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Ultimo giorno di campagna elettorale tra biciclettate, vin brulé, castagne e birra artigianale

Nessun big a tirare la volata dell'ultimo giorno prima del silenzio elettorale. Gazebo e volantinaggi per convincere gli ultimi indecisi. Bezzi: "Comunque vada un'occasione persa. Renzi ha diviso un paese che sulla Costituzione non dovrebbe mai dividersi". Tonini: "Se vince il No si tornerà al proporzionale, ai governi deboli dove non si sa chi ha vinto"

Di Donatello Baldo - 02 dicembre 2016 - 18:56

TRENTO. Ultimo giorno di campagna elettorale, e anche nel capoluogo i due schieramenti si sono divisi le piazze. Il comitato del Sì in largo Carducci, quelli del No divisi tra via Belenzani e via Mazzini. Ma niente di eccezionale, nessun comizio di popolo, nessun big a tirare la volata.

 

Tre gazebo, tre angoli di città, le stesse persone che passano, che prendono il volantino, che ringraziano se va bene mentre altri lo cestinano appena girato l'angolo. Ormai sembra che i più abbiano già deciso cosa faranno domenica al seggio, se voteranno contro o a favore di questa riforma. Gli incerti decideranno quando saranno nella cabina elettorale, con la penna in mano a scegliere tra il Sì e il No, non sarà certo l'ultimo volantino a sciogliere i loro dubbi.

 

Tre gazebo, tre modi diversi di fare propaganda. Un gruppo di sostenitori della riforma costituzionale arriva in centro in bici sventolando le bandiere del Sì, ad attenderli il senatore Giorgio Tonini, l'assessore alla cultura del comune di Trento Andrea Robol, Elisa Filippi e Maria Rosa Maistri

 

"Beppe Grillo - afferma Tonini - dice che bisogna votare con la pancia, non con la testa, che per votare il cervello non serve. Questo perché quando la gente comincia a ragionare capisce che bisogna cambiare, che bisogna votare Sì".  Allarga le braccia il senatore: "L'abbiamo detto in tutte le salse che se vince il No si tornerà a votare con il proporzionale, con la conseguenza che non sapremo chi ha vinto, con la conseguenza di governi deboli senza legittimazione popolare".

 

Il senatore allarga le braccia un'altra volta e racconta di un siparietto divertente: "Ieri un ragazzo mi ha confessato che vota No per un motivo particolare: Renzi non ha abbassato le accise sulla birra,  il ragazzo è un produttore di birra artigianale. Beh, credo che servano argomenti ben più profondi per votare No". Nel senso che si vota sulla Costituzione, non su Matteo Renzi. Ma in questo caso, magari un interessamento del senatore per inserire nella prossima legge di stabilità un emendamento ad hoc potrebbe recuperare un voto, chissà.

Uno dei tanti No, comunque, perché se il Sì sembra univoco il dissenso nei confronti della riforma è più variegato. Destra e sinistra, e anche a Trento è così, anche nelle piazze di oggi: Lega, Fratelli d'Italia e Agire di Claudio Cia da una parte e L'Altra Trento a Sinistra con Antonia Romano dall'altra. 

 

Al gazebo in via Belenzani ci sono, oltre ai consiglieri provinciali Claudio Cia e Giacomo Bezzi, anche quelli comunali Gianni Festini Brosa e Devid Moranduzzo. Qui si mangia e si beve, caldarroste e vin brulé. E quando è gratis arrivano tutti, a un certo punto sembrava di essere al gazebo dei volontari di strada: i senzatetto della città ordinatamente in fila per prendere un po'di vino caldo e quattro castagne servite in un bicchiere di plastica. Come obolo la dichiarazione d'intenti declamata sorridendo al cospetto di un comprensivo militante leghista: "Voterò No, promesso"

 

"Ci si dovrebbe dividere alle elezioni - afferma Giacomo Bezzi di Forza Italia - ma la Costituzione dovrebbe unire tutti gli italiani. Per questo Renzi ha sbagliato, ha diviso un Paese". Bezzi è pessimista: "Il No vincerà di poco, ma comunque vada - osserva - sarà una sconfitta, perché si è già diviso gli italiani". Sull'Autonomia dice questo: "Questa riforma non tocca noi direttamente ma le regioni a statuto ordinario. Se passa il Sì aumenterà l'ostilità nei nostri confronti". 

 

Anche l'Altra Trento a Sinistra in piazza, un altro No, un altro gazebo. Un ragazzo sta volantinando, è uno studente originario di Perugia. Ma lui che ne sa del dibattito trentino che sul referendum si è diviso a proposito del futuro dell'Autonomia? "Non so nulla - afferma con un sorriso, a dimostrazione che nel resto d'Italia si parla d'altro - ma ci sono tanti altri buoni motivi per votare No". Uno studente che comunque voterà in Trentino: "Tra i nostri rappresentanti al seggo che vigileranno sull'andamento delle operazioni di voto ci sono tantissimi studenti fuori sede - spiega Antonia Romano - così potranno votare qui senza dover tornare a casa per esprimere i loro No".

Comunque vada, lunedì prossimo qualcosa cambierà, dal risultato che uscirà dalle urne si dovrà ripartire. Ormai tutti gli osservatori affermano che in ogni caso si chiude un ciclo e se ne apre uno nuovo. Nulla rimarrà come prima, dal punto di vista politico, ovvio: non arriveranno né locuste né altre piaghe d'Egitto, ma una campagna referendaria così intensa produrrà un voto dal significato altrettanto intenso. 

 

Quindi pensateci bene prima di votare, questo voto è importante, forse più di altri. E comunque, anche se non avete ancora deciso da che parte stare, andate a votare, deciderete all'ultimo. Se questo voto è "storico", come dicono in molti, è giusto che la storia di questo Paese sia scritta da tutti noi, da tutti quelli che domenica diranno se Sì o se No.

 

E se volete un'ultima infarinata di riforma ecco qui il testo comparato della costituzione (LEGGI).

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