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Nasce Domani: "Per far ripartire il Pd dobbiamo tornare tra la gente"

Elisabetta Bozzarelli e Mario Raffaelli insieme per creare una nuova associazione politica: "Nonni e nipoti uniti per formare nuova classe dirigente, analizzare i problemi e cercare nuove soluzioni. Ci riconosciamo nel partito democratico ma non siamo il 'correntone' di nessuno"

La consigliera comunale Elisabetta Bozzarelli e l'ex deputato del Psi Mario Raffaelli
Di Luca Pianesi - 07 ottobre 2016 - 20:09

TRENTO. Ieri, oggi e domani: no, il riferimento non è al grande film di Vittorio de Sica con Mastroianni e la Loren. Sono, invece, le tre parole chiave intorno al quale sta nascendo, proprio in queste ore, la nuova associazione politica di area Pd che “ieri”, a luglio, era stata ideata e che da “oggi” sarà ufficialmente “Domani”. A tenerla a battesimo l'ex deputato del partito socialista Mario Raffaelli e la segretaria cittadina e consigliera comunale del Pd Elisabetta Bozzarelli.

 

“I nonni e i nipoti uniti per formare nuova classe dirigente – spiega l'ex sottosegretario agli Esteri dei governi Craxi, De Mita e Goria – perché questa è la prima grande carenza del nostro Paese e soprattutto del Trentino. Manca la classe dirigente a tutti i livelli. In politica dopo anni caratterizzati dalla figura di Dellai, nessuno è più riuscito a emergere. Lui stesso ha mancato in questo non riuscendo a 'creare' figure all'altezza. Lo stesso Pacher era un ottimo amministratore ma non un leader. E quindi ripartiamo dalla base. Ripartiamo dalla formazione, dalle idee, dalle proposte. Cerchiamo di colmare quel baratro che ormai sembra esserci tra la politica di palazzo e l'urlo demagogico e populista di alcuni movimenti. Tra la torre d'avorio della politica autoreferenziale e il 'no a prescindere' scandito da Lega e 5 Stelle”.

 

Domani è nato oggi, il 7 settembre, e vuole diventare una via di mezzo tra una fondazione culturale e un partito. “Una via di mezzo perché il partito di riferimento già c'è – aggiunge Elisabetta Bozzarelli – ed è il Pd. C'è scritto anche nello statuto di Domani, nella nostra carta d'identità. Ma siamo aperti a tutta la società trentina che ha voglia di incidere. Tutti devono sapere che esiste questo ente intermedio che permette di sviluppare idee e proposte da tramutare in politica”.

 

Proposte e idee che ruoteranno intorno a tre linee guida come spiega Raffaelli: “Il primo è quello di raccogliere i problemi del territorio e della comunità da affrontare poi con il partito ma anche con l'uso di strumenti autonomi come i referendum propositivi. Il secondo è quello di strutturare la nostra posizione, la nostra risposta ai problemi. Per esempio sul referendum la nostra posizione è chiara e univoca e dice Sì. Il terzo obiettivo, come detto sopra, è quello di fare formazione”.

 

Tra i soci fondatori ci sono professori universitari come il sociologo Antonio Schizzerotto e l'economista Carlo Borzaga, Nicola Pontara della World Bank e poi ci sono avvocati, imprenditori, ricercatori. Mancano i politici? “Siamo aperti a tutti ma non vogliamo che ci metta il cappello sopra nessuno – completa Bozzarelli – perché Domani non è il 'correntone' di nessuno. E' un laboratorio politico anche in vista delle elezioni del 2018 per trovare soluzioni alle grandi sfide che ci attendono".

 

“Sfide epocali - conclude Raffaelli - da quelle internazionali come l'immigrazione, a quelle più locali: adesso c'è la ridiscussione dello Statuto dell'Autonomia. Per esempio a livello di Regione non potrebbe bastare avere una sorta di 'ministro degli esteri' o comunque uno strumento comune alle due province ma destrutturato e molto più snello rispetto all'apparato che ancora oggi esiste. E' un'idea ed è di idee e proposte che necessita il Pd. Per averle però deve ritrovare il contatto con la gente. Per farcela con Domani incroceremo lo 'stile' dei nonni come me, quello dei gazebo e del porta a porta, a quello dei nipoti, come Elisabetta, con i social network e la rete. Un patto tra generazioni. Perché solo uniti si vince".

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