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Referendum, Emilio Giuliana per il Mai. "Sì e No, dietro c'è sempre la massoneria talmudica"

"Per noi il referendum è la coerenza, una tavola imbandita serviti dalle nostre donne, la famiglia tradizionale pietra angolare delle società ariane" 

Di Donatello Baldo - 27 ottobre 2016 - 13:57

TRENTO. Emilio Giuliana è un outsider, uno che si pone, da sempre, al di fuori di ogni establishment. Ha fatto il consigliere comunale, è stato lì lì per fare il salto in Provincia nel 2013, ma ora la politica la fa su Facebook e tra i sodali di sempre, quelli dai risvolti sui blue-jeans e i basettoni anni '50, quelli del Rockers Klan (ogni riferimento all'altro Klan incappucciato è meramente casuale).

 

Si rivolge a loro sulla sua bacheca, agli adepti dispensa il suo sapere. Anche sul prossimo referendum costituzionale, ovviamente. “È giunto il momento che super fascisti di partiti e civiche locali e altoatesine vengano passati al setaccio”, scrive minaccioso l'integerrimo Giuliana. "Sono minus habens ultra fascisti che parteggiano come tifosi, referendum Sì, referendum No: sono quanto di più noioso si possa sopportare”.

 

Giuliana è per il Mai, ci mancherebbe. “Per il “No” ci sono i difensori della Costituzione partorita dalla massoneria talmudica dopo la Seconda guerra mondiale, per il “Sì” i sostenitori del cambiamento costituzionale voluto dalla stessa massoneria talmudica – sentenzia Giuliana – io personalmente i referendum li ho sempre vinti e continuerò a vincerli, referendum che si chiamano coerenza, lineare nel tempo, organico a quella visione del mondo che appartiene ai popoli indoeuropei”.

 

Parla di lui ora Giuliana, per dare l'esempio. “La famiglia, pietra angolare delle società ariane, famiglia monogama, famiglia prolifica, tre figli che sarebbero potuti essere quattro, per profondo e viscerale amor patrio-etnico-culturale: i referendum continuo a vincerli ogni qualvolta gli uomini della “mia/nostra Compagnia dell’Anello, prendono una Dama (maiuscolo, ndr) e con ella costruiscono un cuib (il riferimento è a Codreanu e ai legionari della "Guardia di Ferro", ndr) dentro il quale nidificano, covano e allevano i propri pulcini”.

 

Ma non è tutto: “I referendum li vinco quando mi ritrovo con la mia “Compagnia dell’anello” in ginocchio a pregare davanti lo stesso altare. I referendum li vinco quando con essi circondiamo una tavola imbandita, serviti dalle nostre Donne (maiuscolo, ndr) con i nostri figli, sangue del nostro sangue, carne della nostra carne.

 

Ora la parte più ostica, quella che necessita di profonda esegesi per capire le minacce contro chi siano indirizzate, e per capire cosa fare: “I referendum li vinco quando la Compagnia dell’Anello se pur contro la propria volontà, ma per doverosa necessità deve punire discoli mentecatti, infantili chiacchieroni, birbanti infami, sciocchi vigliacchi, bricconcelli pusillanimi, isteriche invidiose e quanto di peggio le loro nutritrici possano aver defecato. Quest’ultimo referendum – continua Giuliana – sentenzierà il cambiamento d’inconcludenti quarantenni e dei loro adepti, uno sparuto quanto insignificante concentrato di monnezza con le gambe, incapace di far seguire alle parole i fatti”.

 

“Matrimonio, figli, religiosità neanche l’ombra, fiori all'occhiello del materialismo relativista marxista talmudico”. Ora la conclusione: “Alea Iacta Est”. Perché Giuliana mica crede di essere Napoleone, lui è Giulio Cesare ovviamente

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