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La polemica su Mentana scatena l'opposizione. Tutta contro il Patt e il Pd: "Chi si loda s'imbroda"

Bezzi: "Degasperi ci ha insegnato il senso del limite". Cia: "Mentana ha gridato al mondo che il re è nudo". Poletti: "Il Patt si accorge ora che il Pd è refrattario all'autonomia?"

Pubblicato il - 25 settembre 2017 - 19:36

TRENTO. Mentana non le ha mandate a dire sull'autonomia trentina e la risposta del partito autonomista per antonomasia non si è fatta attendere. Un lungo comunicato di cui abbiamo dato conto qui, una sperticata difesa e un attacco al popolare giornalista. 

 

Un comunicato che alle opposizioni non è piaciuto un granché. Giacomo Bezzi, consilgiere provinciale di Forza Italia con un importante passato nelle Stelle Alpine, si rivolge al Patt con il famoso proverbio: "Chi si loda s’imbroda”.

 

Per Bezzi, la difesa del partito di Rossi e Panizza non è stata quella giusta: "Riflettere in modo critico sulle storture, sui limiti e le esagerazioni della gestione della nostra autonomia servirebbe a difenderla meglio dai detrattori romani". E aggiunge: "De Gasperi ci ha insegnato che la nostra autonomia significa senso del limite e oculatezza nell’utilizzo delle risorse pubbliche".

 

Più tagliente il Claudio Cia: "Ritengo che le parole di Mentana sull'Autonomia abbiano avuto lo stesso effetto di quel bambino che, nella fiaba degli abiti dell’imperatore, grida al mondo che il re è nudo".

 

"Personalmente - scrive il consigliere di Agire - sono felice che gli ospiti che arrivano in Trentino si sentano liberi di esprimere le proprie idee e mi stupiscono molto di più le reazioni esagitate del Patt, quasi da intima violazione, partito da decenni al governo provinciale e che a tutti gli effetti ha plasmato troppo a sua somiglianza l'immagine dell'autonomia trentina".

 

"Non ci si può lamentare se a un evento sponsorizzato da Provincia e Regione si invitano ospiti a fare un monologo, e questi fanno la loro parte. Semmai - afferma Cia - si può ragionare sull'assenza di una controparte, ma pretendere che chi viene a casa nostra debba solo dire ciò che vorremmo sentirci dire è utopistico, nonché da totalitaristi mancati".

 

"Sostenere che 'le regioni e Province a Statuto speciale non hanno più senso' è sicuramente una grossolana banalizzazione, ma io andrei oltre quella riga, perché poco dopo Mentana ha anche aggiunto che 'sarebbe ragionevole che l’autonomia l’avessero o tutte o nessuna' e personalmente non mi sento di contraddire questo concetto".

 

"Può sembrare paradossale - continua il consigliere - ma nel prossimo futuro l’unico modo per difendere la nostra Autonomia, nell’era delle 'condivisioni', sarà quella di rivendicarla non come un isolamento dal resto del Paese, ma come una proposta per una soluzione pluralista ai problemi del nostro Paese".

 

"Forse il Patt - affonda Cia - invece che scagliarsi contro Mentana, che esprime liberamente un proprio pensiero, potrebbe fare qualche ragionamento con i propri compagni di poltrona del Partito democratico, negli ultimi il massimo mittente di attacchi alla nostra Autonomia".

 

"Uno stillicidio - lo definisce Cia - iniziato dal rottamatore fiorentino con quel suo libro “Stil Novo”, presentato in tutta Italia e anche in Trentino, con il supporto entusiasta dell’allora capogruppo del Pd in consiglio provinciale Luca Zeni, che avvallava esplicitamente quanto scriveva Renzi: Ci vuole una cura radicale per risolvere il problema… via le province, trasformate in enti di secondo livello e via le regioni a statuto speciale".

 

Interviene sulla polemica anche la presidente di Fratelli d'Italia Marika Poletti. "Tutti a prendersela con Enrico Mentana per le sue dichiarazioni contro l'autonomia del Trentino. Del resto, però, con la sua domanda retorica 'che differenza c'è tra un trentino ed un veneto?' non ha fatto altro che dare seguito all'idea di macroregioni voluta dal PD e da Renzi, accorpandoci a Venezia".

 

"Qui sembrano tutti ammorbati da una cronica carenza di fosforo - dice ironica - talmente grave da dimenticare non solo le pubbliche dichiarazioni di Stefano Esposito per il quale la nostra autonomia sarebbe un 'privilegio a spese degli italiani', ma anche tutto il capitolo concernente il combinato disposto della clausola di salvaguardia ed il meccanismo del primato nazionale, logiche previste nell'abortita riforma Boschi che avrebbero messo il nostro sistema di governo nella totale discrezionalità di Roma". 

 

"Addirittura il PD si è mostrato talmente refrattario all'autonomia che è da iscrivere come unico partito che ha organizzato nel 2015 un referendum interno ai Circoli chiedendo ai propri aderenti un parere positivo sull'abolizione del regime statutario speciale".
 
"Se di questo gli autonomisti non se ne erano ancora accorti - continua l'esponente di FdI - forse dovremmo pensare ad una cura intensiva di integratori alimentari per rinforzare la loro sinergia sinaptica". 

"Tutto ciò premesso - conclude -  Enrico Mentana, tra una straordinaria maratona e l'altra, probabilmente si era preparato l'intervento per le elezioni siciliane ed ha confuso gli appunti, dicendo qui quello che avrebbe forse dovuto dire altrove". 

 

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