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Kaswalder: "Cercherò fino all'ultimo di rimanere nel Patt. Se espulso ne prenderò amaramente atto"

Il consigliere autonomista, dopo le lusinghe delle opposizioni che gli hanno offerto addirittura la candidatura al Senato, dice "No grazie" e spiega che decidrà il da farsi con chi gli è stato vicino

Di Donatello Baldo - 26 gennaio 2017 - 08:03

TRENTO. L'espulsione dal Patt del consigliere Kaswalder continua a tenere banco. Ancora prima che sia ufficializzata - manca infatti l'ulimo pronunciamento dei probiviri a cui Kaswalder si è appellato - la politica cerca di contendersi il futuro approdo del consigliere ribelle.

 

Sulla stampa - ieri sul Corriere del Trentino - alcuni esponeni politici dell'opposizione hanno avanzato alcune ipotesi, dando per scontata l'ormai imminente esclusione di Kaswalder dal partito e dalla maggiornaza che sosiene Rossi. Ipotesi che non si limitano alle "porte aperte" ma che disegnano sul consigliere autonomista ruoli ben precisi.

 

Giacomo Bezzi, ex auonomista ora in Forza Ialia, ma anche Maurizio Fugatti della Lega Nord, non nascondono di vedere di buon occhio la candidatura di Walter Kaswalder addirittura in un collegio senatoriale. Perché non nello stesso in cui si potrebbe presentare Franco Panizza, segretario del Patt? Un derby in piena regola.

 

Ma queste sono solo ipotesi, a cui Kaswalder risponde con un lungo post su Facebook in cui dice "Grazie, ma anche no". Almeno per ora. Ringrazia dunque per l'attenzione ma dice chiaramente che fino all'ultimo rimarrà nel partito a cui è iscritto da più di 40 anni. Poi vedrà il da farsi: si confronterà con chi gli è stato vicino e comunque non lascerà l'idea di un partito territoriale, autonomista e slegato da riferimenti nazionali.

 

Ma leggiamo le sue dichiarazioni: "Con riferimento agli odierni interventi di alcuni colleghi, che ringrazio per l’attenzione mostrata, preciso che la mia prima preoccupazione è quella di rimanere nel partito in cui milito da più di quarant’anni".

 

"Provvederò pertanto ad impugnare il provvedimento di espulsione avanti il Collegio dei probiviri, certo della correttezza del mio operato e della piena corrispondenza della mia azione politica ai principi cui per decenni il partito autonomista si è ispirato. E mi sia consentito - prosegue Kaswalder - confortato dai numerosissimi attestati di stima che in questi giorni tanti militanti autonomisti mi hanno fatto pervenire".

 

"Qualora i vertici del partito confermassero il provvedimento di espulsione, ne prenderò amaramente atto. Solo allora - afferma - unitamente ai tanti che in questi mesi difficili mi sono stati vicini, valuterò il da farsi."

 

"Avendo ben chiaro fin d’ora - sottolinea il consigliere - che il presupposto per il cambiamento di cui il Trentino necessita è la crescita di una realtà politica territoriale d’ispirazione autonomista, svincolata dalle logiche partitiche nazionali, in cui i valori che fino ad ieri hanno informato l’azione del partito autonomista possano trovare adeguata rappresentanza".

 

"Non m’interessano posti, per quanto importanti possano essere, né perseguo vendette personali, che lascio volentieri ad altri. Se ci saranno le condizioni - continua la nota - continuerò a far politica a testa alta, impegnandomi per l’affermazione dei valori in cui hanno creduto generazioni di autonomisti. Quelli che Ugo Rossi definisce spregiativamente con le maglie di lana cotta e braghe di coram".

 

"Quelli che Franco Panizza - conclude Kaswalder - ritiene espressione di un passato da dimenticare in nome di una parolina magica, la governabilità, dietro alla quale si vuol nascondere un’inesauribile fame di poltrone, per saziare la quale chi nel partito autonomista è entrato ieri è disponibile a gettare al vento un patrimonio ideale cui io e tanti altri, invece, non intendiamo rinunciare".

 

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