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La provocazione di Fratelli d'Italia: "Ai profughi deve essere inibita la libera circolazione"

Presentata oggi una petizione nazionale. La risposta dell'assessore Luca Zeni: "Sono iniziative prive di senso"

Di G.Fin - 06 dicembre 2016 - 18:48

TRENTO. “Inibire la libera circolazione degli stranieri di cui non conosciamo con sicurezza identità e storia personale, richiedenti asilo compresi”. In quale modo? “Concretamente le Forze dell’Ordine, in combinato con i responsabili delle strutture dove vengono accolti, devono eseguire appelli nominali più volte al giorno per registrare l’assenza di ospiti, dato che deve essere reso noto alle Forze dell’Ordine stesse in tempo reale”.

 

Questo è uno dei punti principali contenuti nella petizione che è stata presentata questo pomeriggio da Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale dal titolo “Liberiamo il Trentino. Stop all'immigrazione”.

E il fatto che proprio oggi si sia pensato di presentare l'iniziativa alla stampa non è un caso, considerato che nelle stesse ore si stanno dando appuntamento in piazza Duomo i firmatari dell'appello “Il Trentino accoglie” che comprende personalità di spicco della società civile e culturale, e anche religioso con il vescovo Tisi e l'imam Breigheche.

 

“Oggi è stata organizzata a Trento la manifestazione 'Il Trentino accoglie' – ha spiegato la presidente di Fratelli d'Italia, Marika Poletti – ma ad oggi lo sta già facendo molto più di quello che dovrebbe. Nei soli esercizi 2014–2015 il Trentino ha speso 14 milioni per l'accoglienza dei soli richiedenti asilo ma di questi dallo Stato nazionale oltre 7 milioni di euro non ci sono stati dati indietro. Troppo spesso accogliamo sul nostro territorio soggetti in fuga dalla legge anziché dalle guerre. Uno Stato normale non lascia circolare liberamente sul proprio territorio decine di migliaia di stranieri di cui non conosce nulla”.

 

Tra gli altri punti della petizione troviamo la richiesta di implementare le politiche per il controllo degli immigrati e richiedenti asilo già presenti in Regione e in Provincia “per garantire ai cittadini una maggiore sicurezza negli spostamenti, notturni e non, e nella vita di tutti i giorni”. “Per un'operazione di trasparenza – spiegato Fratelli d'Italia - questo dovrebbe concretizzarsi anche in un censimento, pubblico ed aggiornato in tempo reale, delle strutture in cui i richiedenti asilo vengono alloggiati ed il relativo numero di ospiti. Particolare attenzione deve essere inoltre riversata sul fenomeno terrorismo, per ora non adeguatamente pesato dalle Istituzioni italiane”. Contemporaneamente le tempistiche attinenti all'attribuzione della qualifica di rifugiato devono essere ridotte da 18 a 6 mesi, con la soppressione del ricorso in appello. Sempre attraverso la petizione si chiede inoltre di “porre dei limiti adeguati oltre ai quali l'accoglienza di richiedenti asilo deve essere considerata insostenibile”.

 

Infine l'ultimo punto riguarda la necessità di pensare “prima agli italiani”. “I servizi, pubblici e abitativi, devono essere indirizzati prima di tutto, e talvolta solo, ai cittadini italiani. Gli stranieri privi di strumenti economici per mantenersi o sprovvisti di titolo per rimanere in Italia verranno indotti ad andarsene non trovando più le strutture disposte ad accoglierli indiscriminatamente a spese dei cittadini. Ciò può trovare concreta attuazione con una modifica delle graduatorie, inserendo il parametro della lunga residenza (20 anni) in Italia e nel Comune o Provincia che eroga il servizio stesso, criterio a cui attribuire un peso specifico pari o superiore ad 1/3 del punteggio totale”.

 

A rispondere all'iniziativa di Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale del Trentino è l'assessore provinciale alle Politiche sociali Luca Zeni, presente alla manifestazione “Il Trentino accoglie” che si sta svolgendo in piazza Duomo. “Vedo questa proposta logisticamente impossibile e anche sui termini di efficacia è risibile. Sono iniziative prive di senso, a differenza del senso profondo che è rappresentato oggi da questa piazza che propone l'accoglienza come modello di integrazione”. “Oggi – ha concluso Zeni - noi ci occupiamo di cose serie e questa provocazione di serio ha ben poco”.

 

 

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