

Con lui la segretaria del circolo della borgata Paola Depretto che scrive: “Come segretaria del Patt di Mori sono solidale con Walter Karswalder”. E l'intera assemblea degli autonomisti moriani si esprime in questi termini: " Ingiusto e sbagliato perseguire una delle figure più carismatiche e importanti nella storia degli autonomisti. L'assemblea gli rinnova piena fiducia”.

 

Ma nemmeno a Rovereto sono contenti e non approvano le scelte del partito provinciale. Il segretario è giovane anche lui: “Parlo anche a nome della sezione con cui si siamo spesso confrontati su questo punto – afferma Andrea Dario Tomasoni – e dico che siamo allibiti. Walter c'è sempre, è un pezzo del partito importantissimo, porta avanti le nostre istanze”.

 

Il segretario roveretano si dice amareggiato: “E demoralizzato dal mio partito. Perché non si può liquidare un autonomista vero come lui in questo modo, non è giusto. E lo dico proprio per difendere il partito – spiega il segretario – perché la base non lo capirebbe, non accetterebbe tutto questo. Abbiamo provato a parlare con i vertici, a farli ragionare – poi si blocca – ma su questo non commento, preferisco non dire niente”.

 

Più esplicito Giuseppe Rossaro, segretario della Vallarsa. “Se Kaswalder fosse messo fuori – avverte – un minuto dopo mi sentirei io stesso fuori dal partito. E con me tutta la sezione”. Ci tiene a ribadirlo: “Scrivilo in stampatello – chiede – tutta la sezione se ne va dal partito”.

 

E' seduto vicino al presidente della sezione Emiliano Poli che interviene dicendo di essere stato amministratore in Comune per vent'anni: “Ho iniziato negli anni '80 come vicesindaco – ricorda Poli – e ci si trovava in via Perini a Trento con Pruner, e si parlava tutti assieme, si decideva assieme. Questo – dice rattristato – non è più quel partito, non è più l'ambiente dove sono nato e cresciuto”.

 

“Faremo una riunione, scriveremo un comunicato – afferma invece Marco Pilati, segretario della sezione di Avio – perché non si può liquidare una persona in questo modo. Siamo all'apice della follia politica – spiega – non si può arrivare a questo punto, Walter ha fatto la storia, i militanti storici, la base del partito è disorientata, non capirebbero l'espulsione di una figura così importante per noi autonomisti, c'è smarrimento”.

 

Lo dico per il bene del partito – continua Pilati – perché i mal di pancia ci sono, non possiamo nasconderlo. Spero che si trovi una soluzione, spero che la sentenza non sia già scritta, che i vertici si accorgano che l'espulsione sarebbe un gravissimo errore”.

 

E' una vergogna – urla al telefono Rodolfo Adami, segretario di Besenello – Walter non ha fatto nulla, ha seguito quelli che sono i valori del Patt, ha tenuto la barra dritta. A differenza di altri che hanno svenduto il partito per qualche “carega”.

 

“Io il mio lavoro ce l'ho, non vivo di politica – continua Adami – per questo dico le cose come stanno: Kaswalder viene cacciato perché è l'unico che si permette di disturbare il manovratore Ugo Rossi”. L'unico, dice il segretario Adami, “perché Baratter, che abbiamo votato per portare un lagarino in Consiglio provinciale, si è subito accodato senza mai muovere critica”.

 

E se Kaswalder sarà espulso, anche Besenello se ne andrà: “Esce lui, esco anch'io. E credo che la stessa decisione la prenderà tutta la sezione, perché sarebbe evidente una disconnessione profonda tra i vertici e la base del partito. Un partito – prevede Adami – che alle prossime elezioni tornerà al 7%. Qui c'erano 90 tesserati – conclude – ma li abbiamo persi tutti”.

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