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Maule: “Non temo il rimpasto. Penso alla splendida 'Smart City Week' e alle prossime sfide sui beni comuni”

L'assessora, la cui poltrona per molti sarebbe a rischio, non si dice spaventata: “Non mi curo delle polemiche. Non è stato un periodo facile ma sono forte del mio lavoro, di quanto abbiamo fatto in questi mesi”

Di Luca Pianesi - 19 settembre 2016 - 08:09

TRENTO. “E' stato un periodo difficile. La stampa mi ha tirata in mezzo proprio nel momento che si stava concretizzando il lavoro di mesi di impegno e progettazione, durante la settimana di Trento Smart City. Io onestamente ho lasciato perdere e mi sono concentrata sul lavoro. E voglio continuare a farlo. Penso già alle prossime tappe. Adesso c'è da spingere sui beni comuni”.

 

Chiara Maule non ha alzato nessuna bandiera bianca, anzi. Si sente ben salda nella sua posizione di assessora alla partecipazione e all'innovazione forte, spiega, del suo lavoro e del suo impegno e del successo di una Smart City Week che ha visto Trento al centro della scena internazionale del mondo dell'innovazione. Un evento che, indubbiamente, è riuscito ad avvicinare cittadini, imprese, università e ricerca trasformando Piazza Duomo in un luogo di scambio di idee, proposte e visioni. Una vera “agorà” della tecnologia frequentata e apprezzata, che ha avuto anche la visibilità di testate nazionali e internazionali.

 

“Il tutto mentre sui giornali locali si scatenava una sorta di fuoco incrociato – racconta – che onestamente in molti abbiamo preferito ignorare. Io ho fatto finta di niente e sono andata avanti. Avevo di meglio da fare che starmi a preoccupare di rimpasti, poltrone o deleghe. Avevo da lavorare con tante persone splendide che ci hanno messo passione, energia e impegno e mi hanno aiutata a realizzare un evento che solo 8 mesi fa a molti sembrava impossibile trasformare in realtà”.

 

La Smart City Week è stata un successo?

 

Direi proprio di si. In pochi all'inizio ci avevano creduto. A me, invece, era sembrata da subito una grande occasione per creare prima di tutto partecipazione. Il mio assessorato si occupa anche di questo e direi che riuscire a mettere insieme grandi realtà, che troppo spesso faticano a rapportarsi tra loro, come quelle del Comune, dell'Università, dei centri di ricerca, del mondo dell'imprenditoria e dell'artigianato è stata una prima grande sfida. E il secondo passo, quello di farli dialogare con i cittadini era ancora più ambizioso. Dai feedback che abbiamo avuto, però, ci siamo riusciti ed è stato un percorso esaltante. Un percorso cominciato in Comune da Michelangelo Marchesi che mi preme ringraziare. Se lui non avesse deciso di partecipare a quel bando Trento non sarebbe stata tra le 5 Smart City del mondo.

 

I problemi in consiglio, però, ci sono e si trascinano da almeno un anno. Lei Maule è da tempo sulla “graticola” perché scelta direttamente dal sindaco mentre i “voti” li avrebbero in dote altri. Si sente un po' abbandonata?

 

Direi di no. Ho sentito, anzi una grande vicinanza dalle persone e di vari esponenti di partiti diversissimi. In questi giorni in tantissimi mi hanno scritto e ci sono state anche delle prese di posizione importanti a livello politico che mi hanno molto inorgoglita. Non posso dire di essere stata abbandonata da nessuno. E poi non ne vedrei nemmeno il motivo. Il sindaco mi ha scelta perché sa come sono, sa che tipo di impegno ci metto nel fare le cose. Io poi ho il mio stile. Non mi piace il clamore mediatico. Mi piace lavorare, confrontarmi, condividere e possibilmente restare un po' nascosta dai riflettori. Quelli li lascio ad altri. Per me quella della partecipazione non è solo una questione di deleghe. E' una visione del mondo che cerco di portare avanti in tutte le cose. Per esempio ero stata a Guadalajara (una delle altre 5 Smart City con Trento) in Messico per vedere come avevano organizzato loro l'evento. Quando sono tornata al sindaco ho detto 'noi però non la facciamo così'. In Messico era tutto incentrato sul rapporto tra innovazione e imprese. Io volevo, invece, che ci fosse la partecipazione dei cittadini.

 

Si dice che a giorni dovrebbe esserci il rimpasto. Teme che alla fine il sindaco la farà saltare?

 

Io penso alle prossime cose da fare. Alla prossima Trento Smart City Week per correggere errori e problemi che sono emersi in questa prima edizione perché, è indiscutibile, c'è sempre da migliorare. E dovremo anche valutare se ci saranno novità e proposte all'altezza di un grande evento come questo. Ma soprattutto adesso dobbiamo pensare al tema dei beni comuni. La gente deve sentirsi coproprietaria degli spazi pubblici, dalla panchina all'aiuola, dal parco ai marciapiedi. E' un tema cruciale anche per permettere ai cittadini di riprendere possesso della propria città. Nelle prossime settimane cominceremo un ciclo di 4 incontri con associazioni, amministratori e cittadini (le iscrizioni terminano a settembre) proprio per spiegare i nuovi regolamenti in materia di beni comuni. Come vede siamo al lavoro. Io la politica la concepisco così. Spero che alla fine prevalgano le ragioni di chi cerca di fare la politica del “noi” rispetto a chi pensa solo all'“io”.

 

 

 

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