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Il vallotomo divide il Patt. Moiola contro Rossi: "Ci dissociamo completamente e ci vergogniamo profondamente". E domani assemblea popolare

Ottobre: "Rossi sempre in ritardo". Civettini: "Ma dov'era Baratter?". La "Tribù delle fratte" domani all'Auditorium: "Ora è il momento di esserci tutti"

Di Donatello Baldo - 15 dicembre 2016 - 17:15

MORI. Scintille in casa Patt, e i rapporti tra la sezione della borgata con i vertici provinciali sono ormai compromessi. "E' stata una serata vergognosa - scrive infatti Cristiano Moiola a proposito dell'incontro dei giorni scorsi tra i proprietari dei terreni e il governatore Ugo Rossi - una serata dove più di 200 manifestanti, cittadini di Mori, si sono recati sotto il municipio a manifestare democraticamente la loro contrarietà al vallotomo, ma sono stati accolti da decine di poliziotti antisommossa".

 

"Il presidente della Provincia, dal quale come gruppo consigliare e come sezione del Patt ci dissociamo completamente, è arrivato con mesi di ritardo, con l'unico scopo di provare a salvare l'assessore Tiziano Mellarini e il sindaco Stefano Barozzi da una situazione sfuggita di mano. Ci vergogniamo profondamente dall'atteggiamento dei nostri amministratori". 

 

Ma la discussione, oltre che nelle note ufficiali, si esprime anche attraverso canali informali. Con piglio poetico Moiola scrive su Facebook: "Abbiamo incontrato una ruspa sul nostro cammino mentre all'orizzonte spuntava un campanile. In quel momento abbiamo capito che non potevamo fermarci e dovevamo lottare per la salvaguardia e la tutela del nostro territorio".

 

Sotto al post un commento di Mauro Ottobre: "Chissà come mai il governatore Ugo Rossi è sempre politicamente in ritardo: è in ritardo con la Mariani, con il contestato progetto del “vallo-tomo” di Mori, e con altri progetti strategici e nevralgici per il Trentino. La politica non dovrebbe anticipare invece che rincorrere? - si chiede il deputato ex Patt, e continua -  a proposito di quest'ultimo punto, invece che presentarsi con la consueta presunzione, il presidente della Provincia avrebbe dovuto porsi in altra maniera all'assemblea svoltasi a Mori e lasciare da parte l'arroganza che mette in luce tutta la sua debolezza e inadeguatezza".

 

"Questo - spiega Ottobre - è il nervosismo di chi naviga a vista e non ha il polso della situazione. Non è comunque tollerabile - avverte - che un'opera di quelle dimensioni venga calata dall'alto senza la partecipazione dei cittadini che meritano di essere ascoltati e coinvolti e non chiamati alle urne solo al momento del voto".

 

"Ma ti ricordi quando gli autonomisti si legavano alle vigne per difendere il proprio territorio? - risponde Moiola - ma allora quali sono le battaglie autonomiste? Cosa vuol dire essere autonomisti?".

 

E a soffiare sul fuoco dell'incendio che rischia di esplodere nelle Stelle alpine ci pensa Claudio Civettini che in una nota afferma che "il doppiogiochismo del Patt è stato smascherato". Da una parte Rossi che "firma l'ordinanza per la somma urgenza", mentre dall'altra "un collega del partito del presidente, ieri sera clamorosamente assente, nei giorni scorsi invitava per ipotetica speculazione politica a resistere provocando la situazione che oggi è insostenibile".

 

"Una storia, insomma - continua il consigliere di opposizione - che dimostra per l’ennesima volta la crisi d’identità di un Patt, che a Mori fa la guerra al vallotomo, decretato e approvato dal suo presidente. Guerra sponsorizzata dal collega consigliere provinciale che ha lanciato i sassi di una falsa speranza, nascondendo velocemente la mano e la faccia".

 

Il riferimento è ovviamente a Lorenzo Baratter, che in una nota di una decina di giorni fa scriveva: "Vogliamo esprimere la nostra solidarietà alla comunità di Mori, in particolar modo alle persone coinvolte nella manifestazione pacifica in corso presso i terrazzamenti a nord dell'abitato. Una manifestazione legittima e giusta, e come tale deve essere rispettata da tutte le istituzioni".

 

"La lotta per la salvaguardia del proprio territorio fa parte da sempre della storia degli autonomisti trentini e come tali non possiamo che sposare tali azioni". La nota si concludeva con questo auspicio: "Si ritorni a parlare con i cittadini"

 

Domani 16 dicembre, indipendentemente dalle questioni politiche su cui ormai sono in pochi a credere risolutive della situazione, ci sarà un nuovo incontro, un'assemblea popolare presso l'Auditorium alle ore 20.30. Ecco il testo del volantino diffuso oggi a Mori:


 

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