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| 24 apr 2017 | 18:51

Scintille tra le "amiche", Elisabetta Gardini contro Micaela Biancofiore: "Non avrei mai pensato che Forza Italia potesse esprimere certi personaggi"

In un comunicato la coordinatrice per il Trentino Alto-Adige accusa: "Sono bersaglio di ineleganti attacchi personali che non aiutano a esaltare il ruolo delle donne in politica". Lo scontro deriva dalle diverse opinioni sulla scelte politiche delle scorse elezioni comunali a Bolzano

di db

TRENTO. E pensare che Micaela Biancofore aveva detto "siamo amiche e lavoreremo in totale sintonia". Si riferiva a Elisabetta Gardini, commentando la decisione di Silvio Berlusconi che nel novembre 2015 l'aveva nominata coordinatrice di Forza Italia per il Trentino Alto-Adige. Amiche che però, ormai da tempo, sono in rotta di collisione.

 

Ultima puntata le esternazioni dell'europarlamentare che in un comunicato stampa ufficiale se la prende con Biancofiore dicendo addirittura questo: "Non avrei mai potuto immaginare che questo partito potesse esprimere personaggi come la signora Biancofiore".

 

Tutto nasce dalla debacle del partito dell'ex cavaliere che alle ultime elezioni comunali non è riuscito nell'impresa di "prendersi" Bolzano. Fallimento che la Biancofiore imputa a Gardini, accusandola di aver appoggiato sostenuto alleanze sbagliate che hanno penalizzato il centrodestra.

 

“Ad un certo punto della mia vita - scrive Elisabetta Gardini - ho ritenuto prioritario dedicare tutte le mie energie ad un partito che doveva rappresentare i miei ideali e i valori ai quali ero stata educata. Non avrei mai potuto immaginare che questo partito potesse esprimere personaggi come la signora Biancofiore, che non è mai rientrata nei miei obiettivi di scontro e che da tempo continua a cercare in me, inspiegabilmente, il suo bersaglio con ineleganti attacchi personali che non aiutano a esaltare il ruolo delle donne in politica".

 

"Ma soprattutto non avrei mai potuto pensare - continua l'eurodeputata - che il mio partito, che avevo posto davanti al mio lavoro e tante volte (troppe?) persino davanti alla mia vita personale, avrebbe taciuto di fronte ad attacchi di profilo piuttosto basso e con motivazioni palesemente astiose e perciò prive di motivazioni politiche".

 

Qui la critica va oltre all'amicizia incrinata tra le due esponenti di Forza Italia, qui la critica sembra indirizzata al vertice, a Berlusconi stesso. "Non è nel mio stile rispondere e anche questa volta non lo farò - afferma infatti - a ribadisco la mia amarezza e la mia disillusione. Credevo di essere lì dove si sarebbero potute portare avanti le battaglie per restituire alla nostra comunità un po’ di giustizia sociale. Lì dove si sarebbero potute riparare le ingiustizie di una società che aveva falsato il valore di intere generazioni, dando a ciascuno un posto a priori e a prescindere dal merito".

 

"Non mi rassegno a credere che questa società non debba e possa essere cambiata - sostiene - che i nostri figli non possano e debbano raggiungere traguardi conseguiti per il proprio impegno e per la propria capacità. Mi domando però se si possano raggiungere tali traguardi nel momento in cui si permette a persone che dovrebbero far parte della squadra di aggredire i compagni di viaggio con tale gratuità e ostinazione”.

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