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Referendum, gli uomini della montagna dicono Sì, ma anche No

Il mondo dell'alpinismo mal voto per il referendum del 4 dicembre. La guida alpina Zampiccoli: "Vinca il Sì o vinca il No, quello che deve cambiare non è la Costituzione ma la mentalità degli italiani"

Pubblicato il - 27 novembre 2016 - 06:12

TRENTO. Il mondo della montagna ha una certezza: il voto è una conquista troppo importante da potervi rinunciare. E quindi nessuno (ovviamente di quelli che abbiamo sentito) si asterrà al referendum del 4 dicembre.

 

Si presenterà ai seggi, prenderà matita e scheda elettorale, si recherà nella sua cabina e, una volta tirata la tendina, barrerà una delle due scritte. Quale? Maurizio Pinamonti, degli Alpini trentini non ha dubbi: “Voterò . E' l'unica cosa da fare per cambiare qualcosa. Io sono ben deciso. Poi mi direte che si poteva fare meglio, di più, etc. Va bene. Ma intanto andiamo avanti”.

 

Altrettanto deciso è Massimo Faletti, guida alpina internazionale che vive a Povo e che è convintissimo: “Chiaramente voto No. Non c'è dubbio. Io sto con i 5 Stelle. Stiamo vivendo un golpe dietro l'altro l'accentramento di potere fa paura, province e regioni sono alla mercé della corruzione. Può bastare come motivazione o serve altro?”.

 

Più dubbiosi il presidente della Sat Claudio Bassetti e quello del Soccorso Alpino Adriano Alimonta. “Sicuramente andrò a votare – spiega Bassetti – perché il voto è stata una conquista faticosissima e, personalmente, non mai mancato un appuntamento con la cabina elettorale. Certo è che per altri referendum il quesito era molto più netto e chiaro e non ho avuto dubbi: dall'aborto al divorzio e anche quello sull'acqua. Qui, invece, le cose sono un po' più confuse e devo ancora prendermi il mio tempo per capire, anche perché ho amici preparati e che stimo che votano in maniera opposta”.

 

“Bisogna informarsi perché il tema è troppo importante anche se non penso che ci sarà la catastrofe, sia che vinca il No sia che vinca il Sì. Peccato invece – conclude – che il livello della discussione sia stato bassissimo. Che non si sia parlato quasi per niente di costituzione e che ovunque, invece, siano volati insulti e accuse pesanti. Io riformerei l'articolo 1 della nostra Costituzione: forse dovremmo ripartire dal senso di comunità, dall'identità di un popolo che si è un po' smarrita”.

 

“Anche io non ho mai mancato un appuntamento elettorale – fa eco a Bassetti, Alimonta – e anche io devo ancora informarmi a dovere. Diciamo che a sensazione sono più per il Sì, per il cambiamento, perché in questa Italia non possiamo restare sempre uguali a noi stessi. Ora devo capire per bene se quella della riforma è la strada giusta per il cambiamento oppure no”.

 

Denis Zampiccoli, guida alpina e gestore del rifugio sul monte Altissimo è invece sicuro: “Io andrò a votare e voterò No. Mi sono informato e mi sono confrontato con alcuni amici di cui mi fido: perché non si può mettersi a leggere gli articoli e capirci dentro come se si fosse un costituzionalista, è bello fidarsi, parlare con le persone, capire assieme, convincersi a vicenda”.

 

Ma è comunque scoraggiato: “Vinca il Sì o vinca il No, quello che deve cambiare non è la Costituzione ma la mentalità degli italiani.- Oggi – dice dispiaciuto – non si indigna più nessuno, nessuno si stupisce, un Paese che va a rotoli, la politica che fa affari e tutto va avanti come nulla fosse”.

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