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Orso, parchi recintati in cui rinchiudere i 'problematici'. Giacomo Bezzi "Possibile attrazione turistica"

Il consiglio provinciale dovrà discutere un ordine del giorno presentato su questo dal consigliere di Forza Italia. Intanto la Commissione dei 12 dà il via libera alla Norma di attuazione per consentire alla Pat l'autonomia sulle scelte legate alla gestione del progetto Life Ursus. Si attende la decisione del Governo.

Di Donatello Baldo - 27 luglio 2017 - 07:08

TRENTO. Della 'storia dell'orso' si occupano anche le istituzioni. Dopo la Giunta che ha emanato l'ordine di rimozione, i tribunali che saranno investiti del caso su iniziativa del legale dell'uomo aggredito, ora tocca al Governo nazionale , attraverso la Commissione dei 12, e al Consiglio provinciale che dovrà pronunciarsi su un Ordine del giorno.

 

"La Commissione dei 12 - spiega un comunicato stampa del presidente dell'organo paritetico Lorenzo Dellai - ha approvato all'unanimità una proposta di Norma di Attuazione dello Statuto riguardante la gestione del Progetto Life Ursus".

Dellai ha sottolineato "lo spirito di grande collaborazione istituzionale che si è manifestato tra le Provincie Autonome, la Commissione dei Dodici e il Ministero dell'Ambiente". "Questa collaborazione - ha aggiunto - risulta necessaria per gestire positivamente un progetto così complesso, ravvisandone rilevanti significati naturalistici e che ora deve poter trovare un quadro di governance capace di assicurare piena sostenibilità sociale".

La Norma non stravolge affatto il Progetto: "Piuttosto lo colloca in una cornice istituzionale più coerente con i principi di leale collaborazione tra le pubbliche istituzioni, secondo i canoni della piena assunzione di responsabilità da parte del territorio maggiormente interessato e delle sue istituzioni rappresentative".

 

La proposta sarà ora trasmessa al Governo per gli adempimenti di competenza. "E' un importante passo in avanti sulla strada di una gestione più autonoma, più rapida, più capace di seguire l'evoluzione del progetto di ripopolamento degli orsi in questa zona dell'arco alpino".

 

"Ringraziamo la Commissione dei Dodici - afferma Ugo Rossi - per avere prontamente accolto la nostra recente sollecitazione. Ci auguriamo ora che il Consiglio dei Ministri proceda all'approvazione della norma, possibilmente in tempo celeri".

 

Analoga soddisfazione è stata espressa dall'assessore provinciale Michele Dallapiccola: "Pur con il rammarico che è doveroso esprimere per l'incidente di sabato - ha detto l'assessore - constatiamo che questo evento ha contribuito a dare la giusta accelerazione all'iter procedurale che da tempo attendevamo".

 

Su quanto deciso dalla Commissione paritetica interviene anche il senatore Franco Panizza: “Credo che in questo momento ci voglia molto buonsenso e sangue freddo. C’è un’esigenza di incolumità pubblica che ha la priorità su tutto. Ogni decisione deve scaturire da questo. Le visioni fondamentaliste non aiutano nessuno e generano solo pericolose contrapposizioni.”

 

La proposta che ora viene trasmessa al Governo, se approvata, consentirà al Trentino di gestire più autonomamente l'importante materia della gestione della presenza dell'orso e del lupo sul territorio, pur nel rispetto del quadro normativo nazionale e internazionale. 
 

Ma anche il Consiglio provinciale si dovrà esprimere su una proposta avente per oggetto l'orso trentino. Il consigliere Giacomo Bezzi ha presentato un Ordine del giorno collegato all'assestamento di bilancio dal titolo: "Parchi recintati per orsi problematici o in sovrannumero. Soluzioni di tutela per l'economia di montagna e di sviluppo del turismo".

 

La sua proposta è questa: gli orsi un po' troppo esuberanti, quelli che potrebbero creare problemi a cose o persone, oppure quelli in eccesso rispetto numero di plantigradi per ettaro, potrebbero essere'concentrati' in appositi parchi dotati di sistemi di recinzione elettrificata.

 

Ma non si tratterebbe soltanto di un confinamento 'cautelativo'. Questa ipotesi potrebbe diventare anche un fattore di attrazione turistica: "In America o in Canada - ha spiegato il consigliere - i turisti pagano fino a mille euro per fare un tour nelle zone protette in cui sono presenti i plantigradi".

 

Si tratterebbe di unire l'utile al dilettevole, se così si può dire: "Le nostre montagne devono essere preservate, devono essere sicure per i turisti. Ma i turisti - ha spiegato Bezzi - potrebbero essere interessati a visitare parchi appositi in cui sarebbe possibile avvistare l'orso nel suo ambiente naturale, accompagnati da esperti e guide forestali".

 

 

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